Azkaban, un posto come un altro dove vivere

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L’eleganza del riccio, di Muriel Barbery

Mi trovo in difficoltà nel giudicare questo libro perchè per oltre la metà ho continuato a chiedermi come mai tutto questo baccano intorno a lui, insomma, parliamoci chiaro, oltre ad una lettura piacevole poco più.
Ed invece proprio nel finale ho dovuto ricredermi, nel senso che le ultime 100 pagine sono un condensato di emozioni e passioni veramente intense, quasi eccezionali, ho ritrovato quella bramosia della lettura che pochi, pochissimi, libri sanno darmi.
Per quanto mi riguarda, il termine che più di tutti riassume questo libro è “poetico”. Nonostante il forte messaggio di speranza che viene lanciato dalle sue pagine, quello che più mi ha lasciato sul palato è la poesia che racchiude. Delicata come una sonata di Mozart, mai ingombrante o mielosa, ma pur sempre puntuale.

Parigi, rue de Grenelle numero 7. Un elegante palazzo abitato da famiglie dell’alta borghesia. Ci vivono ministri, burocrati, maitres à penser della cultura culinaria. Dalla sua guardiola assiste allo scorrere di questa vita di lussuosa vacuità la portinaia Renée, che appare in tutto e per tutto conforme all’idea stessa della portinaia: grassa, sciatta, scorbutica e teledipendente. Niente di strano, dunque. Tranne il fatto che, all’insaputa di tutti, Renée è una coltissima autodidatta che adora l’arte, la filosofia, la musica, la cultura giapponese. Cita Marx, Proust, Kant… dal punto di vista intellettuale è in grado di farsi beffe dei suoi ricchi e boriosi padroni. Ma tutti nel palazzo ignorano le sue raffinate conoscenze, che lei si cura di tenere rigorosamente nascoste, dissimulandole con umorismo sornione. Poi c’è Paloma, la figlia di un ministro ottuso; dodicenne geniale, brillante e fin troppo lucida che, stanca di vivere, ha deciso di farla finita (il 16 giugno, giorno del suo tredicesimo compleanno). Fino ad allora continuerà a fingere di essere una ragazzina mediocre e imbevuta di sottocultura adolescenziale come tutte le altre, segretamente osservando con sguardo critico e severo l’ambiente che la circonda. Due personaggi in incognito, quindi, diversi eppure accomunati dallo sguardo ironicamente disincantato, che ignari l’uno dell’impostura dell’altro, si incontreranno solo grazie all’arrivo di monsieur Ozu, un ricco giapponese, il solo che saprà smascherare Renée.

Nota dell’autore

Il viaggio raccontato in questo libro è stato interrotto a causa di combattimenti in corso nell’Afghanistan del Nord. La parte rinviata allora è stata percorsa l’anno successivo, nella stessa stagione.
Vista l’instabilità politica del territorio attraversato, l’identità di molte persone descritte nel corso della narrazione è stata contraffatta.

Colin Thubron, Ombre sulla via della seta

La gang del pensiero, di Tibor Fisher

Un libro irriverente.

Tralasciando i molti punti veramente incompresibili nei quali il protagonista, Coffin, si esprime ai suoi massimi livelli con parole composte sopratutto da Z, il libro è una lettura piacevole, densa di gag veramente esilaranti, forse troppe per potersele gustare tutte.

Infatti credo che questo libro vada letto con tranquillità perchè richiede una buona dose di concentrazione. L’assenza poi di capitoli e la presenza di una miriade di paragrafi richiedono impegno e sopratutto una lettura abbastanza assidua, da sconsigliarsi quindi per letture pre-dormita.

I personaggi sono assolutamente assurdi, ma vengono orchestrati da Fisher veramente con sapienza. Di contro alcuni passaggi, sopratutto quando Coffin ricorda il suo passato, risultano piuttosto lenti e difficili da seguire, forse l’autore su questo ci ha giocato parecchio, facendo emergere la vera natura del protagonista.

Traslasciando i due protagonisti principali, Coffin ed Hubert, che spiccano in tutta la durata del libro, anche il lato buono, impersonificato dall’ispettore corso, risulta assolutamente ridicolo se non irriverente, divenendo motivo di scherno per l’intera polizia francese.

L’ultima chicca reputo sia il finale. Una conclusione nella quale i “cattivi” vincono ed i buoni, la polizia nella fattispecie, ne risultano assolutamente perdenti.

Un libro da leggere con calma e su cui filosofeggiare tra una bottiglia e l’altra nel più classico stile del Prof.

L’Eretico, di Alan D. Altieri

Difficile e complesso, ecco la prima impressione che ho avuto leggendo le prime pagine di questo libro.

Una sensazione che nel corso della lettura non tende certo a diminuire. Difficile perchè lo stile di scrittura dell’autore mi è completamente nuovo, mi sono trovato fin da subito senza punti di riferimento, perso in uno stile che non mi è congeniale, uno stile che richiede attenzione nella lettura e che obbliga a concentrarsi attentamente, non permette assolutamente una lettura veloce.
Scarso di dialoghi e ricchissimo di personaggi, a tratti risulta veramente complesso da gestire. Da una parte non ero più abituato ad una struttura di capitoli nella quale ognuno di esse è parte a se stante dell’intera storia, solo oltre la metà, le strade dei personaggi principali si incrociano e lasciano trasparire qualcosa di quello che sarà; ricordo che questo è il primo libro di una trilogia.

Quello che invece ho apprezzato veramente tanto, del resto fa parte delle letture mie preferite, è l’ambientazione assolutamente fantastica.
Siamo nelle terre germaniche da poco usciti dal Medioevo, in un periodo di transizione con lo sfondo della guerra tra luterani e cattolici, una guerra senza esclusione di colpi.
Un affresco nudo e crudo della società del tempo falcidiata da una parte dalla peste e dall’altra dalle violenze inaudite e spesso gratuite verso qualunque individuo, soldati, donne, bambini, religiosi. Un libro cinico, a tratti quasi insostenibile per la sua brutalità, ma è proprio la violenza che attira, che affascina, che cattura.

Vorrei andare più nel dettaglio della storia, ma onestamente dopo aver terminato questo primo libro, non mi sento in possesso di tutte le informazioni necessarie per poter dare un giudizio di contenuto.

Letture del 2007

Dato che non ho in previsione di terminare nessun altro libro prima della fine dell’anno posto già la lista delle letture ormai archiviate in questo 2007.

Vai e vivrai
Sette km da Gerusalemme
Teresa Batista stanca di guerra
Nel nome del porco
La tredicesima storia
La cattedrale del mare
Annapurna
Balzac e la Piccola Sarta Cinese
Mal di montagna
Legato ma libero
In Siberia
Il cacciatore di aquiloni
Il dolore perfetto
Quattro amici
Il Quidditch attraverso i secoli
Gomorra
Il genio dei numeri
Ho 12 anni faccio la cubista mi chiamano Principessa
La sottile linea scura
Il cavallo rosso

Cosa sto leggendo

Dove siamo stati…

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