Azkaban, un posto come un altro dove vivere

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Trito e ritrito

Ieri sera sono uscito di casa verso le 21:20 per andare al circolo di fotografia e onestamente avevo già dimenticato che ieri era la festa della donna. Sono rimasto quindi sorpreso quando arrivato nei pressi del Mamma Orsa ho trovato orde di macchine parcheggiate ovunque. Non sapevo cosa pensare. Mi sono chiesto “ma chissà cosa sarà successo?”.

Poi quando sono giunto proprio all’altezza dell’entrata ho capito tutto: era la festa della donna o di quello che rimane della donna.

Una calca assurda di sottane che isteriche, come solo loro sanno essere, si spiaccicava alle porte per poter entrare. Evidentemente all’interno non c’era più posto.

Quando poi verso le 23 sono rientrato, lo scenario non era ovviamente cambiato. L’unica cosa a cambiare è stato l’indumento.
Infatti alle sottane sono subentrate le brache. Non vi dico la fila interminabile di braca che aspettando il via libera dei buttafuori/buttadentro si riscaldava al gelido soffio della Bora sfidando le temperature polari di questo strano marzo.

Un spettacolo dantesco. Uno spettacolo grottesco.

Una vera tristezza.

Però il business è business.

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