Azkaban, un posto come un altro dove vivere

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Gli spiriti dell’aria #7

Io credo che la montagna non sia fatta perchè qualcuno possa mostrare l’uso di una particolare tecnica, a qualsiasi costo, e tanto meno perchè qualcuno possa far mostra della propria bravura. Sarebbe un criterio per lo meno scorretto. La montagna non è uno strumento per valutare le capacità , è qualcosa di ben più grande, come un grande albero di fianco ad un formicaio. Puoi essere la formica più veloce, la più attiva, ma l’essenza dell’albero ti sfugge. Su una montagna l’uomo può solo tentare di capire, qualche volta vi si avvicina, ma quando ci arriva veramente non ha più bisogno di parole nè di misura.

Orgoglio e pregiudizio #1

“E quando faremo ritorno, non accadrà di noi come degli altri viaggiatori, che non sono capaci di dare un’idea esatta di ogni cosa. Noi sapremo dove siamo stati, ci ricorderemo di ciò che avremo veduto.”

Gli spiriti dell’aria #6

“E’ molto bello qui” commenta infine togliendosi la pipa di bocca; e poi, indicando i costoni calcarei dell’Untersberg, “Lo vedi quel bosco?” Una pausa. “Da noi sono più grandi, molto più grandi, non finiscono mai. Quando riuscirai a immaginarli, vuol dire che sei già là, in Canada, nelle Rocky Mountains.”

Gli spiriti dell’aria #5

Ecco, sotto di noi si riconoscono ormai le case. Rosse, gialle, azzurre, verdi, arancioni, ci sono tutti i colori, come se un pittore burlone avesse spruzzato più volte il suo pennello sul bruno granito dell’isola.

Gli spiriti dell’aria #4

In ogni caso va usato il buon senso che – e non solo in montagna – vale più della teoria, soprattutto se conti di tornare a casa a raccontare la storia.

Gli spiriti dell’aria #3

La tua terra non è semplicemente il posto dove sei nato e vissuto da bambino. La tua terra si espande e man mano che tu vivi le tue radici affondano nel suolo di altri paesi. E’ un dono della vita, ma anche un peso, perchè gioia e nostalgia diventano tuoi compagni sempre più inseparabili.

Gli spiriti dell’aria #2

Come l’ardita e cupa prora di una nave, l’Aiguille Noire fende i flutti dell’aria portati dalla tempesta. Ciuffi di nubi salgono verticali sopra la cresta, come bandiere. Noi invece siamo qui, schiacciati contro la parete. Le nebbie fluttuano sopra di noi, sprazzi di luce, là dove comincia la neve.

Gli spiriti dell’aria #1

A ogni movimento devo avere tre punti d’appoggio, come dice la vecchia regola dell’alpinismo, o due mani e un piede, o due piedi e una mano, mentre l’altro, piede o mano, cerca il nuovo appiglio.

Il deserto dei Tartari

Solo se ne stava nella sua stanza, la mamma pregava in chiesa, i fratelli erano lontani, tutto il mondo viveva dunque senza alcun bisogno di Giovanni Drogo.

Serial killer in Gran Bretagna

La cronaca nera non è certo un genere alto, e deve il suo successo più che altro alla tendenza di sfruttare i più bassi istinti voyeristici del pubblico. Tuttavia, ogni tanto assolve a una funzione meritoria: i ricorda che non esiste un’azione talmente spregevole da non essere compiuta, e che il troppo orribile per essere vero non è un’obiezione che si può applicare al mondo reale.

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