Azkaban, un posto come un altro dove vivere

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Signori, si taglia!

Nonostante sia dall’altra parte del mondo, leggo regolarmente l’Informazione di Modena e proprio ora ho finito la lettura dell’articolo sul nuovo, o meglio, sull’ennesimo taglio di piante nel nostro comune.

Dopo aver fatto scorta di legna da ardere negli anni passati, anche quest’anno, e forse la scadenza appare quanto meno sospetta vista la vicinanza dei Ludi, qualcuno ha deciso che quelle piante ormai hanno fatto il loro tempo.

Problemi di sicurezza pubblica si dice.

Sarà anche così, ma quel che è certo è che quando si dice “alcune alberature” mi scappa un po’ da ridere perchè pensando ad alcune alberature tra via Trento e Trieste, via San Francesco e via Gramsci, quel “alcune” diverrà di certo “tante“.

Ormai il “viale del tramonto” volge proprio al termine dei suoi giorni. Quei poveri vecchietti che ogni tardo pomeriggio d’estate si mettono all’ombra delle chiome dei tigli non avranno altra scelta che cuocersi nella calura estiva.
E mi viene anche in mente quando Cimino inseguiva quel pappagallo, rubato ovviamente, che si era appollaiato proprio su uno di quegli alberi, ahhhh che spasso quei tempi.

Ma la chicca veramente mitica dell’articolo e anche del comunicato stampa è la frase conclusiva quando si dice “Nell’ambito del recupero del centro storico sarà valutata l’opportunità di una completa risistemazione dei viali alberati intorno al Castello” questo cari amici non mi fa per niente ben sperare. Ogni riqualificazione alla fine si è configurata con l’abbattimento totale delle piante e la piantumazione al loro posto di fuscelli più sottile dei cerini, di cui immancabilmente la metà morirà nel primo inverno e i rimanenti forse tra 30 anni faranno un po’ di ombra.

Spero almeno che per i Ludi ci sia abbastanza legna da fare una bella grigliata davanti a Camelot e anche un bel incendio come si deve, che in tempo di crisi un bel rogo ci sta sempre bene.

Al nostro rientro in Italia, proprio il 24 agosto, avrò l’amara conferma di quello che temo.

Moc magneda!

Grazie grazie grazie ad Elisa e Stefano per la splendida ospitalità in quel di Molveno.

Se ripenso a tutto quello che abbiamo, anzi che ho, mangiato mi viene da star male.

Sabato dopo ben 4 ore di code interminabili sull’A22, riusciamo a raggiungere Molveno. Devo essere sincero, non sono mai stato un grande amante di queste zone, ma in questo momento, in questi giorni nei quali a Modena pare di essere sempre dentro un forno crematorio, qualunque alternativa mi appare come la soluzione ad ogni male. Ed eccoci quindi sulle rive di questo lago dal colore verde-azzurro a goderci qualche ora per lo meno ad una temperatura accettabile.

La sera del sabato è stata una vera e proprio mattanza. Al pentolone di polenta che faceva bella mostra di se, si sono affiancate 3 padelle ricolmente rispettivamente di ragù di salsiccia, panna e funghi. Un bel piatto di formaggi tipici con carne salada e per terminare un cabaret di pasta/torte assortite che non guasta mai.

Dato che domenica qualcuno aveva ancora un buco, ci siamo sparati gli spaztl con panna e speak seguiti da carne salada e strudel.

Credo di essere cresciuto almeno 2 kg in 24 ore!

Grazie ancora ragazzi.

Sai no!

Notte veramente difficile quella appena passata. Mi sarò svegliato almeno 5 volte prima della sveglia ufficiale delle 5,15. Giuro che quando è partita la radio l’avrei martellata! Credo sarà molto dura arriva alle 17…

Nel frattempo cerchiamo di svegliarci con qualche video.

Grazie

Sono passati solo alcuni giorni da quello che ormai non è più solo il nostro matrimonio, ma l’evento!

Non credo di peccare di superbia a chiamarlo in questo modo dato che i commenti, tutti unanimi da parte di amici e parenti, sono stati tutti tra il capolavoro e l’incredibile.

Quello che però ci preme di più, a me e Lavi, è ringraziare tutti, ma proprio tutti, quelli che anche solo per 1 secondo hanno partecipato, fisicamente o solo con il pensiero, alla nostra festa.

Ringraziamo quindi:

  • Gomes e Chicca
  • Elisa e Stefano
  • Francesco e Licia
  • Milli
  • Bortolo
  • Stefano e Gabi
  • Sbof e Mary
  • Margò e Sara
  • Costa e Silvia
  • Zambo e Monica
  • Mirko
  • Giovane
  • Iop
  • Nico e Vania
  • Irene
  • Andrea
  • Roberta e Vittorio
  • Gabriele e Barbara
  • Sergio e Giulia
  • Zanna e Rossella
  • Enrico
  • Piero, Teresa e Valeria
  • Micol e Riki
  • Monica e Melania
  • Franco
  • Donatella
  • Marian e Marioara
  • Mihaela
  • Cristina, Roxana e Viorica
  • Anca
  • Andreea e Mihai
  • Rodica e Mihnea
  • Tavi e Oana
  • Gigi e Anita
  • Colm e Julie
  • Max e Silvia
  • Ilaria e Tommaso
  • Davide e Tiziana
  • Thomas e Barbara

E poi:

  • Isabella
  • Stefano
  • Silvia e Filippo
  • Emma e Marco
  • Ginny e Matty
  • Iacopo
  • La nana
  • Federico
  • Fabio
  • Stefano e Lorenzo
  • Eveline e Ane Marie
  • Mattia
  • Martina e Michela

e tutti quelli che ora non ricordiamo…

Grazie mille di tutto.

Ormone

Sono al cinema che aspetto il resto della ciurma per vedere sto benedetto Eclipse. Due minuti fa si avvicina una ragazzina di forse 14 anni che mi fa: mi scusi lei va a vedere un film?
Io capisco subito di che film stiamo parlando e le dico si vado a vedere Eclipse. Lei qua agitatissima continua: ho un biglietto in più e devo venderlo….
No dai cazzo il bagarinaggio per Eclipse poi no non ce la posso fare! Per fortuna che noi i biglietti li abbiamo da 10 giorni :)

Sono le 8

Finestra aperta, fuori piove.
In lontananza si sentono campane suonare.
Dove sono i monti?

HPTP

Magari prima o poi riusciremo ad andarci!

Tutta sprecata

Magari tutta l’acqua di queste settimane sarebbe servita a qualcosa se nel nostro comune ci fosse ancora del verde, invece nemmeno con quello possiamo consolarci.

Non rimane che guardare al futuro, fiduciosi in una torrida estate che saprà regalarci anche quest’anno i nostri cari deserti di erba rinsecchita.

La sacralità del bosco

Devo dirlo, sono piuttosto allergico ai personaggi che vanno di moda e proprio per questo negli ultimi due anni ho praticamente ignorato qualunque cosa abbia fatto/detto Mauro Corona che, in tempi non sospetti, mi piacque immediatamente per la schiettezza e la capacità di emozionarmi su argomenti che mi stanno molto a cuore.

Ho appena terminato di guardare un video su un suo intervento al recente Film Festival della montagna che ogni anno si tiene a Trento.

Un intervento che, per quanto mi riguarda, nei suoi contenuti mi è apparso banale, banale perchè sono cose che io già so da anni, banale perchè forse sentite pronunciare da una persona semplice hanno meno effetto, ma non di meno sono cose che vanno dette.

Vi invito quindi a spendere 7 minuti e 20 secondi del vostro tempo per guardare e ascoltare questo video.

“Solo l’estremo bisogno fa tornare indietro, altrimenti crepi!”

Gli eroi di Formigine: l’Ape

Sono convinto che ogni paese o città abbia i suoi personaggi caratteristici i quali, secondo una mia personalissima idea, tendono ad essere tanto più bizzarri quanto è piccolo il paese.

Questa premessa è per presentare un personaggio di cui io ignoro praticamente ogni informazione, prima fra tutte il nome. Infatti per me è un perfetto sconosciuto nonostante siano 36 anni che lo vedo gironzolare per le vie del paese.

La sua caratteristica principale infatti è quella di girovagare senza meta e senza fine per le vie del paese a cavallo della sua bicicletta. È una bicicletta antiquata, di quelle di una volta, di quelle che ormai non fanno più e che sicuramente gli permette, senza troppe fatiche, di sopportare tour de force veramente impressionanti. Corre voce infatti che qualche anno fa durante un’impietoso agosto martellato dalla calura e dall’afa, a forza di passare lungo via San Francesco, abbia scavato un solco, un po’ come fanno i camion quando dai e dai passano sempre sullo stesso punto, all’altezza del curvone della Rocca.

Casualmente qualche anno fa parlando di lui con un amico decisamente più vecchio di me, venni a conoscere il suo soprannome che, per onore della cronaca, al secolo è l’Ape. Ora io non so se questo nomignolo nasce dal suo peregrinare senza meta al pari di una ape che di fiore in fiore girovaga nell’aria alla ricerca del polline migliore, io non ho mai messo in dubbio la veridicità dell’appellativo nè mi sono adoperato per scoprire altro.

Per quanto mi riguarda lui è semplicemente l’Ape!

La sua età mi è ignota, ma sicuramente si aggira intorno ai cinquant’anni.

Ignoro inoltre se sia dotato o meno di favella in quanto non l’ho mai, e dico mai, sentito pronunziare parola.

Ma questi sono solo alcuni dei dubbi che ogni volta che lo incontro mi assalgono. Lo guardo sempre attentamente perchè è indiscutibile che la sua persona attiri gli sguardi. Lo guardo ogni volta sperando che dia un segno di vita, perchè tolto il pedalare non l’ho mai visto fare altro. Si potrebbe quasi azzardare che sia un androide instancabile.

Quando mi ritrovo a pensare a lui dopo questi fortuiti incontri, inevitabilmente mi pongo dei quesiti fondamentali per la mia stabilità emotiva; del tipo: chissà quanti copertoni consuma in un anno? E quanti chilometri percorre mamma mia?!

Insomma l’Ape rappresenta secondo me l’anello di congiunzione tra due epoche, non so bene quali ma prima o poi mi apparirà chiaro.

Ma ora la domanda nasce spontanea: l’Ape ha mai posseduto una vespa…? Voi che ne dite?

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