Ci sono alcune cose che nella vita fanno la differenza. Amore, salute, soldi, insomma parlo di quelle cose che sanno regalarti un’emozione.
Ci sono poi cose che nella loro scontatezza sanno sempre regalarti momenti sublimi. Parlo ovviamente del cibo degli dei: la piadeina!
Oggi a pranzo, complice l’invito di Lavi, ho potuto gustare questa leccornia che mancava da un bel po’ di tempo al mio palato; una piadina, oggi ho preferito alla piada il panino perè, con salsiccia, cipolla, peperoni e salsa piccante.

Impossibile descrivere la sensazione che si prova quando si addenta con voracità il panino. Il gusto del maiale che si mischia con quello delle verdure è sublime, senti l’unto che lentamente scivola giù per la gola favorendo così la discesa del cibo verso lo stomaco.
Una vera delizia.
Ciliegina sulla torta, una fantastica camminata in mezzo alla natura ed ai primi odori di primavera con Lavi. Caldo e sole, tanti profumi, tanto silenzio. Pace.
Una giornata veramente speciale.
Grazie amore.
Sono stati 3 giorni allucinanti per quanto riguarda il mio rapporto con il cibo.
Dopo tanto “tirare” non sono riuscito a resistere al triduo; sarà l’aria di carnevale, sarà che ho fame, sarà che mi piace mangiare.
Ma andiamo in ordine.
Venerdì 1/2: Bart viene a pranzo da me e dopo qualche indecisione ci buttiamo diritti verso il McDonald’s dove consumo ormai il mio menù classico (Big Tasty menù medio). La sera ci spariamo una buonissima tagliata con rucola, scaglie di grana ed aceto balsamico. Il dopo cena ci vede al pub, inutile far finta di niente, non ho saputo resistere a niente, quindi mi sono mangiato un tagliere di salumi (mortadella, salame, prosciutto, speck), un panino (modello focoso), 3 pinte di Guinness.

Sabato 2/2: a pranzo una squisita insalata greca di proporzioni adeguate alla fame; la sera fiorentina con zucchine alla griglia e insalata con rucola. In mezzo, cioè tra il pomeriggio e la notte mi sono ingurgitato almeno 5/6 Muffin ai mirtilli, una bava mondiale.
Domenica 3/2: niente colazione, ci mancherebbe altro, ma a pranzo 2 piatti di tortellini in brodo di donna Donatella, seguiti da un’abbondante dose di frappe (credo almeno 15) e da un numero imprecisato di cannoli alla crema (almeno 8). La sera a cena da amici tigelle con salume e lardo e milioni di pistacchi.
Oggi non accuso particolari disturbi, fatto colazione con 1 Muffin e mezzo, e ora per pranzo mi appresto a mangiare una mela.
Vediamo stasera ad allenamento se riuscirò a saltare…
Forse uno dei più bei Natali degli ultimi anni. Nonostante la morte di mia zia solo la settimana scorsa, queste feste stanno trascorrendo nella tranquillità e nel calore delle mura domestiche.
La vigilia, trascorsa durante il giorno con gli amici invitati a pranzo, Francesco, Licia ed Emma, bellissima, come stupendo è stato il pranzo a base di pesce preparato da Lavi. 5 ore passate insieme tra risate e dialoghi semi-seri, ore di autentico piacere, ore nella quali ti rendi effettivamente conto che loro sono gli “amici”, loro sono le persone su cui puoi fare affidamento, loro sono le persone con cui trascorri il tuo tempo più importante.
Per fortuna che esistono, sono pochi, ma sono buoni.
Grazie ragazzi per averci permesso di conquistare la vostra fiducia, vi vogliamo bene.
Il Natale è arrivato anche quest’anno e domenica scorsa si è consumato il consueto pranzo con amici.
Questa volta si è cambiata casa e forse è stata proprio questo l’aspetto determinante per uno dei più inutili ed insignificanti pranzi degli ultimi anni.
Ormai abbiamo veramente poco in comune con il gruppo storico degli amici. A volte mi dispiace constatare questo fatto, ma del resto la vita va avanti e prosegue inesorabile ed ognuno di noi cresce e cambia e conosce nuova gente e fa nuove esperienze, insomma: vive!
Oramai i rapporti 1 a molti, come in queste occasioni, non danno assolutamente niente, dialoghi sterili, saluti d’ordinanza, insomma, tutto scontato.
Rispetto solo all’anno scorso che a fatica siamo riusciti a rientrare a casa, domenica siamo letteralmente scappati, pur di liberarci di quel senso di oppressione.
Il Natale è passato ormai, i convenevoli sono stati tutti espletati, i regali consegnati, i cibi mangiati. Tra 2 giorni di nuovo al lavoro, poi di nuovo feste, e di nuovo lavoro……
Eh sì, un bellissimo gadget chiamato BookGem permette di tenere un libro leggermente sollevato ed aperto senza l’uso delle mani, questo si rivela estremamante utile per chi è solito leggere durante i pasti; infatti in questo modo è possibile mangiare e contemporaneamente leggere avendo le mani libere.

Se invece vi accontentate di averne solo una di mani libere, potete provare il Thumb ring, io ce l’ho anche se non l’ho mai usato, un pratico aggeggio che infilato nel pollice permette di leggere con un’unica mano.

Ieri sera per festeggiare il ritorno di mia sorella dall’Inghilterra per qualche giorno, abbiamo pensato bene di dedicare la cena al culto dei piatti tipici.
Complice un ristorantino conosciuto da poco e assolutamente fantastico, ci siamo decisamente abbuffati.
Io, come sempre accade in queste occasioni, ho superato il limite e come sempre il mio piccolo stomachino si è incazzato come una iena.
Nell’ordine mi sono concesso:
- antipasto composta da: 1 pomodoro al gratè, salsiccia in umido con fagioloni, qualche patata al forno;
- 1 primo con risotto al radicchio rosso;
- 2 primo con pappardelle ai funghi;
- 3 gramigna con ragù di salsiccia;
- 4 primo gnocchetti al pomodoro;
- 5 primo tortellini alla panna;
- 1 fetta industriale di crostata;
- 1 caffè
Il risultato è stato un livello vicinissimo al troppo pieno col rischio di trabocco, fortunatamente, e non so come, sono riuscito a contenere il tutto, facendo anche un’ottima dormita.
Ora dopo una trentina di vasche in piscina sono completamente nuovo a parte qualche rutto che sa ancora di gramigna, ma insomma questi sono i piccoli inconvenienti che bisogna aspettarsi da prestazioni come queste.
Oggi è il giorno del ringraziamento, per lo meno negli Stati Uniti.
Personalmente questa giornata evoca ricordi di freddo, neve, caldo di casa, e tavole imbandite. Tutti ricordi elaborati dai film che nel corso degli anni ho visto. Certo è che negli States questo giorno riveste un’importanza notevole, in passato serviva a celebrare la fine della stagione dei raccolti, la data di inizio risale al 1623, oggi serve essenzialmente per riuniune la famiglia intorno al tacchino, il vero re di questa festa.
A tal proposito il New York Times ha pubblicato una simpatica guida su come tagliare il tacchino che vi invito se non a leggere almeno a visionare. La guida è correlata da foto e da video sulle operazioni principali.
Immancabile poi il todo-list sia in preparazione, ma ormai è un po’ tardino, che quello per la giornata e il “the day after”. Vediamo cosa prevede l’organizzazione:
- Don’t forget breakfast.
Your family will be happier sitting down to an afternoon feast if their stomachs aren’t completely empty.
- Make the stuffing in the morning and stuff the turkey right before it’s ready to go in the oven.
- Enlist helpers to set the table before guests arrive.
Those who are not setting the table can arrange the vegetable plate or other pre-dinner platters. Encourage reluctant children (and adults) to pitch in by announcing that the worst sourpuss will have to scrub the turkey pan at the end of the night.
- Remove prepared side dishes from the freezer.
Just before roasting the turkey, combine stuffing ingredients or place in an oven safe dish or foil.
- Roast the turkey.
- Within two hours after roasting, remove stuffing from turkey and carve meat off bones.
Then, chill in refrigerator before wrapping for storage. Once chilled, wrap turkey and stuffing separately.
- Once guests start to arrive, give each child an assignment.
Such as greeting the guests at the door, taking people’s coats, making a new member of the family feel at home, or getting the younger kids prepared for dinner.
- The table’s set, the guests have arrived, and it’s still a while before dinnertime?
Suggest that everyone write thank-you notes to family members and friends who couldn’t be with you on this night, telling them why you’re grateful that they’re a part of your life and that you’re thinking of them. Have extra stationery, pens and stamps so guests can join in.
- Have a great Thanksgiving!
Be sure to send your guests home with leftovers.
Proseguendo nelle attività giornaliere, non poteva mancare America’s Thanksgiving Parade®.
Per chi invece ha nostalgia di tempi antichi, esiste un audio book gratuito nel quale William Bradford, George Washington e Abraham Lincoln proclamano la giornata del Thanksgiving.
Thanksgiving su Wikipedia (US)
Thanksgiving su Wikipedia (IT)
Butcher’s Method Takes Carving Off the Table (NYT)
Thanksgiving Day Checklist
Venerdì sera andiamo a mangiare in un ristorantino segnalatoci da Irene, e le aspettative sono tutte confermate. Posto stile anni 60 con qualche innesto di rusticità, un mix che mi piace e sa di posti sperduti, l’oste un vero personaggio d’altri tempi, bassotto, completamente verstito di nero e agghindato con vari elementi decorativi tra i quali spiccano una massiccia dose di elastici al polso…. Ignoriamo il loro significato.
Ci siamo sparati 7 primi uno dietro l’altro, eravano devastati! Però gran bella mangiata, roba buonissima e a regola nemmeno troppo unta
Tra le chicche della serata 2 frasi recuperate, una dalla maglietta dell’oste, l’altra da un cartello appeso ad un muro.
Ma andiamo in ordine, la prima: “Vivi come se dovessi morire domani, ma pensa come se non dovessi morire mai“, la seconda, e non poteva mancare un riferimento all’animale più amato dai modenesi: “Non è il porco che diventa vecchio, ma è il vecchio che diventa un porco“.
Un mito, assolutamente da bissare.
Negli ultimi anni si parla tanto di DNA e di ricerche associate alla genetica, ma nessuno ha mai indagato sulle proprietà del filamento in relazione alle attività enogastronomiche.
Ritengo infatti che ognuno abbia un determinata prediscosizione verso certi cibi, predisposizione che gli permette di ingerirli e gestirli senza troppi problemi. Questa caratteristica è maggiormente visibile nelle persone nate in zone connotate da una marcata cucina, ad esempio l’emilia, mia zona di origine. Inutile dire che con tutto il fritto e l’unto che mangiamo, senza contare la nostra dipendenza quasi viscerale dal maiale, siamo in grado di affrontare le tavole più imbandite senza per questo dimostrare il ben che minimo segno di timore.
Questa premessa per sottolineare solo che sabato sera al matrimonio, il mio caro amico Puiu, ha pasteggiato bevendo esclusivamente Jack Daniel’s mischiato a Red Bull, insomma un fisico per niente indifferente.
Parziale delusione quella di ieri sera all’inaugurazione di Buscapè.
Non intendo certo criticare il locale in se, che ritengo abbia grandi potenzialità, anche se onestamente lo spazio a disposizione è veramente poco, comunque l’aspetto più deludente per quanto mi riguarda è stata la mancanza quasi assoluta di libri, se si toglie la laconica presenza di una copia di “No Logo” abbandonata a se stessa su un ripiano, il resto era semplicemente farcito di vino.
Sì, mi piace il vino, ma avrei preferito vedere tanti libri esposti, insomma un locale che si presenta come un posto dove puoi leggere un libro mentre un caffè, almeno potevano farlo lo sforzo di tirarli fuori, del resto se non lo fai per l’inaugurazione quando lo devi fare?
Per tirare le somme, un locale sicuramente da rivedere tra qualche mese, caso mai in ottobre o novembre, giusto sorseggiando un caffè il sabato mattina o la domenica pomeriggio mentre fuori piove e la nebbia ti avvolge nelle sue spire gelide.
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