Azkaban, un posto come un altro dove vivere

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Serial killer in Gran Bretagna

La cronaca nera non è certo un genere alto, e deve il suo successo più che altro alla tendenza di sfruttare i più bassi istinti voyeristici del pubblico. Tuttavia, ogni tanto assolve a una funzione meritoria: i ricorda che non esiste un’azione talmente spregevole da non essere compiuta, e che il troppo orribile per essere vero non è un’obiezione che si può applicare al mondo reale.

Un eroe per l’Impero Romano

“Certe cose si fa finta di non saperle, ai vertici. Ma se poi qualcuno le denuncia, la faccenda diventa di dominio pubblico e tutti gridano allo scandalo. Così lo Stato si sente obbligato a intervenire. E la pacchia finisce per tutti; almeno per un po’. Certi sistemi vanno avanti da sempre.”

Gli ultimi fuochi dell’impero romano: spot

La burocrazia aveva ormai caratteri persecutori. Non era più una macchina al servizio dell’Impero ma un diabolico ingranaggio creatore di intralci. Invece di colpire chi si rendeva responsabile di qualche irregolarità, colpiva a caso. Il cittadino vittima di un errore, per qualche regolamento arcaico o per la distrazione di uno scrivano, non riusciva più a districarsene. Aveva la stessa possibilità di sfuggire alle pergamene di quella che si offriva al trasgressore delle leggi: corrompere un funzionario. 458 d.C.

Non mi pare sia cambiato molto in questi ultimi 1551 anni :)

La fine dell’Eternità: spot

Con la scomparsa del cronoscafo, pensò, mentre Noys scivolava lentamente tra le sue braccia, giungeva le fine, la completa, definitiva fine dell’Eternità.
…e il principio dell’Infinito.

Il bar delle grandi speranze – incipit

“Ognuno di noi ha un luogo sacro, un rifugio, dove il suo cuore è più puro, la sua mente più lucida, dove si sente più vicino a Dio o all’amore o alla verità o a qualunque cosa gli capiti di venerare.”

J. R. Moehringer, Il bar delle grandi speranze

Terra del fuoco – incipit 2

“Ci sono paesaggi, come certi istanti della vita, che non si possono cancellare mai dalla mente; tornano sempre ad attraversarci dal di dentro, con intensità ogni volta più forte. E volgere l’ultimo sguardo al mare fu uno di questi; avevamo voltato la testa per non perdere l’estrema visione di quella speranza e addentrarci definitivamente nella terra dell’oblio.”

Francisco Coloane, Terra del Fuoco

Terra del fuoco – incipit

“A ritmo lento, quelli sulla scialuppa giravano il volano della pompa, affinchè il cordone ombelicale inviasse il sostegno vitale al figlio della terra disceso nel ventre sottomarino.”

Francisco Coloane, Terra del Fuoco

La città della gioia – incipit

“Se Dio ha tempo per ascoltarmi, ne ha necessariamente per amarmi?”

Dominique Lapierre, La città della gioia

Ombre sulla via della seta

“Dopo un’ora m ha offerto il pranzo, aprendo la palma raggrinzita che conteneva una nove e cinque chicchi di uva passa.”

Colin Thubron, “Ombre sulla via della seta”.

Nota dell’autore

Il viaggio raccontato in questo libro è stato interrotto a causa di combattimenti in corso nell’Afghanistan del Nord. La parte rinviata allora è stata percorsa l’anno successivo, nella stessa stagione.
Vista l’instabilità politica del territorio attraversato, l’identità di molte persone descritte nel corso della narrazione è stata contraffatta.

Colin Thubron, Ombre sulla via della seta

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