Azkaban, un posto come un altro dove vivere

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Trito e ritrito

Ieri sera sono uscito di casa verso le 21:20 per andare al circolo di fotografia e onestamente avevo già dimenticato che ieri era la festa della donna. Sono rimasto quindi sorpreso quando arrivato nei pressi del Mamma Orsa ho trovato orde di macchine parcheggiate ovunque. Non sapevo cosa pensare. Mi sono chiesto “ma chissà cosa sarà successo?”.

Poi quando sono giunto proprio all’altezza dell’entrata ho capito tutto: era la festa della donna o di quello che rimane della donna.

Una calca assurda di sottane che isteriche, come solo loro sanno essere, si spiaccicava alle porte per poter entrare. Evidentemente all’interno non c’era più posto.

Quando poi verso le 23 sono rientrato, lo scenario non era ovviamente cambiato. L’unica cosa a cambiare è stato l’indumento.
Infatti alle sottane sono subentrate le brache. Non vi dico la fila interminabile di braca che aspettando il via libera dei buttafuori/buttadentro si riscaldava al gelido soffio della Bora sfidando le temperature polari di questo strano marzo.

Un spettacolo dantesco. Uno spettacolo grottesco.

Una vera tristezza.

Però il business è business.

Singolare

Sillabazione/Fonetica: [sin-go-là-re]
Etimologia: Dal lat. singula¯re(m) ‘pertinente al singolo’, deriv. di singu°lus ‘isolato, uno’
Definizione:
ant. singulare, agg.
1 (lett.) proprio di una sola cosa o persona; individuale | scendere, venire a singolar tenzone, (ant. , scherz.) battersi, confrontarsi con qualcuno | punto singolare (o singolarità) di una curva, (mat.) punto di una curva che si distingue dagli altri per le particolari relazioni tra la funzione che rappresenta quella curva e le sue derivate in quel punto (p. e. cuspide, nodo)
2 unico nel suo genere; particolare, insolito, straordinario o anche strano, originale: un uomo, un tipo singolare; un fatto, un caso singolare; una donna di singolare bellezza; un atteggiamento singolare, un modo di vestire singolare
¶ agg. e s. m. si dice di forma grammaticale che indica una sola cosa o una sola persona: numero singolare; aggettivo, sostantivo singolare; il singolare di “dei” è “dio”
¶ s. m. (sport) nel tennis, partita disputata tra due giocatori
§ singolarmente avv.
1 a uno a uno, individualmente: rispose a tutti singolarmente
2 particolarmente, straordinariamente: un caso singolarmente strano; un uomo singolarmente ricco | originalmente: vestire singolarmente.

Il Comune di Formigine organizza un corso di cucina per i papà con bambini al nido definendolo “singolare”.

Si tratta di un’iniziativa singolare: in pratica, un laboratorio di cucina dedicato a tutti gli uomini che vogliono mettersi alla prova e partecipare all’organizzazione della vita familiare.

Io però non capisco perchè una cosa che ad esempio il Comune di Modena ha già organizzato per il secondo anno consecutivo, debba essere definita singolare?

E’ sempre più difficile dare il giusto peso e il giusto significato alle parole sob.

Troppo lungo

Week end con trasferta meneghina per sbrigare, speriamo, l’ultima pratica burocratica per il matrimonio.

Al ritorno, prendiamo la metro in piazza Lotto, arrivati alle macchinette, inserisco il biglietto ed entro. Lavi invece non arriva.

Mi giro e le chiedo: “Beh allora cosa succede?” Allora lei mi fa: “Non prende il biglietto!”
Come non prende il biglietto, faccio io, lo abbiamo comprato stamattina, “….riprova di nuovo….”

Lei inserisce il biglietto ma niente, compare una scritta con “biglietto troppo lungo”. Che cazzo vorrà dire poi sta cosa?!

Vado da casellando che sta chiaccherando con un collega e gli dico: “Senta, abbiamo un problema con un biglietto………….. dice che è troppo lungo…………….”.

Lui non fa una piega, ci prende il biglietto, si dirige alla scrivania, apre un cassetto e comincia a scartabellare finchè non trova uno strumento metallico. Io pensi si tratti di un obliteratore, invece udite udite, si tratta di forbici!!!

Infatti prende il biglietto e lo taglia per il lungo!!!!!!!! “Ecco ora dovrebbe andare bene” mi dice.

In effetti ora il biglietto entra e possiamo prendere tranquillamente la metro.

Sono le 16,21 e non riesco ancora a capacitarmi del “TROPPO LUNGO“!!!!!!!!!!!!!!

A sì il piano neve: BEL QUEL!!!

Alla faccia del piano neve del comune, questa mattina esco di casa e trovo 1 cm di ghiaccio vivo ovunque!!!

Certo che oltre a dire che i marciapiedi doppiamo spalarli noi, almeno il sale cazzo potevano darlo!!!!!!

Altro che discesa!!!

Giusto ieri si scherzava sul fatto che ormai abbiamo imboccato una strada in discesa parlando di violenza, restrizioni ecc.

Leggo proprio ora la notizia di una studentessa italiana trattenuta per 5 ore in galera, per aver ripreso alcuni edifici in quel di Londra. La motiviazione tra le altre riguarda ovviamente il terrorismo. Roba da pazzi! Se qualcuno pensa che 1984 sia solo un libro di un tempo andato, forse è meglio che riveda le proprie posizioni perchè di questo passo sarà il futuro che ci aspetta.

Ecco quindi alcune tips su come muoversi in terra anglosassone:

Per fortuna che l’ultimo dell’anno non prenderò con me la macchina fotografica vista la brevissima permanenza :O

BF

Eh sì, ho scoperto che oggi è il Black Friday!
Che per gli americani la corsa ai regali natalizi fosse un’istituzione già lo sapevo, ma che il venerdì dopo la Festa del ringraziamento fosse stato ribattezzato proprio Black Friday, questo proprio lo ignoravo.

Quindi da oggi in poi quelli che hanno ancora qualche soldo da spendere dopo questa crisi ancora lungi dal finire, si facciano pure avanti e si impegnino a far girare l’economia, almeno loro.

Noi nel frattempo contiamo gli spiccioli nella speranza di arrivare a Natale con almeno qualcosa in tavola.

L’alito fetido delle nostre terre

Come ogni anno le stagioni si susseguono in un incessante andirivieni perno della nostra sicurezza. Tutta la nostra vita ruota intorno alle quattro stagioni. Ma vi una stagione che più di tutte ci accompagna verso la morte inesorabile, quella stagione in cui ogni giorno, ora, minuto che passa ci appare più buia, più triste, più malinconica. E’ quella stagione nella quale lo spirito di ognuno di noi è messo a dura prova.
Quando la mattina lo sguardo scruta fuori dalla finestra alla ricerca del segnale, speranzoso di cogliere anche solo una piccola, timida ombra, ma che inesorabilmente si deve accontentare di Lei. La nebbia.

Come un alito fetido di una palude morta, ogni sera sale dalle profondità della terra portando a galla quei miasmi che decenni di inquinamento hanno sepolto nelle profondità. Ogni sera il suo corpo sinuoso si muove lentamente con il suo alito aghiacciante. Ombre sfuggenti si avventurano a loro rischio e pericolo nella bruma.
Ogni minuto che passa il suo respiro si fa più forte. Ci sono giorni nei quali pare una brezza leggera a spingerla fuori dalla sua tana, in altri invece la forza con cui invade il mondo intero lascia l’uomo interdetto, privo di risposte.

La nebbia ha un suo odore, come ogni cosa su questo sporco mondo, anche Lei sa farsi sentire quando vuole.

Questa è la sua stagione. La stagione del grigio. La stagione del piatto. La stagione dell’umido. La stagione del marcio.

Niente si salva. Nessuno ne ha la possibilità. Solo il fuoco purificatore può vincere la sua forza.

E allora a voi, gente che la sera come la mattina vi aggirate per i meandri di questa terra maledetta, non spaventatevi di quell’odore di morte che a volte sentite uscendo di casa, è solo il suo alito che a volte puzza più di altre. Tirate dritto senza voltarvi mai, tenete lo sguardo fisso davanti a voi, non fatevi distrarre dalle sue fattezze. Sappiate che è il suo richiamo, il richiamo della morte.

Verità assolute

Questa mattina, ancora in preda ai dolori cervicali, ascolto Radio 24 mentre lentamente mi dirigo in ufficio. Argomento del giorno la proposta di legare l’emissione di scontrini fiscali, ricevute, fatture ecc. ad un concorso a premi sul modello Win 4 life per far emergere “dal basso” l’evasione fiscale.

Tra i vari interventi emerge una massima che corrisponde poi ad una verità assoluta: l’evasione fiscale, al pari della prostituzione, sono i due mestieri più vecchi del mondo. Siamo messi bene :)

Gli eroi di Formigine: Ian Solo

Ian Solo, da non confondersi con il personaggio della saga di Guerre Stellari, è un ragazzo che ahimè passa le sue giornata solo, rinchiuso nel suo negozio. Il negozio è stato aperto poco più di un anno fa, diciamo nel settembre 2008, un negozio abbastanza grande che dovrebbe vendere profumi. Essendo vicino a casa, passo abbastanza regolarmente davanti alle sue vetrine, sia in macchina che a piedi, e quello che vedo è desolante.

La scena che mi si presenta è sempre la stessa da un anno: Ian Solo alla scrivania piegato sul suo computer portatile, il negozio inesorabilmente vuoto. Ma vuoto non solo di clienti anche di profumi, infatti uno degli aspetti più sconcertanti è l’assoluta mancava di espositori per profumi, fanno bella presenza solo un paio di scaffalature che nel tempo hanno cambiato posizione anche per cercare di ridurre quella sensazione di vuoto spinto.

Giuro che non ho mai visto un cliente dentro quel negozio, nè qualcuno che sbirciasse le vetrine, del resto non c’è niente da vedere.

Il mistero che avvolge Ian Solo si infittisce ovviamente di mese in mese. Completamente ignorato dalla maggioranza degli abitanti, Ian Solo cerca consolazione nell’amico computer, un freddo calcolatore che rispecchia il gelo che il suo negozio infonde a chi malauguratamente guarda al suo interno. Ian Solo fluttua così nello spazio siderale senza meta, se qualcuno colta da pietà volesse fermarlo credo che farebbe cosa gradita non solo a noi che lo vediamo piegato ogni giorno sul monitor, ma anche a lui in modo da dargli nuova linfa vitale.

Magari questo secondo Natale ormai alle porte, donerà a Ian Solo un po’ di clientela, del resto le vie del Signore sono infinite (o quasi).

Yessss

Storm approaching…

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