Azkaban, un posto come un altro dove vivere

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Tempura questa sconosciuta

Sabato sera, complice il nostro sesto anniversario, abbiamo deciso di saltare il solito menù tradizionale a base di unti e fritti e ci siamo buttati sul giapponese, per noi seconda esperienza.

Al di la del locale forse non proprio adatto visti gli enormi spazi e le luci forse non proprio perfette, il cibo in compenso è stato assolutamente delizioso.

Ed è proprio il cibo che in questa occasione risulta veramente la chiave

Infatti tra le tante cose che abbiamo ordinato, figurava un piatto di Tempura che, per chi non lo sapesse, è un piatto a base di verdura e pesce che una volta impastellati vengono fritti. Non voglio nemmeno dire quanto era buono questo piatto, una cosa veramente incredibile. Ma la cosa veramente buffa è che proprio nel momento in cui il cameriere ci serviva il piatto, ci sentiamo rivolgere la parola da un nostro vicino di tavolo che ci chiede: “Scusate, quel piatto che avete appena preso, come si chiama? Temperatura? Perchè ci ispira molto.

Non vi dico le risate che ci siamo fatti, non che noi non facciamo mai figure di merda, ma per una volta che sono gli altri a farle, beh non vedo perchè non se debba godere :)

Mi scappa da ridere

Ma da ridere forte.

Forse che ora qualcuno anche in questo di merda si sveglierà? Ho i miei dubbi, ma la speranza è l’ultima a morire.

“Mi dispiace è finita”

Capita a volte di assistere di persone a fatti incredibili che poi quando si vanno a raccontare attraggono inesorabilmente l’attenzione di chi ci circonda. Ieri sera ho assistito in prima persona ad uno di questi fatti. Di per se niente di eclatante, nessun incidente, nessun incontro vip, niente di che se non che una delle certezze di questa vita all’improvviso ha cessato di essere tale.

Di cosa sto parlando?

Vediamo i fatti. Ieri sera siamo usciti con Licia e Cesco per una cenetta in scioltezza tra le colline modenesi, vento teso, cielo terso, finalmente si respira un po’. I pini cantano la loro melodia suonati da un vento fresco. Ci accomodiamo in veranda e procediamo ai consueti riti pre-cena. Si ordina bene o male il solito: gnocco e tigelle, salume, lardo, stracchino, nutella, marmellata e pinzimonio. Acqua vino e coca cola.

Inutile nascondere che con certi cibi, determinate bevande risultano essere essenziali, ieri sera era il turno della coca cola. Ed infatti ci viene servita quella che ritengo essere “LA” coca cola, ovvero 1 litro in bottiglia di vetro. Qualunque altra somministrazione di questa bevanda in recipienti diversi non è nemmeno da prendere in considerazione.

Si mangia con piacere, e con altrettanto piacere si beve, tanto che nel giro di qualche minuto LA bevanda termina. Si procede quindi ad una nuova ordinazione, ma ahimè la risposta è negativa: “Mi dispiace l’abbiamo finita”.

Silenzio.

Io e Cesco siamo allibiti. A parte che è inconcepibile rimanere senza coca cola, ma come si fa ad avere un’unica bottiglia in dispensa?

Ripresi dopo un primo momento di mancamento, procediamo a vagliare le soluzioni, si opta per una caraffa di coca alla spina. Piuttosto che niente è meglio…….

Aspettiamo….

Aspettiamo….

Dopo 10 minuti ritorna la cameriera informandoci che la coca sta arrivando, è che hanno dovuto cambiare la spina……

Silenzio.

No comment.

Flash back

L’altra sera l’appuntamento era con gli ex compagni di classe delle superiori. Ogni volta che incontri le persone con le quali hai passato 5 anni della tua adolescenza è un po’ come tornare indietro a quegli anni; anni di grandi passioni emotive, di grandi speranze, di grandi sofferenze. In fondo rivederli è un po’ la cartina tornasole di quello che sei, che eri e volevi diventare.

E’ interessante scoprire le strade che ognuno di noi ha intrapreso, ognuna diversa dall’altra, a volte anche assolutamente incongruenti con gli studi fatti.

Nel complesso una serata piacevole, fatta ovviamente di ricordi, ma non solo, sì perchè un viaggio sul viale dei ricordi fa sempre bene farlo, ma esagerare non poi utile a nessuno.

C’è chi si è sposato, chi ha già divorziato, chi convive, chi è single, chi si è fatto sbattezzare, chi si sta per sposare, insomma c’è un po’ tutto il panorama relazionale di questa epoca.

Quello che è certo è che oggi come allora siamo profondamente diversi dalle generazioni che ci hanno seguito, lo dimostra il fatto che un’assistente di laboratorio di allora ricorda come nonostante tutto all’epoca di mutande non se ne vedessero mentre oggi è costretta a sorbirsi tutto il campionario di biancheria intima in commercio.

Insomma si stava meglio quando si stava peggio.

A proposito, il profiteroles era fantastico ;)

Il cibo degli dei

Ci sono alcune cose che nella vita fanno la differenza. Amore, salute, soldi, insomma parlo di quelle cose che sanno regalarti un’emozione.

Ci sono poi cose che nella loro scontatezza sanno sempre regalarti momenti sublimi. Parlo ovviamente del cibo degli dei: la piadeina!

Oggi a pranzo, complice l’invito di Lavi, ho potuto gustare questa leccornia che mancava da un bel po’ di tempo al mio palato; una piadina, oggi ho preferito alla piada il panino perè, con salsiccia, cipolla, peperoni e salsa piccante.

piadina.JPG

Impossibile descrivere la sensazione che si prova quando si addenta con voracità il panino. Il gusto del maiale che si mischia con quello delle verdure è sublime, senti l’unto che lentamente scivola giù per la gola favorendo così la discesa del cibo verso lo stomaco.

Una vera delizia.

Ciliegina sulla torta, una fantastica camminata in mezzo alla natura ed ai primi odori di primavera con Lavi. Caldo e sole, tanti profumi, tanto silenzio. Pace.

Una giornata  veramente speciale.

Grazie amore.

Questo we ho ceduto

Sono stati 3 giorni allucinanti per quanto riguarda il mio rapporto con il cibo.

Dopo tanto “tirare” non sono riuscito a resistere al triduo; sarà l’aria di carnevale, sarà che ho fame, sarà che mi piace mangiare.

Ma andiamo in ordine.

Venerdì 1/2: Bart viene a pranzo da me e dopo qualche indecisione ci buttiamo diritti verso il McDonald’s dove consumo ormai il mio menù classico (Big Tasty menù medio). La sera ci spariamo una buonissima tagliata con rucola, scaglie di grana ed aceto balsamico. Il dopo cena ci vede al pub, inutile far finta di niente, non ho saputo resistere a niente, quindi mi sono mangiato un tagliere di salumi (mortadella, salame, prosciutto, speck), un panino (modello focoso), 3 pinte di Guinness.

Una bella pinta di Guinness allo Stone Wall

Sabato 2/2: a pranzo una squisita insalata greca di proporzioni adeguate alla fame; la sera fiorentina con zucchine alla griglia e insalata con rucola. In mezzo, cioè tra il pomeriggio e la notte mi sono ingurgitato almeno 5/6 Muffin ai mirtilli, una bava mondiale.

Domenica 3/2: niente colazione, ci mancherebbe altro, ma a pranzo 2 piatti di tortellini in brodo di donna Donatella, seguiti da un’abbondante dose di frappe (credo almeno 15) e da un numero imprecisato di cannoli alla crema (almeno 8). La sera a cena da amici tigelle con salume e lardo e milioni di pistacchi.

Oggi non accuso particolari disturbi, fatto colazione con 1 Muffin e mezzo, e ora per pranzo mi appresto a mangiare una mela.

Vediamo stasera ad allenamento se riuscirò a saltare…

Natale: quello vero

Forse uno dei più bei Natali degli ultimi anni. Nonostante la morte di mia zia solo la settimana scorsa, queste feste stanno trascorrendo nella tranquillità e nel calore delle mura domestiche.

La vigilia, trascorsa durante il giorno con gli amici invitati a pranzo, Francesco, Licia ed Emma, bellissima, come stupendo è stato il pranzo a base di pesce preparato da Lavi. 5 ore passate insieme tra risate e dialoghi semi-seri, ore di autentico piacere, ore nella quali ti rendi effettivamente conto che loro sono gli “amici”, loro sono le persone su cui puoi fare affidamento, loro sono le persone con cui trascorri il tuo tempo più importante.

Per fortuna che esistono, sono pochi, ma sono buoni.

Grazie ragazzi per averci permesso di conquistare la vostra fiducia, vi vogliamo bene.

Natale con amici

Il Natale è arrivato anche quest’anno e domenica scorsa si è consumato il consueto pranzo con amici.
Questa volta si è cambiata casa e forse è stata proprio questo l’aspetto determinante per uno dei più inutili ed insignificanti pranzi degli ultimi anni.

Ormai abbiamo veramente poco in comune con il gruppo storico degli amici. A volte mi dispiace constatare questo fatto, ma del resto la vita va avanti e prosegue inesorabile ed ognuno di noi cresce e cambia e conosce nuova gente e fa nuove esperienze, insomma: vive!

Oramai i rapporti 1 a molti, come in queste occasioni, non danno assolutamente niente, dialoghi sterili, saluti d’ordinanza, insomma, tutto scontato.

Rispetto solo all’anno scorso che a fatica siamo riusciti a rientrare a casa, domenica siamo letteralmente scappati, pur di liberarci di quel senso di oppressione.

Il Natale è passato ormai, i convenevoli sono stati tutti espletati, i regali consegnati, i cibi mangiati. Tra 2 giorni di nuovo al lavoro, poi di nuovo feste, e di nuovo lavoro……

Leggere senza mani

Eh sì, un bellissimo gadget chiamato BookGem permette di tenere un libro leggermente sollevato ed aperto senza l’uso delle mani, questo si rivela estremamante utile per chi è solito leggere durante i pasti; infatti in questo modo è possibile mangiare e contemporaneamente leggere avendo le mani libere.

bookgem.jpg

Se invece vi accontentate di averne solo una di mani libere, potete provare il Thumb ring, io ce l’ho anche se non l’ho mai usato, un pratico aggeggio che infilato nel pollice permette di leggere con un’unica mano.

I rischi della tavola

Ieri sera per festeggiare il ritorno di mia sorella dall’Inghilterra per qualche giorno, abbiamo pensato bene di dedicare la cena al culto dei piatti tipici.
Complice un ristorantino conosciuto da poco e assolutamente fantastico, ci siamo decisamente abbuffati.

Io, come sempre accade in queste occasioni, ho superato il limite e come sempre il mio piccolo stomachino si è incazzato come una iena.
Nell’ordine mi sono concesso:

  • antipasto composta da: 1 pomodoro al gratè, salsiccia in umido con fagioloni, qualche patata al forno;
  • 1 primo con risotto al radicchio rosso;
  • 2 primo con pappardelle ai funghi;
  • 3 gramigna con ragù di salsiccia;
  • 4 primo gnocchetti al pomodoro;
  • 5 primo tortellini alla panna;
  • 1 fetta industriale di crostata;
  • 1 caffè

Il risultato è stato un livello vicinissimo al troppo pieno col rischio di trabocco, fortunatamente, e non so come, sono riuscito a contenere il tutto, facendo anche un’ottima dormita.

Ora dopo una trentina di vasche in piscina sono completamente nuovo a parte qualche rutto che sa ancora di gramigna, ma insomma questi sono i piccoli inconvenienti che bisogna aspettarsi da prestazioni come queste.

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