Lavi mi ha appena fatto notare come su Amazon la versione Paperback di Breaking Down costi meno di quella per Kindle, esattamente 9,30 $ Â la prima e 12,44 $ la seconda.
Sinceramente non riesco ad immaginarmi un motivo valido per cui un ebook debba costare più di un libro di carta stampata per quanto lurida possa essere la sua qualità .
Magari qualche addetto ubriaco ha digitato un importo sbagliato?!
Magari qualcuno inserito nel sistema riesce a darmi una spiegazione?
Nel frattempo continuo ad accumulare chili di carta stampata
“Una delle massime autorità in questione, l’FBI, ritiene serial killer un assassino che ha compiuto almeno cinque omicidi spinto da un movente sessuale, e i cui omicidi siano separati da un periodo di inattività più o meno lungo”. Più di venti biografie di assassini seriali che nel corso dell’ultimo secolo hanno funestato il quieto vivere della Gran Bretagna. Dalla Scozia all’Inghilterra passando per il Galles una serie impressionante di delitti che spesso sorprendono per la loro efferatezza e per la loro insensatezza. La fantasia nel perpetrare l’omicidio fa di questi killer la massima espressione dell’assassinio. C’è chi utilizza l’acido per sciogliere le sue vittime, chi, come se si fosse in una normale macelleria, procede a dissezionare i cadaveri per liberarsene nello sciaquone, chi archivia la propria collezione di corpi sotto le assi del pavimento tirandone fuori di tanto in tanto qualcuno per rimirarlo e poi riporlo nell’apposito scompartimento, chi usa le proprie mani per sopprimere la vita e chi invece utilizza oggetti di uso comune: una corda, un coltello, la prima cosa che capita tra le mani sul momento. In questo girone infernale di violenza, spesso è la semplice casualità a restituire gli assassini alla giustizia, una casualità che appare tanto più terribile in questo contesto nel quale intere famiglie vengono distrutte non solo dal dolore, ma anche dall’impossibilità di piangere un corpo che pare sparito nel nulla…
Chirurgico, asettico, preciso, infallibile, spietato. Così ci appare il serial killer tipo che Emiliano Di Marco illustra in questa raccolta di biografie. Una ricerca approfondita che lascia il lettore senza parole di fronte agli abissi nei quali l’uomo è capace di sprofondare. Una discesa verso l’inferno nella quale la quotidianità e la routine di gesti familiari si alternano a gesti di inaudita violenza. Sprazzi di assoluto terrore, quasi come strappi laceranti dell’anima. Appaiono così questi momenti di follia che ogni serial killer vive a suo modo ma che poi tutti, senza esclusione alcuna, vengono ricondotti ad un unico comune denominatore: l’omicidio. Una sequela di morte e sangue che giunge fino ai giorni nostri e di cui noi italiani poco o niente abbiamo appreso dai mezzi di informazione, una realtà , quella inglese, che se ridotta alle pagine di questo libro potrebbe indurre il lettore a pensare ad una nazione di folli, ma in fondo ogni luogo ha i suoi casi di pazzia, chi più e chi meno. In Gran Bretagna pare che uno studio abbia messo in relazione le fasi di stagnazione economica con i picchi di omicidi, un accostamento che visto i tempi attuali appare ancora più sinistro. Possiamo solo immaginare cosa possa covare negli animi e nelle menti distorte di serial killer potenziali o di fatto in questi ultimi anni così duri.

Il monastero di Leyre sorge a sud est di Pamplona nella regione della Navarra. La tranquilla e silenziosa vita monastica dei frati benedettini viene sconvolta quando l’abate, Pello Urrutia, scompare misteriosamente insieme ad alcune ostie consacrate trafugate dal tabernacolo del monastero. Il mistero si infittisce quando al Vescovo della diocesi viene recapitato un dito dell’abate insieme ad una quantomeno singolare richiesta di riscatto: i rapitori infatti vogliono un antico e preziosissimo reliquiario conservato gelosamente nella cattedrale di Pamplona contenente un frammento della croce del Cristo. Il giudice Lola MacHor, affiancata dall’esperto Juan Iturri, già ispettore dell’Interpol, viene incaricata delle indagini quando vengono rinvenuti due cadaveri brutalmente sfigurati alle porte di MendigorrÃa un piccolo paesino situato nel cuore della Navarra. Il mistero che avvolge gli omicidi cela un’inconfessabile verità che è stata nascosta negli ultimi dieci anni e coinvolge gli esponenti di spicco della diocesi…
Finalmente un thriller nel quale il colpevole rimane celato fino all’ultimo. Il grande pregio di Reyes Calderón è proprio quello di costruire una fittissima rete di particolari ed indizi tali da rendere estremamente complicata, ma al tempo stesso intrigante, la trama. I colpi di scena e la suspence non mancano di tenere il lettore sul filo del rasoio e gli elementi esoterici che più di una volta si affacciano durante l’indagine contribuiscono a rendere ancora più misteriosa l’ambientazione.Non è però tutto oro quello che luccica: infatti è proprio l’eccessiva complessità a rendere la trama in qualche frangente troppo macchinosa, con il risultato per il lettore di perdersi tra le pagine di un’indagine che è sì assolutamente intrigante, ma che risulta al contempo paradossalmente soporifera quasi alla noia. Questo non pregiudica l’efficacia complessiva del romanzo, che risulta comunque piacevole ed accattivante, ma ne delinea i limiti. Spesso è la soluzione più semplice quella da prediligere, e non quella più astrusa.

A questo link una selezione ad opera di photo-eye, dei migliori libri fotografici dello scorso anno.
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