Azkaban, un posto come un altro dove vivere

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How to be good

Serata animata quella di ieri sera al Club di lettura, di scena How to be good di Nick Hornby, devo dire che ieri quasi sicuramente è stata la serata migliore dall’inizio di questa esperienza, 2 ore di dibattito serrato sui temi del libro con idee veramente molto interessanti.

Prossimo appuntamento a metà giugno con Gabriella garofano e cannella di Jorge Amado, si prospetta un libro veramente interessante.
Ecco la trama:

Gabriella dal profumo di garofano e dal colore di cannella, mulatta sinuosa che non cammina ma balla, che non parla ma canta, è arrivata con tanti altri emigranti dall’interno del sertão sul litorale, per non morire di fame. È arrivata a piedi, danzando sulla terra riarsa fino a Ilhéus per la gioia e la dannazione dell’arabo Nacib. Selvatica e spontanea, incapace di tutto fuorché d’amare e cucinare, la scalza Gabriella assiste senza molto capire agli intrighi della cittadina, ai mutamenti sociali, all’evoluzione della mentalità, alle beghe che scoppiano tra i fazendeiros per la supremazia nel mercato del cacao. 

Il libro

Legendo il libro “Il torema del pappagallo” di Denis Guedj mi sono imbatuta in gueste frase:

“dal “Il cadì e la mosca” di un contemporaneo di al-Khwarizmi

< < I libri non resuscitano i morti, e non fanno di un idiota un uomo capace di ragionare, né di uno stupido un individuo intelligente: aguzzano lo spirito, lo destano, lo affinano e appagano la sua sete di cono scienza. Quanto a chi vuol sapere tutto, è meglio che la famiglia lo faccia curare, perché un simile desiderio non può che nascere da un turbamento delle spirito. Muto quando gli imponi il silenzio, eloquente quando lo fai parlare. Grazie al libro, puoi apprendere nello spazio di un mese quello che un’’eternità’ non ti consentirebbe di apprendere dalle labbra di un sapiente, e questo senza farti contrarre debiti di sapere. Ti libera dall’imbarazzo, ti soleva dalla necessità di frequentare persone odiose e di avere rapporti con individui stupidi e incapaci di comprendere. Ti obbedisce di giorno come di notte, tanto in viaggio quanto nei periodi in cui sei sedentario. Se cadi in disgrazia non per questo il libro rinuncia a servirti; se venti contrari soffiano contro di te, non ti si rivolta contro. Accade talvolta che il libro dia superiore al suo autore…>> “

 

Narciso e Boccadoro

Nel Medioevo leggendario del cattolicesimo monastico si snoda la storia dell’amicizia fra il dotto e ascetico Narciso, destinato a una brillante carriera religiosa al riparo dalle insidie del mondo e della storia, e Boccadoro, l’artista geniale e vagabondo, tentato dall’infinita ricchezza della vita e segretamente innamorato anche della sua caducità.
Ripercorrendo una delle epoche storiche che più gli erano congeniali, Herman Hesse torna a riflettere sul tema, centrale nella sua poetica, del contrasto fra natura e spirito, fra eros e logos, fra arte e ascesi, alla ricerca di una loro possibile integrazione.
Narciso e Boccadoro (1930), che è stato uno dei suoi maggiori successi a dispetto delle riserve espresse dalla critica più recente, pone al lettore, in un’accattivante, limpida fusione di favola simbolica e romanzo picaresco, i medesimi, inquietanti interrogativi sulla condizione dell’uomo contemporaneo che le altre opere dello scrittore, in particolare Il lupo della steppa, affrontano nelle norme ardite e dissodanti della modernità.

Personalmente gli aspetti che più mi hanno catturato e fatto pensare sono 3.
Il primo riguarda il concetto di amicizia, che in questo libro è espresso in diverse forme e in diversi livelli, quello che più mi ha sorpreso è questo rapporto tra Narciso e Boccadoro che si estende al di la delle differenze evidenti tra i due, uno pio e casto, l’altro dissoluto e opportunitsta, al di la del tempo, infatti dopo un non precisato numero di anni, l’incontro tra i due si svolge come se niente fosse stato in quel lasso di tempo, come se in fondo fosse stata solo ieri la partenza di Boccadoro, insomma un pensiero secondo me estremamente positivo nei riguardi dell’amicizia.

Il secondo riguarda l’amore, è questo infatti un libro che tracima amore, la vita dissoluta di Boccadoro che passa da un fienile all’altro, da un letto ad un altro ci porta a vivere le sue avventure con una passione veramente eccezionale; ma sull’amore di Boccadoro penso ci sarebbe molto da dire, infatti una delle cose che più risalta di lui, è l’incapacità di amare veramente un’altra persona, nella fattispece una donna, in fondo nonostante le esperienze e l’età che man mano aumenta, non imparerà mai a rapportarsi con una donna in maniera adulta.
Un esempio eclatante è il momento in cui nei confronti di Lidia abbandona quasi inconsciamente il suo modo abituale per avventurarsi nel mondo delle parole e in questo modo rischiando seriamente di compromettere la conquista della bella di turno. Ragion per cui rivede in maniera drastica questo suo comportamento ripromettendosi di lasciar fare d’ora in poi solo ed esclusivamente ai sensi, insomma un amore infantile fatto molto di fisicità e pochissimo di spiritualità.

Il terzo riguarda l’arte, punto finale del percorso educativo di Boccadoro, esprime alcuni concetti veramente molto interessanti, momento secondo me estramemente importante è quando i due discuisiscono sulla materia e viene espresso questo concetto:

“Molto prima che una figura artistica diventi visibile ed acquisti realtà, essa esiste già come immagine nell’anima dell’artista!”

Concetto che mi trova completamente d’accordo.

Nel complesso un libro veramente bello a cui la corcice storica da un tocco di maestria.

Meglio del previsto

Sinceramente pensavo peggio, ma alla fine i giudizi sul libro scelto, Treni di Ettore Mo, non sono poi stati così male.
Nonostante la mia grande delusione per questo libro, gli altri lettori hanno invece dimostrato un forte interesse, per lo meno su alcuni aspetti del testo.
Unico punto fermo per tutti rimane comunque lo stile di scrittura ridotta a mera cronaca giornalistica che rende la lettura estremamente fredda e distaccata, inoltre, ed è qui il bello di confrontarsi su una lettura, sono stati messi in evidenza alcuni passaggi su cui io per esempio avevo sorvolato o avevo dato poca attenzione; insomma nonostante tutte le mie riserve alla fine è andata.
Rimane solo da capire come ammortizzare una spesa di 15 euro che veramente non li vale.

Domani il Club di lettura

Oh yeah!
Domani per la prima volta il Club si ritrova a casa nostra, la cosa presenta evidenti problemi logistici.
Infatti ad ogni incontro il numero di persone presenti è sempre aumentato di 1 o 2 unità, questa volta temo il boom.
Infatti le presenze certe in più sono una mia cugina, Licia Francesco e la piccola Emma, un’amica dell’Elisa, un’amica della Francesca, insomma si rischia il tutto esaurito per una stanza di 20 metri quadri già stipata al massimo.
Ci sarà da divertirsi non vedo l’ora.

TUTTO FINISCE QUA

“Tutto finisce qua “ mi disse lei con lo sguardi fisso.
“No…ma perché, non capisco. Ti prego dammi un’altra opportunità�. Ma lei era già sparita.
Ad improvviso mi trovo solo su una strada buia e deserta, ad un ora improbabile della notte, avvolto da una nebbia che non mi permette neanche di respirare.
Mi sento perso, smarrito, solo. Mi scendono le lacrime come ad un bambino che ha perso la mamma.
Non riesco a spiegarmi cosa sia successo, dove ho sbagliato, cosa ho fatto per farla allontanare.
E’ arrivata nella mia vita sei mesi fa.
Lo incontrata fuori dalla scuola. Si era piegata per allacciasi una scarpa è mi ha fatto inciampare…non l’avevo vista. Ha alzato lo sguardo e due occhi neri mi hanno trafitto con rabbia.
“Ti chiedo scusa non ti avevo vista….Posso aiutarti?�
Mi porse la mano per farla alzare. Il suo calore mi ha avvolto subito. I minuti passavano e io non riuscivo a togliere né lo sguardo dai suoi occhi freddi, né la mano dalla sua.
Sei mesi…. In cosi poco tempo la mia vita è cambiata radicalmente.
Non andavo più a scuola, non parlavo con nessuno. Ero a sua completa disposizione, tagliato fuori dal mondo che fino a quel momento avevo conosciuto.
Passavamo ore a gironzolare ere la città. A lei piaceva camminare, e io la seguivo. A lei piaceva osservare la gente e ci fermavamo spesso su qualche panchina. Restavamo fremi là, lei a guardare la gente, io a guardare lei.
Non potevo far almeno di guardarla. Sentivo di dovere dormire con gli occhi aperti per non perdere nessun movimento delle sue labbra, nessun respiro…..
Parlavamo tanto. Anzi io parlavo tanto. Le raccontavo la mia vita, quella vissuta e quella immaginata. Lei mi ascoltava, o cosi mi sembrava e solo raramente mi faceva sentire la sua voce.
Qualche debole “lo so�, oppure �si caro avevo gia sentito questo� .
Mi ricordo la prima volta che mi ha chiamato “caro�. Era passato un mese e stavamo tornado a casa bagnati fino alla pelle da una fredda pioggia autunnale. Non le piaceva usare l’ombrello, e quella fu la prima volta che avevo sentito il piacere delle gocce di pioggia sulla pelle. Avevo cominciato ad amare la pioggia e lei mi ha ripagato con un “caro�.
Quella sera si è fermata a dormire da me.
Quella sera…mi ha fatto sentire la morbidezza delle sue labbra. Mi ha preso per mano e poi mi ha portato nella camera da letto. Mi ha spogliato e mi ha fatto sdraiare sul letto. Avevo freddo e miei capelli erano ancora bagnati, ma le ho obbedito.
Mi sembra di vederla come oggi, con la sua gonna da zingara color bordeaux e il maglioncino in tinta. Se lo è sfilato lentamente e lo ha lasciato cadere pesante sul tappeto. Era nuda, completamente nuda ed è rimasta lì per un po’. Per farsi guardare, per farmi innamorare. La stanza era buia e l’unica luce che me la faceva vedere erano i fanali delle macchine che correvano sotto casa mia.
Dopo un po’ è venuta a sdraiarsi di fianco a me. Sentivo il calore emanato dalla sua pelle, ma non mi attentavo di toccarla. Lei ha preso le mie mani e le ha poggiate sul suo petto. Era piccolo e sodo. Poi mi ha baciato. Ho sentito le sue labbra carnose e poi la lingua che si infilava dentro la mia bocca alla ricerca di una nuova sensazione e lo sentita dire. “fai pure tutto quello che ti senti�.
Quella note i nostro corpi si sono uniti piano, piano per darci il tempo di conoscerci uno con l’altra.
Il giorno dopo abbiamo ripreso le nostre passeggiate e le nostre osservazioni ma lei mi ha chiesto di parlarle della gente. Ho cominciato a raccontarli dei miei parenti, dei miei amici, e lei mi ascoltava e memorizzava tutte le mie parole.
Un altro mese è passato prima che lei mi si offrisse di nuovo. E quella volta è stato tutto diverso. Mi ha preso con forza anche se io non opponevo nessuna resistenza. Lo sentita godere con piccoli spasmi e poi si e lasciata prendere. Ancora e ancora.
Le notti diventavano sempre più lunghe e lei era sempre più passionale. Passavamo sempre più tempo a letto ed ero sempre più ubriaco di lei.
In quei giorni aveva scoperto un altro piacere…la lettura. Le nostre passeggiate finivano sempre in biblioteca, dove lei poteva leggere e osservare. Ogni tanto mi trovavo a girovagare tra le file polverose senza saper come ci ero arrivato, ma poi giravo lo sguardo e la vedevo là, sulla poltrona. E tornavo da lei come un cagnolino che senza il suo padrone è perso.

Tutto questo fino ad una settimana fa.
Faceva freddo e la neve non si era ancora sciolta. Ma nell’aria si sentiva l’odore della primavera. Lei mi ha preso per mano per andare a casa. La sentivo fremere di desiderio. Ma io non volevo rincasare, volevo saziare le mie narici di quell’aria. Mi sono sentito dire “andiamo al cinema, è tanto che non ci vado!� Lei ha mollato piano la presa e incredula si e fermata per guardarmi. Mi ha lasciato fare e siamo entrati in un cinema nuovo con tante luci, troppe luci. Ma lei mi ha lasciato fare.
Quella sera non si è fermata da me.
Il giorno dopo abbiamo ripreso le passeggiate e le osservazioni, solo che adesso io non parlavo più, anche io guardavo la gente che mi passava accanto. E mi sembrava di riconoscerla.
Sei giorni, sei giorni cosi.
Fino a stasera quando l’ho sentita dire “Tutto finisce qua�

Mi gira la testa…sento il mondo che mi gira intorno. Mi sembra di svegliarmi da un sogno. Sto stringendo gli occhi…no, non mi voglio svegliare. Non la voglio perdere, non c’è la faccio a vivere senza di lei.
Sono caduto nella sua rete come una mosca nella rete di un ragno. Mi ha preso, mi ha bendato, e ha cercato di farmi vedere il mondo attraverso di lei.
No, mi ha solo usato.
No, lei sapeva come doveva andava il mondo, lei ha cercato di farmi capire.
No, no sono stato sono una marionetta.
Mi gira la testa, non so cosa pensare, non so pensare…
Il mondo gira sempre più in fretta come per farmi sapere tutto quello che mi sono perso in questi sei mesi.
La nebbia mi avvolge.
Un suono…lo riconosco…sono gomme che strisciano sull’asfalto.
Un tonfo secco.
Il mondo gira sempre più veloce.
Si è fermato…….

E’ veramente dura

La scadenza del 12 ottobre è sempre più vicina e non c’è verso di riuscire a fare progressi degni di nota nella lettura di Garp.
La cosa è veramente assurda, anche ieri sera, spenta la tv mi sono impegnato sul divano a leggere almeno un capitolo, il risultato è che dopo poche pagine la palpebra cedeva al sonno e dire che non ero stanco anzi, avevo proprio voglia di leggere.
Comincio a pensare che questo libro sia propedeutico al sonno.

La Garpite

Letture di GarpEcco non avrei mai pensato che la semplice partecipazione ad un club di lettura, per quanto adori leggere, potesse creare già nelle prime settimane sindromi dai risvolti decisamente preoccupanti.
Come si vede dalla foto, la necessità di terminare il libro entro il 12 ottobre ha costretto alcuni dei partecipanti a dedicarsi alla lettura del libro in ogni momento libero, ecco quindi che una pausa durante un trekking si può rivelare assolutamente propedeutica alla cosa.
Se non fosse poi che le gesta del mitico Garp hanno generato inesorabilmente la Garpite, quella malattia insomma che ti porta ad indentificare con la parola Garp, qualunque cosa, siano oggetti che azioni che esclamazioni.
Un comportamente decisamente infantile direte.
Io non ne sarei così convinto, infatti se andiamo a fondo a scavare nella storia del personaggio vedremo che ognuno di noi ha un po’ di Garp dentro di se, basta saperlo ammetere ed il mondo sarà migliore.

Il futuro Club di lettura

Brava Elisa ti appoggio in pieno. Non vedo l’ora di iniziare!!!

taratataaaa…ho deciso di fondare un Club di Lettura. Quindi, chi ama leggere, chi ha voglia di incontrare nuova gente, o di conoscere meglio vecchi amici. Chi desidera aprirsi a nuovi stimoli , allargare i propri orizzonti, inserendo nel proprio bagaglio culturale scelte che magari non avrebbe forse mai fatto. Chi ha il gusto di ritrovarsi con gente diversa a parlare e scambiarsi opinioni: ecco a voi un’opportunità da non perdere!
In cosa consiste esattamente? Semplice. Ogni partecipante a turno propone un libro al gruppo. Tutti quindi leggeremo lo stesso romanzo x un tempo da definire insieme (es. 1 mese o 2…dipende dalla lunghezza). La persona che ha proposto il romanzo avrà poi il compito di organizzare un incontro con il gruppo x parlare del libro e x dare la possibilità ad un’altro di avanzare una nuova proposta.

Ci sono alcune regole da seguire, non stabilite da me, ma ispirate ad altri club simili:
1) La persona che decide il libro da leggere viene estratta a sorte. Se la persona estratta non ha al momento nessun libro da proporre, si estrarrà un altro nome.
2) Siccome il rispetto delle altrui opinioni e gusti dovrebbe essere alla base di questo club, sarebbe corretto non criticare un libro al momento della proposta. Se uno lo ha già letto e non gli è piaciuto, non dovrebbe condizionare la lettura agli altri partecipanti e tenere i propri commenti x il momento di discussione comune. Il libro scelto è l’espressione della sensibilità di una persona ed è chiaro che non tutti condivideremo i suoi gusti.
3) La data dell’incontro successivo viene decisa di mese in mese, così da dare la possibità a tutti di tenersi liberi. Chi propone il libro deve anche occuparsi di trovare un luogo di incontro, dove si riesca a parlare. Trovare la data perfetta è impossibile, quindi si andrà con la maggioranza e la disponibilità dell’organizzatore di turno.
4) Ogni partecipante si impegna a leggere il libro proposto nel tempo stabilito e a trovare nuovi spunti di lettura x il gruppo.
5) E’ indispensabile incontrarsi fisicamente…questo club non è nato per diventare un’esperienza virtuale, anche se verrà inviato un bollettino informativo a tutti via email.

Il primo incontro sarà venerdì 5 settembre, verso le 20.30, organizzato da me. Per cortesia, chi è interessato mi mandi una mail di conferma entro la fine di agosto. Anche perchè così so se siamo in 4 gatti o in un esercito. Naturalmente ognuno si può aggregare o “disgregare” quando vuole durante l’anno.
Questo è il succo. Credo di avere mandato la mail a tutti quelli che conosco, o che almeno ho in rubrica, ma ognuno di voi è libero di estendere l’invito a chi desidera.

Grazie per la cortese attenzione e buona estate :-)

Elisa

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