Azkaban, un posto come un altro dove vivere

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Ecco la soluzione

Hai un bimbo violento?
Nessun problema, ora la soluzione c’è: mandalo in Siberia!

Proprio così signori, è di oggi questa fantastica notizia che in Germania un ragazzino di 16 anni, reo di essere troppo violento, è stato spedito per direttissima in Siberia a scontare quella che sarà una bellissima vacanza rieducativa.
Immagino già i commenti orripilanti di quanti, genitori in primis, si scaglieranno contro, ma secondo me questa opzione non è da scartare nemmeno per loro, i genitori, insomma un bel quadretto famigliare tra i ghiacci siberiani non sarebbe poi così male.

Per assurdo si potrebbe tranquillmente creare una bella compagnia lowcost che vola Italia-Siberia, credo camperebbe senza grossi problemi coi soli viaggi dei ragazzini italiani…

Quanto costa dire no?

Da sempre si ritiene che il mestiere di genitore sia il più difficile di questo strano mondo. Niente di più vero, per lo meno dal mio punto di vista. Ma che cos’è che lo rende così difficile?
Personalmente non ne so molto perchè non rientro ancora in questa schiera, ma ripensando alla mia infanzia e guardando il mondo che mi circonda qualche conclusione posso tirarla.
La presenza di bambini nelle coppie/amici che frequentiamo sta iniziando ad essere numerosa e diventa anche più semplice poter fare dei confronti tra i diversi metodi educativi, si spazia da 1 anno a 6 anni, quindi è già possibile vedere i risultati di una certa impostazione piuttosto che un’altra.
Dopo la serata di ieri, direi che la prima lezione, anche se onestamente non ce n’era bisogno, ma evidentemente non è così per tutti, è che il NO risulta fondamentale nell’economia dell’educazione infantile. Il porre dei limiti, il far capire che oltre non si può andare, che la misura è colma, che insomma è ora di basta, è essenziale.
Ieri sera a confronto 2 famiglie diversissime fra loro, anche nei risultati. 1 anno di una contro 4 e 6 dall’altra. Da una parte pochissima attenzione e nessun limite alle azioni ed ai comportamenti (1 anno), dall’altra poche parole per riportare all’ordine, frutto sicuramente di un’educazione imposta fin da subito.
Mi pare che l’atteggiamento comune sia: “adesso fai quello che vuoi poi quando sarà il momento ci penso io a te!”, come del resto mi espresse qualche anno fa il buon AP. Personalmente niente di più sbagliato, come si può anche solo lontanamente pensare di recuperare imponendo il NO, o più in generale qualche limite, in un bambino che per anni ha fatto quello che voleva? Io credo sia impossibile.
E allora po, come succede ieri sera, si sentono frasi del tipo: “che fortunati che siete voi, le bimbe vi ubbidiscono subito.”, per forza, penso io, loro hanno fin da subito imposto un modello chiaro, lottando probabilmente tutti i giorni, ed è lì secondo me la grande difficoltà, nel “tutti i giorni”, quando torni a casa stanco dal lavoro, quando il sabato vuoi fare i cavoli tuoi, quando la sera vuoi uscire con gli amici, ecc.
Ma tutto questo ovviamente rimane nella sfera delle mie considerazioni personali, ognuno in fondo sa di casa sua, e non sta certo a me o ad altri giudicare l’operato altrui, certo è che quando si sta insieme viene naturale esprimere il proprio pensiero e fare confronti.

Vedremo poi nei prossimi anni cosa porterà questo modo di fare, chi vivrà vedrà.

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