Azkaban, un posto come un altro dove vivere

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Gli spiriti dell’aria #7

Io credo che la montagna non sia fatta perchè qualcuno possa mostrare l’uso di una particolare tecnica, a qualsiasi costo, e tanto meno perchè qualcuno possa far mostra della propria bravura. Sarebbe un criterio per lo meno scorretto. La montagna non è uno strumento per valutare le capacità , è qualcosa di ben più grande, come un grande albero di fianco ad un formicaio. Puoi essere la formica più veloce, la più attiva, ma l’essenza dell’albero ti sfugge. Su una montagna l’uomo può solo tentare di capire, qualche volta vi si avvicina, ma quando ci arriva veramente non ha più bisogno di parole nè di misura.

Gli spiriti dell’aria #6

“E’ molto bello qui” commenta infine togliendosi la pipa di bocca; e poi, indicando i costoni calcarei dell’Untersberg, “Lo vedi quel bosco?” Una pausa. “Da noi sono più grandi, molto più grandi, non finiscono mai. Quando riuscirai a immaginarli, vuol dire che sei già là, in Canada, nelle Rocky Mountains.”

Gli spiriti dell’aria #2

Come l’ardita e cupa prora di una nave, l’Aiguille Noire fende i flutti dell’aria portati dalla tempesta. Ciuffi di nubi salgono verticali sopra la cresta, come bandiere. Noi invece siamo qui, schiacciati contro la parete. Le nebbie fluttuano sopra di noi, sprazzi di luce, là dove comincia la neve.

Gli spiriti dell’aria #1

A ogni movimento devo avere tre punti d’appoggio, come dice la vecchia regola dell’alpinismo, o due mani e un piede, o due piedi e una mano, mentre l’altro, piede o mano, cerca il nuovo appiglio.

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