Azkaban, un posto come un altro dove vivere

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La Casa

Ieri ho visto una casa. Una di quelle case che si può chiamare Casa, quelle con C maiuscola, quelle che ormai non ci sono più.

Va beh non era proprio una casa, ma un appartamento, ma il concetto è chiaro.

Locali ampi, soffitti alti, pareti tappezzate di librerie, luce ovunque dalle finestre. Già siamo al 18esimo piano nel centro di Milano. Vista intrigante verso la stazione centrale con il Pirellone lì a fianco a fare da quinta.

Seduto sul divano della sala ascolto le parole fluire dalle labbra degli interlocutori. Mi guardo intorno. Faccio fatica a distogliere lo sguardo dalle finestre, non capita tutti i giorni una prospettiva su Milano di questo tipo. Ci sono troppe cose che mi piacciono tutte insieme e devo comunque prestare attenzione a ciò che viene detto.

Sembra di essere stati proiettati in un film degli anni 70, ma non quello con vista tangenziale…

Una stretta di mano, una visita alla cucina (lasciamo perdere), un tunnel libri nell’ingresso.

Giusto il tempo di un’ora e siamo fuori.

Belle cose, tante belle cose e tanta luci, non faccio fatica a capire il perchè si presti così bene a fare da set.

Un grazie a Matteo che mi ha permesso di entrare, anche solo in punta di piedi, in questo mondo e in questo santuario della cultura culinaria.

Magari le parole avranno un seguito di fatti, noi siamo qui, sempre pronti.

I piaceri della vita e non solo

Questa sera rientriamo dalla spesa e ci approntiamo a preparare la nostra cenetta.

Biccio al piano di sotto sta tagliando l’erba e il profumo inebriante del primo taglio sale verso il nostro balcone donandoci quella sensazione di freschezza e purezza che solo un prato appena tagliato sa dare.

Apparecchio la tavola sul balcone, come già da qualche giorno facciamo, mentre 2 fiorentine stanno grigliando in cucina e una buona boccia di Bonarda è aperta sulla tavola a prendere aria.

Il cielo finalmente sgombro dalle nubi che durante questa giornata si sono rincorse fin dalle prime ore, lascia spazio a qualche sparuta stella che lentamente fa capolino sul firmamento. Si ride e si parla mentre le gatte regalano attimi di vero spasso.

Serve altro?

Il cibo degli dei

Ci sono alcune cose che nella vita fanno la differenza. Amore, salute, soldi, insomma parlo di quelle cose che sanno regalarti un’emozione.

Ci sono poi cose che nella loro scontatezza sanno sempre regalarti momenti sublimi. Parlo ovviamente del cibo degli dei: la piadeina!

Oggi a pranzo, complice l’invito di Lavi, ho potuto gustare questa leccornia che mancava da un bel po’ di tempo al mio palato; una piadina, oggi ho preferito alla piada il panino perè, con salsiccia, cipolla, peperoni e salsa piccante.

piadina.JPG

Impossibile descrivere la sensazione che si prova quando si addenta con voracità il panino. Il gusto del maiale che si mischia con quello delle verdure è sublime, senti l’unto che lentamente scivola giù per la gola favorendo così la discesa del cibo verso lo stomaco.

Una vera delizia.

Ciliegina sulla torta, una fantastica camminata in mezzo alla natura ed ai primi odori di primavera con Lavi. Caldo e sole, tanti profumi, tanto silenzio. Pace.

Una giornata  veramente speciale.

Grazie amore.

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