Jun 11, 2010 0
May 13, 2010 0
Tutta sprecata
Magari tutta l’acqua di queste settimane sarebbe servita a qualcosa se nel nostro comune ci fosse ancora del verde, invece nemmeno con quello possiamo consolarci.
Non rimane che guardare al futuro, fiduciosi in una torrida estate che saprà regalarci anche quest’anno i nostri cari deserti di erba rinsecchita.
May 11, 2010 1
La sacralità del bosco
Devo dirlo, sono piuttosto allergico ai personaggi che vanno di moda e proprio per questo negli ultimi due anni ho praticamente ignorato qualunque cosa abbia fatto/detto Mauro Corona che, in tempi non sospetti, mi piacque immediatamente per la schiettezza e la capacità di emozionarmi su argomenti che mi stanno molto a cuore.
Ho appena terminato di guardare un video su un suo intervento al recente Film Festival della montagna che ogni anno si tiene a Trento.
Un intervento che, per quanto mi riguarda, nei suoi contenuti mi è apparso banale, banale perchè sono cose che io già so da anni, banale perchè forse sentite pronunciare da una persona semplice hanno meno effetto, ma non di meno sono cose che vanno dette.
“Solo l’estremo bisogno fa tornare indietro, altrimenti crepi!”
May 5, 2010 0
Gli eroi di Formigine: l’Ape
Sono convinto che ogni paese o città abbia i suoi personaggi caratteristici i quali, secondo una mia personalissima idea, tendono ad essere tanto più bizzarri quanto è piccolo il paese.
Questa premessa è per presentare un personaggio di cui io ignoro praticamente ogni informazione, prima fra tutte il nome. Infatti per me è un perfetto sconosciuto nonostante siano 36 anni che lo vedo gironzolare per le vie del paese.
La sua caratteristica principale infatti è quella di girovagare senza meta e senza fine per le vie del paese a cavallo della sua bicicletta. È una bicicletta antiquata, di quelle di una volta, di quelle che ormai non fanno più e che sicuramente gli permette, senza troppe fatiche, di sopportare tour de force veramente impressionanti. Corre voce infatti che qualche anno fa durante un’impietoso agosto martellato dalla calura e dall’afa, a forza di passare lungo via San Francesco, abbia scavato un solco, un po’ come fanno i camion quando dai e dai passano sempre sullo stesso punto, all’altezza del curvone della Rocca.
Casualmente qualche anno fa parlando di lui con un amico decisamente più vecchio di me, venni a conoscere il suo soprannome che, per onore della cronaca, al secolo è l’Ape. Ora io non so se questo nomignolo nasce dal suo peregrinare senza meta al pari di una ape che di fiore in fiore girovaga nell’aria alla ricerca del polline migliore, io non ho mai messo in dubbio la veridicità dell’appellativo nè mi sono adoperato per scoprire altro.
Per quanto mi riguarda lui è semplicemente l’Ape!
La sua età mi è ignota, ma sicuramente si aggira intorno ai cinquant’anni.
Ignoro inoltre se sia dotato o meno di favella in quanto non l’ho mai, e dico mai, sentito pronunziare parola.
Ma questi sono solo alcuni dei dubbi che ogni volta che lo incontro mi assalgono. Lo guardo sempre attentamente perchè è indiscutibile che la sua persona attiri gli sguardi. Lo guardo ogni volta sperando che dia un segno di vita, perchè tolto il pedalare non l’ho mai visto fare altro. Si potrebbe quasi azzardare che sia un androide instancabile.
Quando mi ritrovo a pensare a lui dopo questi fortuiti incontri, inevitabilmente mi pongo dei quesiti fondamentali per la mia stabilità emotiva; del tipo: chissà quanti copertoni consuma in un anno? E quanti chilometri percorre mamma mia?!
Insomma l’Ape rappresenta secondo me l’anello di congiunzione tra due epoche, non so bene quali ma prima o poi mi apparirà chiaro.
Ma ora la domanda nasce spontanea: l’Ape ha mai posseduto una vespa…? Voi che ne dite?
Apr 28, 2010 0
E’ mio!
Stamattina scendo al bar per bere un caffè e come sempre, mentre Biago lo prepara, sfoglio distrattamente la Gazzetta dello Sport mangiucchiando una pasta.
E’ pronto il caffè.
Abbandono per 30 secondi il tavolino lasciando giornale e pasta, tra l’altro già morsa, per prendere la tazzina al bancone e quando mi giro uno stronzo che più stronzo non si può mi ha fottuto il giornale!
Roba da non crederci. Sono rimasto senza parole. L’ho guardato in faccia mentre era in piedi ed apriva la rosa ed ho capito che non era del tutto normale.
Diciamo che balbettare e mugugnare mentre si leggono i titoli non è proprio un buon segno. Ciò non toglie che il bel momento di relax del coffee break è andato a puttane!
Adesso non rimane che rimettersi a lavorare pensando al pranzo.
P.S.: speriamo che almeno quello nessuno me lo ciulli!!!
Apr 24, 2010 0
Una perplessitÃ
E’ da ieri che ci penso e non ho ancora capito perchè si debba far fare un esame di italiano agli immigrati quando gli stessi italiani in gran parte non lo sanno?
Apr 20, 2010 0
Per un pelo
Mercoledì scorso (14/4) ero a Dublino per lavoro e per un soffio non sono rimasto bloccato in quella che ormai è diventata un’odissea per milioni di viaggiatori dovuta all’eruzione del vulcano Eyjafjallajokull.
Alcune immagini veramente spettacolari dell’eruzione che a prima vista assomigliano più a un film che ad una situazione reale.
Mar 26, 2010 1
I colori dell’arcobaleno
Domani e domenica si festeggia finalmente l’arrivo della primavera. Anche a Camelot sono previste manifestazioni, più o meno sempre le stesse, per accogliere finalmente la fioritura, il caldo sole, le giornate più lunghe. E’ il risveglio dei sensi.
Tutto questo sarebbe semplicemente bellissimo se non stridesse in maniera così rumorosa con la politica dei “colori” che da sempre accompagna tutte le amministrazioni di questo comune di cui io ho memoria.
Infatti, tra tutti i colori dell’arcobaleno, e ce sono parecchi badate, uno in particolare proprio non piace a Peppone ed alla sua giunta. Di che colore parlo?! Ovviamente del verde!
Se andiamo a guardare tutte le opere che Peppone ha approvato, non fa differenza che siano nuove realizzazione o, come le chiamano loro, riqualificazioni, tutte hanno un unico comune denominatore: tagliare, togliere, ripiantumare, spalmare.
Tagliare: credo che nessuno, tranne forse le multinazionali in Brasile, abbiamo mai tagliato tanti alberi (sani) quanti Peppone!
Togliere: bisogna togliere qualunque impedimento alla vista, forse si aspettano di vedere la rivoluzione proletaria arrivare dall’est.
Ripiantumare: sì per ogni albero tagliato il comune ne ha piantati due nuovi. Ok, ma dove cazzo sono questi alberi nuovi, qualcuno li ha mai visti? E poi, è inutile piantare dei poveri fiammifferi spenti che il più delle volte muoiono senza arrivare nemmeno a fogliare (giusto per citarne uno, il nuovo parco dietro l’ex Picchio Rosso). C’è un bel da vantarsene.
Spalmare: ohhh sì questo sì che è un verbo che ci piace a Camelot, spalmare cemento ovunque, ricoprire tutto con quel bel grigio rigoroso che sa di austerity (e ce la meritiamo con oltre 40 milioni di euro di debito), perfino il nuovo municipio è grigio anche se non di cemento. Ragazzi ma ci avete mai pensato a come si lavorerebbe meglio in un ambiente colorato?
Ci sarebbero tanti altri termini su cui dare attenzione, ma questo credo siano già abbastanza.
La generazione del grigio è ormai qui e sta dilagando come una marea puzzolente e ormai difficilmente ce la toglieremo di dosso.
Ora attendo con trepidazione di vedere gli scempi, per altro già iniziati, che verranno perpetrati nell’area della ex cantina sociale.
Stay tuned.
Mar 9, 2010 0
Trito e ritrito
Ieri sera sono uscito di casa verso le 21:20 per andare al circolo di fotografia e onestamente avevo già dimenticato che ieri era la festa della donna. Sono rimasto quindi sorpreso quando arrivato nei pressi del Mamma Orsa ho trovato orde di macchine parcheggiate ovunque. Non sapevo cosa pensare. Mi sono chiesto “ma chissà cosa sarà successo?”.
Poi quando sono giunto proprio all’altezza dell’entrata ho capito tutto: era la festa della donna o di quello che rimane della donna.
Una calca assurda di sottane che isteriche, come solo loro sanno essere, si spiaccicava alle porte per poter entrare. Evidentemente all’interno non c’era più posto.
Quando poi verso le 23 sono rientrato, lo scenario non era ovviamente cambiato. L’unica cosa a cambiare è stato l’indumento.
Infatti alle sottane sono subentrate le brache. Non vi dico la fila interminabile di braca che aspettando il via libera dei buttafuori/buttadentro si riscaldava al gelido soffio della Bora sfidando le temperature polari di questo strano marzo.
Un spettacolo dantesco. Uno spettacolo grottesco.
Una vera tristezza.
Però il business è business.
Feb 18, 2010 0
Singolare
Sillabazione/Fonetica: [sin-go-là -re]
Etimologia: Dal lat. singula¯re(m) ‘pertinente al singolo’, deriv. di singu°lus ‘isolato, uno’
Definizione:
ant. singulare, agg.
1 (lett.) proprio di una sola cosa o persona; individuale | scendere, venire a singolar tenzone, (ant. , scherz.) battersi, confrontarsi con qualcuno | punto singolare (o singolarità ) di una curva, (mat.) punto di una curva che si distingue dagli altri per le particolari relazioni tra la funzione che rappresenta quella curva e le sue derivate in quel punto (p. e. cuspide, nodo)
2 unico nel suo genere; particolare, insolito, straordinario o anche strano, originale: un uomo, un tipo singolare; un fatto, un caso singolare; una donna di singolare bellezza; un atteggiamento singolare, un modo di vestire singolare
¶ agg. e s. m. si dice di forma grammaticale che indica una sola cosa o una sola persona: numero singolare; aggettivo, sostantivo singolare; il singolare di “dei” è “dio”
¶ s. m. (sport) nel tennis, partita disputata tra due giocatori
§ singolarmente avv.
1 a uno a uno, individualmente: rispose a tutti singolarmente
2 particolarmente, straordinariamente: un caso singolarmente strano; un uomo singolarmente ricco | originalmente: vestire singolarmente.
Il Comune di Formigine organizza un corso di cucina per i papà con bambini al nido definendolo “singolare”.
Si tratta di un’iniziativa singolare: in pratica, un laboratorio di cucina dedicato a tutti gli uomini che vogliono mettersi alla prova e partecipare all’organizzazione della vita familiare.
Io però non capisco perchè una cosa che ad esempio il Comune di Modena ha già organizzato per il secondo anno consecutivo, debba essere definita singolare?
E’ sempre più difficile dare il giusto peso e il giusto significato alle parole sob.

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