Azkaban, un posto come un altro dove vivere

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Correre

Si è conclusa ingloriosamente ieri la prima sessione di preparazione atletica per il prossimo anno.

Nonostante i progressi veramente notevoli che mi hanno portato a correre la bellezza di 45 minuti, traguardo per me veramente incredibile, ieri ultimo appuntamento denso sopratutto di fatica. Sarà stato il caldo, o la poca concentrazione, fatto sta che ho sforato abbondantemente il range di pulsazioni impostato per oltre 10 minuti. Il risultato si è tramutato ovviamente, come tutte le volte, in un mal di testa assurdo che fortunatamente sono riuscito a contenere durante il pomeriggio.

Ora 15 giorni di riposo, anche in funzione del fatto che venerdì partiamo per Bucarest, e al ritorno l’ultima sessione di 15 giorni di allenamento prima della preparazione ufficiale per la nuova stagione di volley.

Le prime indiscrezioni vedono già tramontata la possibilità di avere come coach il Sergente Hartman, quindi la figura del nuovo allenatore a tutt’oggi rimane avvolta nel mistero. L’unica speranza, l’unica vera speranza, è che chiunque venga per lo meno non sia un ciocapiat.

Patetico

E’ tutto così patetico.

Fino a l’altro giorno si invocavano radiazioni e punizioni esemplari, oggi si parla di sconto di pena.

E’ proprio vero che non ci sono più le stagioni di una volta.

E alla fine…

… per quelli che avevano sperato, per quelli che avevano assolutamente negato, per quelli che era innocente, per tutti quelli che… il buon Riccardo ha confessato l’incoffensabile: “Mi sono dopato”.

Nessuna scusa, nessun perdono, sopratutto nello sport, sopratutto quando puoi evitare, sopratutto quando nessuno ti obbliga.

Si chiude un capitolo, si gira pagina, niente più Cobra di Formigine, niente più comunicati sul sito del Comune, niente più pedalate della xxxx, niente di niente, rimane solo l’amarezza di quanti avevano palpitato davanti al teleschermo e dei pochi che l’avevano visto mangiare l’asfalto sulle salite più impossibile.

Rimane solo il vuoto, il nulla, il niente.

Puttanate!

Una serata buia e tempestosa, quella di ieri sera, ha fatto da cornice alla riunione di fine anno della squadra di prima divisione maschile di volley. Una riunione tanto importante quanto indispensabile per tirare un po’ le somme di quest’anno. Un incontro che da subito ha messo in evidenza come i malumori serpeggiassero ormai da mesi, malumori che vedono grosso modo 2 fazioni.

Da una parte i nuovi arrivati che abituati ad un certo tipo di impegno si sono ritrovati in una situazione poco chiara e penalizzante da novembre in poi, momento in cui le assenze da sporadiche sono diventate croniche. Dall’altra il gruppo storico che vede tutti i mali in un cambio di approccio all’allenamento ed alla partita, condiviso dalla società ma evidentemente non dai giocatori.

Detto questo ieri sera ognuno di noi ha espresso le sue idee ed i suoi pensieri su quello che è stato. Molte cose dette sono assolutamente condivisibili a partire da chi prima della pallavolo ad esempio mette la messa piuttosto che la figa o gli amici o lo studio o il lavoro o il divano o…… insomma come sempre, sopratutto in questa società, non è molto chiaro che un campionato di prima divisione richiede un minimo di impegno; impegno che si deve manifestare innanzitutto nella presenza agli allenamenti dato che da che mondo e mondo chi non si allena mediamente è portato a non giocare.

Ma ecco uno dei punti calienti di ieri sera. Alcuni sostengono che non importa allenarsi, ci sono alcuni elementi che vista la loro tecnica è giusto che giochino sempre onde evitare le sconfitte.

Di fronte ad affermazioni del genere io rimango sempre basito. Faccio sport da quando avevo 5 anni, pallavolo da quando ne avevo 12 e credo di aver visto tante cose, ma di una in particolare ho imparato negli anni l’importanta: chi non si allena non gioca. Questa è una regola non scritta dello sport, una regola che porta ad allenarsi e migliorarsi, una regola che per come la vedo io porta rispetto tra i giocatori.

Infatti nel corso di quest’anno parecchie, ma veramente parecchie volte, il sestetto titolare non ha assolutamente rispecchiato le presenze in palesta, questo ha creato fin da subito malumori, sopratutto nei nuovi innesti, che venendo da un sistema “meritocratico” si sono guardati in faccia e si sono detti: “Embeh, come funziona qui?”

Te lo spiego io, qui funziona che i giocatori sono abituati a fare così, ci si allena quando se ne ha voglia, ma non solo, la società non ha mai imposto o richiamato all’ordine questi comportamenti giustificandoli e tollerandoli fino alla nausea. Insomma negli ultimi 20 anni non è cambiato niente!

Detto questo, ieri sera una cosa è da sottolineare ed è la volontà della società, espressa da un dirigente presente, di continuare sulla strada intrapresa quest’anno, vale a dire la conferma dell’attuale allenatore e un’impostazione chiara e decisa verso la pallavolo e non verso il cazzeggio. Ora, come probabilmente accadrà, ci saranno defezioni (alcune già annunciate) e malumori, ma alla fine se ti vuoi divertire, come molti hanno dichiarato ieri sera, bisogna che ti alleni altrimenti quando scendi in campo semplicemente ti rompono il culo e da mediamente non piace nessuno perdere a bastonate le partite.

Lunedì prossimo il nuovo appuntamento con allenatori e società che avere indicazioni sulla prossima stagione.

Sesto

Grande gara quella di sabato. Tanto divertimento e tanta tanta voglia di tornare in pista!

Io e Lavi prima delle qualifiche

Dopo le qualifiche di 10 minuti e i primi assaggi di kart per capire un po’ le dinamiche del cariolo, mi sono classificato al 7° posto per la griglia della prima manche.

Griglia di partenza 1 manche

Prima manche combattuta e finalmente si comincia un po’ a prendere le misure della pista, sopratutto con la parte più veloce.

Sorpasso all\'interno ai danni di Elia

Qui il sorpasso all’interno ai danni di Elia al termine del rettilineo dei box.

Partenza 2 manche

Eccomi qui invece sulla griglia di partenza della 2° manche che data l’inversione dell’ordine mi ha visto partire in seconda posizione.

Devo dire che la seconda manche è stata la più divertente ed anche la più dura. Avendo ormai confidenza col mezzo e con la pista ci ho tirato parecchio, compatibilmente con le mie capacità :) e la cosa è risultata particolarmente divertente.
Peccato per un errore proprio nell’ultimo giro che mi è costato una posizione a favore di Margò.

Risultato finale: un ottimo 6° posto subito dietro ai professional.

Ora aspettiamo il bis al più presto.

La sgommata

La vita di spogliatoio di per se non è certo entusiasmante, ma a volte regala perle di vita notevoli.

Ieri sera finita la doccia mi appresto ad asciugarmi i capelli e noto con dis/piacere che i boxer di uno degli alzatori fa bella mostra di se per terra, tralasciando il fatto di come sia impossibile fare allenamento a pallavolo con dei boxer, questi presentavano una fantastica sgommata di almeno 10 centimetri con tonalità dal marroncino chiaro al marrone scuro.

Un vero spettacolo.

Porgere sempre l’altra chiappa

Questa mattina sulla Gazzetta dello Sport c’è un bellissimo articolo su cosa si potrà, ma sopratutto, non si potrà portare alle prossime olimpiadi di Pechino. Una lista per certi versi giusta e scontata, vedi per gli articoli alla voce esplosivi, materiali radioattivi, ecc., ma allo stesso tempo assurda vedi alla voce Bibbia, santini, ecc.

Nell’articolo vengono anche posti alcuni, a questo punto, serissimi problemi, del tipo: ma chi ha tatuaggi religiosi? Chi ha la catenina? Insomma i soliti problemi di tutti i giorni. Probabilment, sempre nella tutela della libertà di pensiero ed espressione, verranno censurati in maniera efficacissima.

Come sempre vinceranno loro, gli altri, perchè da che mondo e mondo, gli occidentali hanno quel no so che di senso di colpa verso tutto il mondo, ed ogni volta che c’è da portare avanti i nostri ideali, le nostre idee, i nostri credo, porgiamo sempre l’altra guancia, quando invece arriva qualcuno ad imporci i suoi ideali, le sue idee, il suo credo, a casa nostra, noi docilmente pieghiamo la testa, altrimenti poi sembriamo dei razzisti.

A questo punto mi aspetto di vedere i nostri cappellani al seguito della squadra olimpica in incognito, un po’ come in Il Compagno Don Camillo quando l’intrepido Don Camillo, travestito da buon compagno, va al seguito di Peppone nella Madre Russia per vederne gli splendori.

Speriamo di vederne tanti di Don Camillo in quel di Pechino…

Un mese di allenamento

Dopo un mese esatto dall’inizio degli allenamento di pallavolo, tiro un po’ le conclusioni di questa rinascita per il “mio sport”.

Innanzitutto ieri sera è stato il primo vero allenamento completo, nel senso che dopo un mese sono finalmente riuscito ad arrivare alla fine delle 2 ore senza grossi problemi. Rimane il grande quesito dei piedi, infatti nonostante abbia ricambiato le scarpe, il piede destro continua a fare un male porco; risolti invece i problemi alle dita, infatti finalmente si torna a palleggiare come Dio comanda.
Ne è la riprova che ieri sera, complice l’assenza del secondo alzatore, è  toccato a me, finalmente, fare qualcosa e devo dire che sono estremamente soddisfatto; infatti considerando i 10 anni di assenza dai campi e la totale mancanza di feeling con i compagni ieri sera mi sono tolto qualche soddisfazione nei confronti della prima squadra. E’ vero che abbiamo perso il set 29-27, ma abbiamo dato filo da torcere!

Sono molto molto contento di questa esperienza :)

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