Azkaban, un posto come un altro dove vivere

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Nota dell’autore

Il viaggio raccontato in questo libro è stato interrotto a causa di combattimenti in corso nell’Afghanistan del Nord. La parte rinviata allora è stata percorsa l’anno successivo, nella stessa stagione.
Vista l’instabilità politica del territorio attraversato, l’identità di molte persone descritte nel corso della narrazione è stata contraffatta.

Colin Thubron, Ombre sulla via della seta

La discooooooooooooooooooooo!

“Le discoteche chiariscono le idee su quello che conta veramente.
Le discoteche, a volte, ti restituiscono il futuro.”

Da “ho 12 anni faccio la cubista mi chiamano principessa”

La porta proibita

Leggendo questo libro di Terzani mi sono imbattuto in un passaggio, che secondo me dovrebbe far riflettere, che oggi mi fa sorridere, ma che pensando ad alcuni miei amici mi fa rabbridire.

I giovani di oggi fanno troppe domande, parlano troppo della loro libertà e non capiscono i principi, dice un funzionario del partito di Shengyang. Dalla morte di Mao, e dopo il completo rovesciamento delle sue politiche, la pratica dell’indottrinamento e delle frequentissime riunion, in cui gli slogan del momento venivano martellati nella testa della gente, è rallentata, e ora davvero la gente pone, anche in pubblico, domande che un tempo sarebbero state assolutamente impensabili.

“Se il socialismo è così buono, com’è che non riusciamo mai a raggiungere il mondo capitalista?” chiede un lettore in una lettera indirizzata al Quotidiano dei Lavoratori. E un altro: “Gli operai nel capitalismo sono sfruttati, si sa, eppure vivono meglio di noi che non siamo sfruttati. Loro hanno macchine, frigoriferi, televisori, e noi no. Perchè?”

Il giornale dei sindacati ha dovuto reagire a queste domande poste dagli operai, e in un editoriale intitolato Solo il socialismo può salvare la Cina, affisso nelle bacheche di tutte le fabbriche, si legge: Non fosse stato per le immense distruzioni causate dalla Banda dei Quattro nei diaci anni di caos, la differenza fra noi e i paesi occidentali sarebbe minima.

Fai quello che vuoi basta che sia quello che voglio io

“Bisogna sempre agire secondo i dettami del Partito, anche se magari la pensi diversamente o in maniera completamente opposta. Sì, opposta, perchè non sei una macchina, sei un membro vivo del Partito.
Ma, naturalmente, se non sei d’accordo te lo tieni per te, non lo vai mica a dire in giro. Devi agire secondo ciò che il Partito considera necessario. Ed è proprio lì la differenza tra la coerenza leninista con i pricipi da una parte e un’astratta “coerenza con i principi”, una scrupolosità apolitica, dall’altra.”

Tratto da “Angeli sulla punta di uno spillo” di  Druznikov Jurij.

Recentemente ho sentito un’intervista ad uno di quelli che non deve essere nominato e il concetto del “dì quello che vuoi ma poi fai quello che ti diciamo” non si discosta molto da quello riportato sopra.
Tempi cupi ci aspettano.

L’ombra del vento

“Ci sedemmo al tavolo del retro bottega, circondati dai libri e dal silenzio.
La città era addormentata e la libreria pareva una barca alla deriva in un oceano di quiete.”

L’ombra del vento, Ruiz Zafon Carlos

Aspro e dolce

“Se si deve annegare, meglio annegare nel mar grande.”
Mauro Corona, Aspro e dolce

Gabriella garofano e cannella

“Un uomo – e anche questa era una questione d’onore – respingere una bella donna quando questa, incantata dalle parole, paragonandolo ad un santo di chiesa, intontita dal sapore aspro dei medicinali, gli cascava fra le braccia con i denti piombati, ma con il cuore trafitto per sempre? L’uomo ha pure un onore maschile da difendere.”

Sulle punte

Una spassosissima barzelletta che si racconta nel libro.
Vista anche le ultime pendenze verso sinistra penso che calzi a pennello:

Il giorno prima del corteo del Primo Maggio il sindaco di Cernosice da due poster a uno zingaro perchè li metta alla sua finistra. Sono una foto di Lenin e una di Stalin.
Il sindaco dice allo zingaro: ‘Voglio vedere questi poster dietro la tua finestra, altrimenti ti faccio passare un bel guaio. Capito?’
‘Capito’ fa lo zingaro. Ma ovviamente non si sveglia in tempo e si perde l’inizio del corteo.
A un tratto lo sente passare sotto casa sua. In preda al panico salta fuori dal letto nudo com’è, prende i poster e li tiene contro la finestra.
Alla fine passa il sindaco. Vede lo zingaro, si mette a gesticolare come un matto e grida: ‘Togli quel cazzo!’
‘Quale?’ chiede lo zingaro. ‘Quello pelato in divisa o quello coi baffi?’

A volte mi faccio paura

Eh sì, mi sono talmente intrippato con sto libro sui numeri primi che leggendo scopro una cosa bellissima: come il SETI program (SETI@HOME) anche qui esiste un programma simile di calcolo distribuito che si preoccupa di verificare i numeri di Mersenne.
Cosa sono?
Beh in pratica Mersenne affermò che se 2n -1 è un numero primo, allora n è primo.
Ovviamente questo era vero solo in parte, soprattutto fino alla fine dell’ottocento quando il calcolo “a mano” di 2n si fermò a 2127. Solo con l’avvento dei calcolatori CRAY iniziò la vera corsa ai primi da record.
Ovviamente per poter verificare effettivamente che il numero ricavato è un numero primo, prima nel 1870 da Lucas e successivamente nel 1930 da Lehmer, è stato sviluppato un test di verifica sui numeri di Mersenne.
Ad oggi è stato trovato il 43esimo numero di Mersenne pari a 9,152,052 di cifre, impressionante!!!

Al momento ho installato il programmillo che sta effettuando i primi test per controllare il perfetto funzionamento, in pratica cpu costante tra il 60% e il 99% di utilizzo: non male.
Al momento sembra funzionare correttamente, vedremo poi, visto che lo farò lavorare solo di notte, la cosa però è veramente intrigante. :)

Narciso e Boccadoro

“La morte pallida e ossuta portava via ballando gli uomini dalla vita, il re, il vescovo, l’abate, il conte, il cavaliere, il medico, il contadino, il lanzichenecco, tutti prendeva con sè, e dei musicanti scheletrici accompagnavano la danza suonando su ossa cave.”

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