Azkaban, un posto come un altro dove vivere

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Tutta sprecata

Magari tutta l’acqua di queste settimane sarebbe servita a qualcosa se nel nostro comune ci fosse ancora del verde, invece nemmeno con quello possiamo consolarci.

Non rimane che guardare al futuro, fiduciosi in una torrida estate che saprà regalarci anche quest’anno i nostri cari deserti di erba rinsecchita.

Gli eroi di Formigine: l’Ape

Sono convinto che ogni paese o città abbia i suoi personaggi caratteristici i quali, secondo una mia personalissima idea, tendono ad essere tanto più bizzarri quanto è piccolo il paese.

Questa premessa è per presentare un personaggio di cui io ignoro praticamente ogni informazione, prima fra tutte il nome. Infatti per me è un perfetto sconosciuto nonostante siano 36 anni che lo vedo gironzolare per le vie del paese.

La sua caratteristica principale infatti è quella di girovagare senza meta e senza fine per le vie del paese a cavallo della sua bicicletta. È una bicicletta antiquata, di quelle di una volta, di quelle che ormai non fanno più e che sicuramente gli permette, senza troppe fatiche, di sopportare tour de force veramente impressionanti. Corre voce infatti che qualche anno fa durante un’impietoso agosto martellato dalla calura e dall’afa, a forza di passare lungo via San Francesco, abbia scavato un solco, un po’ come fanno i camion quando dai e dai passano sempre sullo stesso punto, all’altezza del curvone della Rocca.

Casualmente qualche anno fa parlando di lui con un amico decisamente più vecchio di me, venni a conoscere il suo soprannome che, per onore della cronaca, al secolo è l’Ape. Ora io non so se questo nomignolo nasce dal suo peregrinare senza meta al pari di una ape che di fiore in fiore girovaga nell’aria alla ricerca del polline migliore, io non ho mai messo in dubbio la veridicità dell’appellativo nè mi sono adoperato per scoprire altro.

Per quanto mi riguarda lui è semplicemente l’Ape!

La sua età mi è ignota, ma sicuramente si aggira intorno ai cinquant’anni.

Ignoro inoltre se sia dotato o meno di favella in quanto non l’ho mai, e dico mai, sentito pronunziare parola.

Ma questi sono solo alcuni dei dubbi che ogni volta che lo incontro mi assalgono. Lo guardo sempre attentamente perchè è indiscutibile che la sua persona attiri gli sguardi. Lo guardo ogni volta sperando che dia un segno di vita, perchè tolto il pedalare non l’ho mai visto fare altro. Si potrebbe quasi azzardare che sia un androide instancabile.

Quando mi ritrovo a pensare a lui dopo questi fortuiti incontri, inevitabilmente mi pongo dei quesiti fondamentali per la mia stabilità emotiva; del tipo: chissà quanti copertoni consuma in un anno? E quanti chilometri percorre mamma mia?!

Insomma l’Ape rappresenta secondo me l’anello di congiunzione tra due epoche, non so bene quali ma prima o poi mi apparirà chiaro.

Ma ora la domanda nasce spontanea: l’Ape ha mai posseduto una vespa…? Voi che ne dite?

I colori dell’arcobaleno

Domani e domenica si festeggia finalmente l’arrivo della primavera. Anche a Camelot sono previste manifestazioni, più o meno sempre le stesse, per accogliere finalmente la fioritura, il caldo sole, le giornate più lunghe. E’ il risveglio dei sensi.

Tutto questo sarebbe semplicemente bellissimo se non stridesse in maniera così rumorosa con la politica dei “colori” che da sempre accompagna tutte le amministrazioni di questo comune di cui io ho memoria.

Infatti, tra tutti i colori dell’arcobaleno, e ce sono parecchi badate, uno in particolare proprio non piace a Peppone ed alla sua giunta. Di che colore parlo?! Ovviamente del verde!

Se andiamo a guardare tutte le opere che Peppone ha approvato, non fa differenza che siano nuove realizzazione o, come le chiamano loro, riqualificazioni, tutte hanno un unico comune denominatore: tagliare, togliere, ripiantumare, spalmare.

Tagliare: credo che nessuno, tranne forse le multinazionali in Brasile, abbiamo mai tagliato tanti alberi (sani) quanti Peppone!

Togliere: bisogna togliere qualunque impedimento alla vista, forse si aspettano di vedere la rivoluzione proletaria arrivare dall’est.

Ripiantumare: sì per ogni albero tagliato il comune ne ha piantati due nuovi. Ok, ma dove cazzo sono questi alberi nuovi, qualcuno li ha mai visti? E poi, è inutile piantare dei poveri fiammifferi spenti che il più delle volte muoiono senza arrivare nemmeno a fogliare (giusto per citarne uno, il nuovo parco dietro l’ex Picchio Rosso). C’è un bel da vantarsene.

Spalmare: ohhh sì questo sì che è un verbo che ci piace a Camelot, spalmare cemento ovunque, ricoprire tutto con quel bel grigio rigoroso che sa di austerity (e ce la meritiamo con oltre 40 milioni di euro di debito), perfino il nuovo municipio è grigio anche se non di cemento. Ragazzi ma ci avete mai pensato a come si lavorerebbe meglio in un ambiente colorato?

Ci sarebbero tanti altri termini su cui dare attenzione, ma questo credo siano già abbastanza.

La generazione del grigio è ormai qui e sta dilagando come una marea puzzolente e ormai difficilmente ce la toglieremo di dosso.

Ora attendo con trepidazione di vedere gli scempi, per altro già iniziati, che verranno perpetrati nell’area della ex cantina sociale.

Stay tuned.

Singolare

Sillabazione/Fonetica: [sin-go-là-re]
Etimologia: Dal lat. singula¯re(m) ‘pertinente al singolo’, deriv. di singu°lus ‘isolato, uno’
Definizione:
ant. singulare, agg.
1 (lett.) proprio di una sola cosa o persona; individuale | scendere, venire a singolar tenzone, (ant. , scherz.) battersi, confrontarsi con qualcuno | punto singolare (o singolarità) di una curva, (mat.) punto di una curva che si distingue dagli altri per le particolari relazioni tra la funzione che rappresenta quella curva e le sue derivate in quel punto (p. e. cuspide, nodo)
2 unico nel suo genere; particolare, insolito, straordinario o anche strano, originale: un uomo, un tipo singolare; un fatto, un caso singolare; una donna di singolare bellezza; un atteggiamento singolare, un modo di vestire singolare
¶ agg. e s. m. si dice di forma grammaticale che indica una sola cosa o una sola persona: numero singolare; aggettivo, sostantivo singolare; il singolare di “dei” è “dio”
¶ s. m. (sport) nel tennis, partita disputata tra due giocatori
§ singolarmente avv.
1 a uno a uno, individualmente: rispose a tutti singolarmente
2 particolarmente, straordinariamente: un caso singolarmente strano; un uomo singolarmente ricco | originalmente: vestire singolarmente.

Il Comune di Formigine organizza un corso di cucina per i papà con bambini al nido definendolo “singolare”.

Si tratta di un’iniziativa singolare: in pratica, un laboratorio di cucina dedicato a tutti gli uomini che vogliono mettersi alla prova e partecipare all’organizzazione della vita familiare.

Io però non capisco perchè una cosa che ad esempio il Comune di Modena ha già organizzato per il secondo anno consecutivo, debba essere definita singolare?

E’ sempre più difficile dare il giusto peso e il giusto significato alle parole sob.

A sì il piano neve: BEL QUEL!!!

Alla faccia del piano neve del comune, questa mattina esco di casa e trovo 1 cm di ghiaccio vivo ovunque!!!

Certo che oltre a dire che i marciapiedi doppiamo spalarli noi, almeno il sale cazzo potevano darlo!!!!!!

Gli eroi di Formigine: Ian Solo

Ian Solo, da non confondersi con il personaggio della saga di Guerre Stellari, è un ragazzo che ahimè passa le sue giornata solo, rinchiuso nel suo negozio. Il negozio è stato aperto poco più di un anno fa, diciamo nel settembre 2008, un negozio abbastanza grande che dovrebbe vendere profumi. Essendo vicino a casa, passo abbastanza regolarmente davanti alle sue vetrine, sia in macchina che a piedi, e quello che vedo è desolante.

La scena che mi si presenta è sempre la stessa da un anno: Ian Solo alla scrivania piegato sul suo computer portatile, il negozio inesorabilmente vuoto. Ma vuoto non solo di clienti anche di profumi, infatti uno degli aspetti più sconcertanti è l’assoluta mancava di espositori per profumi, fanno bella presenza solo un paio di scaffalature che nel tempo hanno cambiato posizione anche per cercare di ridurre quella sensazione di vuoto spinto.

Giuro che non ho mai visto un cliente dentro quel negozio, nè qualcuno che sbirciasse le vetrine, del resto non c’è niente da vedere.

Il mistero che avvolge Ian Solo si infittisce ovviamente di mese in mese. Completamente ignorato dalla maggioranza degli abitanti, Ian Solo cerca consolazione nell’amico computer, un freddo calcolatore che rispecchia il gelo che il suo negozio infonde a chi malauguratamente guarda al suo interno. Ian Solo fluttua così nello spazio siderale senza meta, se qualcuno colta da pietà volesse fermarlo credo che farebbe cosa gradita non solo a noi che lo vediamo piegato ogni giorno sul monitor, ma anche a lui in modo da dargli nuova linfa vitale.

Magari questo secondo Natale ormai alle porte, donerà a Ian Solo un po’ di clientela, del resto le vie del Signore sono infinite (o quasi).

Non si salva proprio nessuno!

Nella mia mente ho un ricordo di una frase che mi disse tanti anni fa un caro amico, Massimo, ciclista sfegatato che a suo tempo aveva avuto anche i numeri per sfondare, ma poi non se ne fece più niente.

Comunque sia mi disse che nel ciclismo tutti si dopano, è impossibile non doparsi. Onestamente non ricordo le parole esatte, ma il concetto è questo, non si scappa.

E quindi leggo adesso tra le ultime notizie della Gazzetta dello Sport che l’idolo del momento, nonchè mio concittadino, è stato pizzicato positivo all’Epo.

Ehhhh bravooooooo Riccò, anche tu da buon pantofolaio ci sei cascato dentro. Sarà vero, sarà falso?!

Certo è che il weekend scorso mentre guardavo la diretta della tappa, i sempre inapprensibili commentatori RAI ne hanno parlato fino alla nausea; e del suo ematocrito alto naturale, e dei suoi esami a Ginevra, e dei nasi storti della direzione del Tour, e che è un ragazzo pulito, e che… e che… e che…

Insomma se è vero che uno è innocente fino a prova contraria, è anche vero che spesso e volentieri vengono sventolate bandiere di santità forse troppo facilmente. Inutile dire che la speranza sia quella di un errore, ma poi mi dico, che senso ha fare delle controanalisi se oggi hanno trovato quelle cose, anche se domani non ci fosserò più, rimane comunque il fatto che oggi ci sono. Bah, anche questa è, comunque vada a finire, una grande delusione. A me che il ciclisimo piace il giusto, non ho mai investito troppo in questo sport però non nego che qualche tappa, sopratutto quelle di montagna, l’ho sempre guardata più che volentieri, e se poi ci mettiamo anche l’ingrediente di avere un proprio concittadino tra le fila dei migliori, beh viene da se che un minimo di passione nasce.

Bene, evidentemente non sa dare. Vien quasi da pensare che non ne vale la pena… Non so.

Spero solo che tutti quelli della cricca della Formigine bene che hanno investito sulla “figura pulita” del buon Riccardo, abbiamo almeno il buon senso, per una volta nella loro vita, di tacere! Ma si sa, in questi casi si cade sempre dal pero!

Signori questo è lo sport, questo è il mondo di oggi, il mondo del denaro, non esiste altro; inutile raccontarsi le belle favolette su iniziative benefiche e quant’altro, sì ci stanno anche quelle, ma in fondo chi ci crede?

Sarà solo vandalismo?

Negli ultimi mesi gli episodi di roghi dolosi nel centro del Comune si sono ripetuti con insistenza.

I giornali insistono con la tesi del vandalismo, ma è quanto meno strano che gli episodi siano iniziato dopo la pedonalizzazione del centro storico.
E se fosse qualcuno che si oppone alla chiusura? Del resto una delle tesi sostenute dal comitato che si è formato è proprio quella della “desertificazione” del centro storico, e se si stesse tendando di convincere con le “cattive” l’Amministrazione?

Ma se poi dietro tutto questo ci fosse qualcosa di più “serio”?

Gli eroi di Formigine: I Missili

I Missili: una razza in via di estinzione. Sono anni ormai che il loro numero va assotigliandosi, ma non perchè muoiano, ma semplicemente perchè la loro caratteristica principale è quella di non riprodursi.

Il Missile infatti è un’entità solitaria che ignora l’universo femminile, e tende a muoversi nello spazio senza mai incrociare entità dell’altro sesso. Questo comporta un progressivo calo, a volte anche drastico, della specie.

I Missili appaiono spesso soli, anche se a cadenze precise, quasi a rispondere ad un richiamo atavico, si ritrovano sempre nei medesimi posti, un po’ come un popolo migratore che ogni anno ripercorre la propria pista per svernare, anche I Missili, ogni settimana marcano il loro territorio.
Come isole solitarie, svettano nella piazza centrale del paese, sostando ore ed ore al freddo buio dell’inverno, affrontano condizioni estreme, ma pur di rimarcare il loro status, sono disposti a questo ed altro.

Tra i tanti Missili presenti in paese, ve ne è uno che ormai è una leggenda: l’Ape!
Nessuno sa da dove nasca il suo soprannom, l’unica cosa certa è che l’Ape è solito girare per le vie del paese in sella alla sua bicicletta; nessun altro mezzo di locomozione è mai stato visto in sua compagnia. E’ un uomo di poche parole e pochi gesti, solo quelli essenziali e forse nemmeno quelli.

Io credo che senza troppi dubbi si possa dire che l’Ape è il capostipite dei Missili, la sua età è sconosciuta ma sicuramente supera abbondantemente i 40 anni.

Spero che il comune nei prossimi anni, abbia l’accortezza di istituire una riserva per raggruppare e conservare tutti I Missili, credo anche che potrebbe essere un’ottima fonte di guadagno se per esempio si organizzassero visite guidate e giornate di studio per capire la loro natura e prevenire quindi una prematura estinzione.

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