Azkaban, un posto come un altro dove vivere

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I piaceri della vita e non solo

Questa sera rientriamo dalla spesa e ci approntiamo a preparare la nostra cenetta.

Biccio al piano di sotto sta tagliando l’erba e il profumo inebriante del primo taglio sale verso il nostro balcone donandoci quella sensazione di freschezza e purezza che solo un prato appena tagliato sa dare.

Apparecchio la tavola sul balcone, come già da qualche giorno facciamo, mentre 2 fiorentine stanno grigliando in cucina e una buona boccia di Bonarda è aperta sulla tavola a prendere aria.

Il cielo finalmente sgombro dalle nubi che durante questa giornata si sono rincorse fin dalle prime ore, lascia spazio a qualche sparuta stella che lentamente fa capolino sul firmamento. Si ride e si parla mentre le gatte regalano attimi di vero spasso.

Serve altro?

Il Natale quando arriva, arriva…

Nonostante non sia bianco oggi è comunque Natale.

Cerchiamo di sopravvivere alle abbuffate e godiamoci questi sani momenti di un-stress tanto rari e così importanti.

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Cremati ma soddisfatti

Siamo rientrati a casa ormai da un paio d’ore rientrati dopo l’ormai tradizionale pranzo di Natale con gli amici. Quest’anno il menù, scelto quasi a casa durante la cena di Halloween era di stampo prettamente altoatesino. Infatti le portate prevedevano:

Inutile dire che alla grande lavorata di ieri per preparare i knodel (mai fatti prima) ed oggi, per cucinare e servire il tutto, si accompagna una grandissima soddisfazione per una giornata stupenda.

Quasi 30 coperti che hanno mangiato e bevuto, tanti complimenti, tante risate, qualche lacrima, il fuoco scopiettante nel camino, le urla ed i pianti dei bimbi, insomma tutte le componenti fondamentali per un buon pranzo in compagnia.

Un grazie di cuori innanzitutto alle cuoche e poi a tutti quelli che hanno partecipato.

A proposito, quest’anno nella ruota dei regali ho vinto un ricettario di dolci dell’alto adige :D grazie Milly.

Buon Natale a tutti anche se siamo solo al 13 dicembre.

17

Che dire…
Beh, intanto un grazie a tutti quelli che sono venuti sabato sera per la cena di Halloween, veramente è stata una bella serata, anzi bellissima.

Nonostante la faticaccia, ma sono sincero ne è falsa veramente la pena, siamo rimasti estremamente soddisfatti.

Stormo di pipistrelli

E poi quale numero migliore per una serata di Halloween se non 17? Una coincidenza veramente casuale perchè all’ultimo minuto di sono aggiunti 4 commensali non previsti, quindi che dire: bellissimo!!!

Un grazie poi moltooooo particolare alla cuoca che, come ogni volta, si è superata!!!

Ora è tempo di guardare avanti, cominciano infatti i preparativi per il pranzo di Natale in programma per domenica 13 dicembre, con un menù tutto particolare :) ))

Finalmente

Sono anni che cercavo un gruppo per giocare a D&D e finalmente l’ho trovato!!!
Un grande grazie a Federico, Matteo e Lorenzo che mi hanno accettato all’interno del loro gruppo consolidato dandomi l’opportunità di immergermi nuovamente nell’universo D&D.
Domenica pomeriggio dopo un’ora abbondante di ripasso di regole, dadi, punti, abilità, ecc. le prime 2 ore di gioco, un vero spasso.
Grazie di cuore.

Grazie Elisa

Grazie Elisa per averci fatto scoprire in quella bellissima domenica di luglio nell’ormai lontano 2007 la carne salada!

Ieri facendo la spesa all’Esselunga quasi per caso l’abbiamo trovata tra i banchi, non ci abbiamo pensato molto e ne abbiamo messe 2 confezioni nel carrello. Non ti dico che cena sfiziosa ci siamo fatti ieri.

Ecco i dettagli:

  • cuocere sulla griglietta la carne per pochi secondi;
  • servire la carne accompagnata con scaglie di grana, rucola e olio extravergine;
  • su consiglio di Lavi anche un po’ di limone non guasta.

Tempura questa sconosciuta

Sabato sera, complice il nostro sesto anniversario, abbiamo deciso di saltare il solito menù tradizionale a base di unti e fritti e ci siamo buttati sul giapponese, per noi seconda esperienza.

Al di la del locale forse non proprio adatto visti gli enormi spazi e le luci forse non proprio perfette, il cibo in compenso è stato assolutamente delizioso.

Ed è proprio il cibo che in questa occasione risulta veramente la chiave

Infatti tra le tante cose che abbiamo ordinato, figurava un piatto di Tempura che, per chi non lo sapesse, è un piatto a base di verdura e pesce che una volta impastellati vengono fritti. Non voglio nemmeno dire quanto era buono questo piatto, una cosa veramente incredibile. Ma la cosa veramente buffa è che proprio nel momento in cui il cameriere ci serviva il piatto, ci sentiamo rivolgere la parola da un nostro vicino di tavolo che ci chiede: “Scusate, quel piatto che avete appena preso, come si chiama? Temperatura? Perchè ci ispira molto.

Non vi dico le risate che ci siamo fatti, non che noi non facciamo mai figure di merda, ma per una volta che sono gli altri a farle, beh non vedo perchè non se debba godere :)

Mi scappa da ridere

Ma da ridere forte.

Forse che ora qualcuno anche in questo di merda si sveglierà? Ho i miei dubbi, ma la speranza è l’ultima a morire.

“Mi dispiace è finita”

Capita a volte di assistere di persone a fatti incredibili che poi quando si vanno a raccontare attraggono inesorabilmente l’attenzione di chi ci circonda. Ieri sera ho assistito in prima persona ad uno di questi fatti. Di per se niente di eclatante, nessun incidente, nessun incontro vip, niente di che se non che una delle certezze di questa vita all’improvviso ha cessato di essere tale.

Di cosa sto parlando?

Vediamo i fatti. Ieri sera siamo usciti con Licia e Cesco per una cenetta in scioltezza tra le colline modenesi, vento teso, cielo terso, finalmente si respira un po’. I pini cantano la loro melodia suonati da un vento fresco. Ci accomodiamo in veranda e procediamo ai consueti riti pre-cena. Si ordina bene o male il solito: gnocco e tigelle, salume, lardo, stracchino, nutella, marmellata e pinzimonio. Acqua vino e coca cola.

Inutile nascondere che con certi cibi, determinate bevande risultano essere essenziali, ieri sera era il turno della coca cola. Ed infatti ci viene servita quella che ritengo essere “LA” coca cola, ovvero 1 litro in bottiglia di vetro. Qualunque altra somministrazione di questa bevanda in recipienti diversi non è nemmeno da prendere in considerazione.

Si mangia con piacere, e con altrettanto piacere si beve, tanto che nel giro di qualche minuto LA bevanda termina. Si procede quindi ad una nuova ordinazione, ma ahimè la risposta è negativa: “Mi dispiace l’abbiamo finita”.

Silenzio.

Io e Cesco siamo allibiti. A parte che è inconcepibile rimanere senza coca cola, ma come si fa ad avere un’unica bottiglia in dispensa?

Ripresi dopo un primo momento di mancamento, procediamo a vagliare le soluzioni, si opta per una caraffa di coca alla spina. Piuttosto che niente è meglio…….

Aspettiamo….

Aspettiamo….

Dopo 10 minuti ritorna la cameriera informandoci che la coca sta arrivando, è che hanno dovuto cambiare la spina……

Silenzio.

No comment.

Flash back

L’altra sera l’appuntamento era con gli ex compagni di classe delle superiori. Ogni volta che incontri le persone con le quali hai passato 5 anni della tua adolescenza è un po’ come tornare indietro a quegli anni; anni di grandi passioni emotive, di grandi speranze, di grandi sofferenze. In fondo rivederli è un po’ la cartina tornasole di quello che sei, che eri e volevi diventare.

E’ interessante scoprire le strade che ognuno di noi ha intrapreso, ognuna diversa dall’altra, a volte anche assolutamente incongruenti con gli studi fatti.

Nel complesso una serata piacevole, fatta ovviamente di ricordi, ma non solo, sì perchè un viaggio sul viale dei ricordi fa sempre bene farlo, ma esagerare non poi utile a nessuno.

C’è chi si è sposato, chi ha già divorziato, chi convive, chi è single, chi si è fatto sbattezzare, chi si sta per sposare, insomma c’è un po’ tutto il panorama relazionale di questa epoca.

Quello che è certo è che oggi come allora siamo profondamente diversi dalle generazioni che ci hanno seguito, lo dimostra il fatto che un’assistente di laboratorio di allora ricorda come nonostante tutto all’epoca di mutande non se ne vedessero mentre oggi è costretta a sorbirsi tutto il campionario di biancheria intima in commercio.

Insomma si stava meglio quando si stava peggio.

A proposito, il profiteroles era fantastico ;)

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