Azkaban, un posto come un altro dove vivere

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Globalizzazione

‘Ciao Giorgio, sai, la prossima settimana vado a Parigi’
‘Eh dai bella storia’
‘Si, spero solo di saltarci fuori col mangiare’
‘Beh non sarà mica un problema?
Te gli parli in dialetto modenese e invece di usare CON usi AVEC’
‘Ma vah?! Proverò…’

Arrivato a Parigi, si ferma in un ristorante:
‘Adesso provo, alaura, à voj dal furmai e dal salam AVEC al pan’
Dopo 5 minuti arriva il cameriere
con un bel piatto di pane, salame e formaggio

‘Dio bo! Allora funziona davvero!,
Bene, adesa t’am port un bel piaat ed macaraun AVEC al ragù′
Dopo 10 minuti ecco che arriva il cameriere
con un piatto di maccheroni fumanti al ragù

‘Vacca! che figata…
Oh adesa un bel café AVEC ‘na grapa’
Dopo 3 minuti ecco servito un bel caffè e il grappino.

A quel punto si alza, va dal cameriere e gli dice:
‘Oh cumplimeint mè a soun Franco ed Mòdna’
e il cameriere:
‘e me a soun Andrea ad Furmezén
si no AVEC al caz c’at magnev!!’

Storie da bancone

E’ un sabato sera caldo questo primo sabato ad Amsterdam, usciamo verso le dieci per farci una birra dato che non abbiamo molta fame e di cena non ne vogliamo assolutamente sentir parlare.
In giornata ho buttato l’occhio su un pub nella Rembrandtplein, The house of Guinness, inutile dire che il nome ha un richiamo quasi magico per noi, quindi si opta per il bancone.
Non c’è molta gente in giro del resto la notte è lunga, ordiniamo “two Guinness and two french fries“. La cornice è allietata da qualche elemento strano, come i due vecchietti intenti a cenare ad un tavolino, uno dei quali inutile dirlo è identico al mitico Signor Miyagi di Karate Kid.

Ma non è tanto questo che mi interessa sottolineare, quanto la scoperta che di lì a pochi minuti abbiamo fatto sul metodo di lavaggio dei bicchieri. A prima vista nessuno mette mai in dubbio che i bicchieri di un pub ci vengano serviti lavati e puliti, del resto nemmeno questo si esime da questa pratica, l’aspetto che invece risulta sconcertante è la procedura di lavaggio.

Infatti una volta che il bicchiere viene raccolto sporco da tavolo, viene ordinato insieme agli altri, se ce ne sono, bicchieri sporchi e immerso, uno ad uno, nella vasca del lavandino usualmente colma di acqua e detersivo. L’immersione avviene in corrispondenza di una serie di spazzole verticali che permetto di lavare il bicchiere in profondità. Fatto questo il bicchiere viene impilato con gli altri per essere successivamente usato alla nuova ordinazione.

In tutto questo procedimento manca essenzialmente una fase che ci siamo chiesti, a questo punto, se sia obbligatoria oppure no, infatti non esiste nessuna azione di risciacquo dei bicchieri che quindi così come vengono estratti dal lavaggio vengono poi utilizzati. Ora, la birra non sapeva certo di detersivo, però non credo faccia piacere sapere che il liquido che si sta ingerendo ne contiene.

A questo punto i casi sono due: o il detersivo è ingeribile, oppure mi manca un pezzo e prego chi ne è a conoscenza di illuminarmi sulla questione.

Odori

Ieri di ritorno da Milano con il treno delle 17:50 sono in scompartimento con 3 ragazze spagnole.

2 ore ininterrotte di cicaleccio fitto fitto quasi fossero 10 anni che non si vedevano, cosa del resto impossibile visto che erano in trasferta insieme, ma a parte questo, una delle tre, un bel confetto rotondetto tutto vestito di rosa, ha pensato bene di togliersi le scarpette da principessa che indossava, un paio di All Star bordò d’altri tempi, e così ci siamo sorbiti 2 ore di quel classico odore intenso e pungente che ricorda tanto ma tanto i popcorn.

Adoro il treno.

Non è mai troppo presto

Eh sì, questa è un po’ la nostra filosofia, sopratutto quando si parla di viaggiare. Tanto basta che abbiamo appena acquistato gli aerei per la prossima estate.

Le destinazioni prevedono una settimana, quella di ferragosto, a Bucarest, mentre la successiva in quel di York.

Ovviamente il grande vantaggio di acquistare con 6 mesi di anticipo è quello del risparmio, questione che a noi ovviamente preme molto. Per il resto, come sempre, ci affideremo un po’ al caso, con la fortuna di alloggiare in entrambi i casi presso parenti, ci concentreremo sul “cosa fare” e sul “cosa vedere”.

Next step guida dell’Inghilterra (alla fiera del libro il prossimo maggio) e l’inmancabile to-do list :)

-6 to go

Ieri sera, complice l’incontro del Club di Lettura, eravamo a casa dei Vagabondi, ambiente completamente sottosopra ad una settimana dalla partenza, del resto è il minimo che ci si possa aspettare. Chiacchere vaghe e scomposte ci raccontano gli ultimi aneddoti prima della partenza, come la sparizione e ricomparsa del passaporto di Stefano, insomma clima disteso, ma non troppo.

Oggi hanno in programma il ritiro dei pacchi, ovvero la spedizione dei loro 2 metri cubi di roba in terra neozelandese, 40 giorni di viaggio per mare sfidando interperie e pirati.

Domenica ultimo saluto, quello ufficiale, quello con tutti, alla Fattoria del Parco, un film già visto più di una volta, ma che è sempre un piacere rivedere; un po’ di amarezza, ed invidia, ma in fondo sono i nostri amici e non possiamo che volere tutto il loro bene.

Nel frattempo prende forma l’idea della trasferta nella terra dei Maori per il prossimo Natale, chissà….

So già che domenica sarà una pessima giornata, quindi è qui che vi faccio i miei saluti: in bocca al lupo a tutti e 3, vi vogliamo veramente molto bene, ciao.

Il DNA non si discute

Negli ultimi anni si parla tanto di DNA e di ricerche associate alla genetica, ma nessuno ha mai indagato sulle proprietà del filamento in relazione alle attività enogastronomiche.
Ritengo infatti che ognuno abbia un determinata prediscosizione verso certi cibi, predisposizione che gli permette di ingerirli e gestirli senza troppi problemi. Questa caratteristica è maggiormente visibile nelle persone nate in zone connotate da una marcata cucina, ad esempio l’emilia, mia zona di origine. Inutile dire che con tutto il fritto e l’unto che mangiamo, senza contare la nostra dipendenza quasi viscerale dal maiale, siamo in grado di affrontare le tavole più imbandite senza per questo dimostrare il ben che minimo segno di timore.

Questa premessa per sottolineare solo che sabato sera al matrimonio, il mio caro amico Puiu, ha pasteggiato bevendo esclusivamente Jack Daniel’s mischiato a Red Bull, insomma un fisico per niente indifferente.

Matrimonio alla rumena

Sabato mattina grande giorno per il matrimonio di Rodica.
Ci svegliamo alle 9 e dopo una colazione veloce Lavi esce con sua sorella per la piega, torna dopo 2 ore con 5Kg di forcine in testa ma una pettinatura veramente bellissima.
Cincishiamo un po’ in casa tra una telefonata e l’altra per organizzare un po’ il pomeriggio, Andreea che dovrebbe venire a prenderci non si sa bene quando sarà pronta, quindi dopo un buon pranzetto a base di brodo e polenta cominciamo a vestirci.
Brutta, per modo di dire, sorpresa per me quando mi infilo i pantaloni, scopro che i chili persi questa estate si vedono eccome, i pantaloni sono veramente larghi ed anche stringendoli con la cintura non ottengo granchè se non un bruttissimo effetto di increspatura, amen mi terrò le mani in testa per sostenerli.
In un qualche modo alle 3 siamo pronti ma Andreea anche no, ci facciamo quindi portare a casa di Rodica dal padre di Lavi. Sono le 4 quando finalmente siamo dalla sposa. La casa è completamente sottosopra per i preparativi, la truccatrice sta sistemando la madrina, la sposa per lo meno da questo punto di vista è pronta, manca ancora il vestito ma per quello c’è ancora tempo.

Il tempo passa veloce e le 5, ore della partenza per la chiesa, si avvicinano. Cominciamo le fasi della vestizione, con evidenti segni di stress pre-matrimoniale da parte della sposa. Tutto però fila liscio, alle 5,30 come da programma siamo in chiesa, ma il nostro turno tarda a venire, infatti un’altra coppia si sta sposando e quindi ci tocca aspettare.

Finalmente verso le 6 inizia il rito, ortodosso, che per me è la seconda volta che lo vedo. Decisamente interessante, bello e diverso da quello cattolico. Ma non c’è tempo per i convenevoli, dopo le rituali foto di posa subito al rinfresco in quel del Marriott. La cena trascorre piacevolmente tra chiacchere, qualche bicchiere di vino e della gran bella musica. Ma come sempre quando ci si diverte il tempo passa velocemente e quando sono le 2 di notte dobbiamo ancora finire la cena. Paura vera.
Infatti è solo poco dopo le 2 che viene servito l’ultimo secondo, un mix di carne alla griglia, e finalmente la torta alle 2,45.

Siamo veramente degli stracci, Lavi con i sandalini nuovi ha sofferto tutto il giorno dei mali atroci, io ho gli ho praticamente chiusi, complice anche l’abbondante fumo dato che qui non esiste nessun divieto di fumo nei locali pubblici. In un qualche modo riusciamo ad essere a casa per le 3/3,15 ma non ci si può fermare, seduta sul trono, veloce doccia, un saluto ai genitori di Lavi e poi di corsa in aeroporto. Alle 7 infatti abbiamo il volo di rientro.

Arrivati in aeroporto però abbiamo una bella sorpresa, milioni di persone! Mai avrei pensato di vedere un aeroporto preso d’assalto così alle 5 del mattino. Poco dopo ne scopriamo il motivo, alle 7 partono almeno 3 voli: Roma, Bologna e Turchia, quindi c’è il tutto esaurito con un bordello incredibile ai check-in.

Dopo 40 minuti riusciamo ad espletare tutte le pratiche, controllo sicurezza compreso, e ci ritroviamo in sala d’attesa. Un unica sala veramente piccola nella quale sono stipate almeno 300/400 persone, il calod è pazzesco per non parlare del casino.

Scopriamo con nostro grande sconcerto che una degli aeri in partenza, non sappiamo quale, ha sbagliato o è stato costretto ad atterrare nell’altro aeroporto di Bucharest, quindi i passeggeri dovranno essere trasportati la in autobus. Attimi di panico, ma per fortuna non siamo noi.

Quasi puntuali alle 7,15 ci imbarchiamo e poco dopo 2 ore siamo a Bologna, ma non è ancora finita, alle 10 abbiamo l’autobus per Modena e solo alle 11,40 riusciamo ad arrivare a casa, completamente esausti e distrutti. E’ stata una bellissima sfacchinata però adesso ci vuole un po’ di riposo.

Mai più in agenzia

Qualche mese fa, diciamo intorno a maggio, presi dalla nostra smania di viaggiare e di programmare nel tempo le nostre cose, decidiamo di buttare giù qualche idea per un viaggio nel periodo di Natale. Le destinazioni questa volta non sono molte e quasi subito decidiamo di optare per Bangkok, Bali.
La mania per le guide ci porta subito ad acquistare qualche titolo, complice anche lo stand della Lonely Planet alla Fiera del libro di Torino, e così comincia a prendere forma il viaggio. Studiamo il periodo, i posti, ecc.

Lavi nel frattempo decide di investire qualche ora del suo tempo nella ricerca preventiva di qualche volo a basso costo, risultato: prezzi assurdamente alti per il periodo, e siamo solo a maggio.

Decidiamo nostro malgrado di rivolgerci a qualche agenzia di viaggi, cosa che non facciamo praticamente mai, anche solo per avere un’idea di costi per volo+sistemazione e quindi capire se i soldi ci sono, ci saranno o se invece….

Con nostro grande sconforto ci sentiamo dire che fino a metà settembre, anzi meglio, inizio ottobre non se ne parla di avere un preventivo; aspetteremo, nel frattempo lasciamo i nostri riferimenti con le nostre scelte.
Passano i mesi e all’inizio di agosto riusciamo ad avere 2 preventivi da agenzie diverse, anche se con l’avvertenza che comunque in fase di prenotazione i prezzi saranno sicuramente ritoccati. Il primo, assolutamente abbordabile si aggira intorno ai 4500 euro, ma i giorni non coincidono assolutamente con quelli che vanno bene a noi, il secondo assolutamente fuori budget si aggira intorno ai 6400 euro!!!

Rientrati dalle vacanze andiamo in agenzia. Si discute del più e del meno, del perchè il prezzo è così alto, facciamo presente il nostro budget, che si aggira intorno ai 5000 euro, e ci sentiamo dire che con quei soldi a malapena si fa una settimana nel periodo di capodanno!!!!

Ma stiamo scherzando??!!

Usciti dall’agenzia sono piuttosto costernato, ma come, 5000 euro (quasi 10 milioni), non bastano per fare 1 settimana in 2??? Ma in che mondo viviamo? Continueremo ad organizzarci i viaggi per conto nostro è l’unico modo, non tanto per risparmiare, ma per spendere bene i propri soldi nei viaggi.

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