Mar 27, 2011 0
Altro che eroi!
Immancabilmente ogni volta che nel mondo c’è una catastrofe, il circo mediatico ci presenta di volta in volta quelli che vengono definiti eroi.
Normalmente queste persone se ne starebbero comodamente sedute sul divano di casa a sorseggiare una birretta ghiacciata mentre in tv passa qualche avvenimento sportivo ed invece no! Loro hanno deciso di sacrificare non solo il tempo libero, ma la loro vita per un bene supremo.
Ecco fatto l’eroe.
Però dato che l’uomo è curioso va ad indagare e così si scopre che gli ultimi eroi in ordine di tempo, ovvero gli operai della centrale nucleare di Fukushima, proprio volontari non lo sono. Potremmo meglio chiamarmi volontari obbligati, un po’ come se alla classica domanda “Qualcuno si offre volontario?”, la risposta fosse imposta in automatico con un “tu, tu e tu!”. Non so se mi spiego?!
Stamattina leggo un post di Pio d’Emilia, giornalista di Sky, conosciuto in occasione della recente tragedia giapponese e fin da subito piaciuto a pelle. Tanto. Gran giornalista.
Insomma, leggendo il suo post viene a galla quella che è la verità , una delle tante, di questa tragedia. I famosi eroi di Fukushima, sì sono eroi, ma la loro scelta è dettata più da un’opportunità economica che non da nobili pensieri, infatti si apprende da uno degli intervistati che la scelta di lavorare in queste ore e rischio della propria vita è quasi obbligata in quanto ad un rifiuto corrisponderebbe il successivo licenziamento.
Un solo pensiero rimane nella mia testa dopo questa lettura: chissà quanti nel mondo sono stati costretti loro malgrado a vestire i panni dell’eroe per non perdere il lavoro o peggio?

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