Azkaban, un posto come un altro dove vivere

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Signori, si taglia!

Nonostante sia dall’altra parte del mondo, leggo regolarmente l’Informazione di Modena e proprio ora ho finito la lettura dell’articolo sul nuovo, o meglio, sull’ennesimo taglio di piante nel nostro comune.

Dopo aver fatto scorta di legna da ardere negli anni passati, anche quest’anno, e forse la scadenza appare quanto meno sospetta vista la vicinanza dei Ludi, qualcuno ha deciso che quelle piante ormai hanno fatto il loro tempo.

Problemi di sicurezza pubblica si dice.

Sarà anche così, ma quel che è certo è che quando si dice “alcune alberature” mi scappa un po’ da ridere perchè pensando ad alcune alberature tra via Trento e Trieste, via San Francesco e via Gramsci, quel “alcune” diverrà di certo “tante“.

Ormai il “viale del tramonto” volge proprio al termine dei suoi giorni. Quei poveri vecchietti che ogni tardo pomeriggio d’estate si mettono all’ombra delle chiome dei tigli non avranno altra scelta che cuocersi nella calura estiva.
E mi viene anche in mente quando Cimino inseguiva quel pappagallo, rubato ovviamente, che si era appollaiato proprio su uno di quegli alberi, ahhhh che spasso quei tempi.

Ma la chicca veramente mitica dell’articolo e anche del comunicato stampa è la frase conclusiva quando si dice “Nell’ambito del recupero del centro storico sarà valutata l’opportunità di una completa risistemazione dei viali alberati intorno al Castello” questo cari amici non mi fa per niente ben sperare. Ogni riqualificazione alla fine si è configurata con l’abbattimento totale delle piante e la piantumazione al loro posto di fuscelli più sottile dei cerini, di cui immancabilmente la metà morirà nel primo inverno e i rimanenti forse tra 30 anni faranno un po’ di ombra.

Spero almeno che per i Ludi ci sia abbastanza legna da fare una bella grigliata davanti a Camelot e anche un bel incendio come si deve, che in tempo di crisi un bel rogo ci sta sempre bene.

Al nostro rientro in Italia, proprio il 24 agosto, avrò l’amara conferma di quello che temo.

Chissà se prima o poi impareremo

Dal Corriere della Sera: “Ronde sulle Alpi contro lupi e cinghiali”.

Prima lo abbiamo ucciso e sterminato, poi lo abbiamo re-introdotto, ora proprio non vuole stare al suo posto. Inutile nasconderci dietro un dito: sto lupo ci rompe proprio li coglioni. E così via via per tutti quegli animali che col tempo l’uomo ha deciso di disfarsene perchè, giusto o sbagliato che sia, disturbano le attività produttive, remunerative e non.

Però poi, ed è sempre così, l’uomo cerca di correre ai ripari, perchè una volta fatto il danno, si rende conto che l’ecosistema non può più funzionare, anzi no scusate, non può più funzionare come vuole lui perchè ovviamente si è sbilanciato. E così ci si mette una pezza, spendendo magari fiumi di quattrini, per ritrovarsi poi punto da capo.

Ma io mi chiedo, siamo su questa terra già da un po’, ma come è possibile che non abbiamo ancora capito che la natura fa da se?

Dire che siamo cocciuti è poco.

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