Azkaban, un posto come un altro dove vivere

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ITIS Galileo

Io che sono di estrazione non certo classica venendo da un ITIS, ho sorriso allegramente alle battute iniziali sui liceali classici. Un inizio spumeggiante, un proseguo interessante, un finale sottotono. Ecco in tre parole tre quello che mi è parso di portare a casa ieri pomeriggio dopo aver visto “ITIS Galileo” di Marco Paolini.

Per me era la prima volta che vedevo Paolini dal vivo e avevo, non lo nascondo, molte aspettative. Devo dire che uscito da teatro la prima impressione è stata quella di una grande coerenza di emozioni e sentimenti tra il “visto in tv” e il “visto dal vivo”, nel senso che fatte le inevitabili distinzioni (pro e contro) tra televisione e teatro, per quanto mi riguarda ho notato nelle mie reazioni una identica reazione indipendentemente dal mezzo e questo non può che farmi piacere. Ovvio che la tv offre un qualcosa in più in termini di visibilità espressiva, il teatro di contro ti permette di averlo lì, a un tiro di schioppo per così dire.

Sono quindi estremamente soddisfatto dall’esperienza dell’uomo, forse un po’ meno da quella dello spettacolo.

E’ evidente che non si può fare un paragone con alcune pietre miliari di Paolini, sarebbe ingiusto, ma è altre sì evidente che il confronto viene spontaneo. Quindi se elimino l’entusiasmo per la “prima volta” della persona, lo spettacolo in se presenta alcuni punti morti, sopratutto verso la fine (non nascondo che mi sono mezzo addormentato), anche se il contenuto è di sicuro interesse.

Le similitudini della nostra società con quelle del seicento si sprecano e reputo questo spettacolo assolutamente attuale. Diciamo che mi è rimasto un retrogusto amaro e confermo come giustissima la scelta di non vedere “Ausmerzen” prima di questo spettacolo, lo avrebbe sicuramente surclassato come Vajont e Il Sergente.

Insomma, bravo, anzi, bravissimo Paolini a cimentarsi su terreni impervi, come sempre una verga di sarcasmo ed ironia sapientemente dosate, rendono il tutto piacevole. Quel sentimento di leggera tristezza che ogni suo spettacolo lascia negli animi è ormai un suo “marchio di fabbrica”.

Bolliwood

Ieri sera siamo stati a Bologna, al teatro Europa, a vedere lo spettacolo Bolliwood.

Erano veramente tanti anni che non andavo a teatro e l’ultimo musical che avevo visto era Cats (messo in scena da una compagnia amatoriale).

Mi rendo conto che l’esperienza teatrale è una cosa che mi piace tanto, è una cosa che mi da emozioni positive. Quella di ieri sera poi è stata una sorpresa bellissima. Uno spettacolo nel quale musica, colori e balli la fanno da padrone.

Anche se la storia in se non è niente di speciale, tutto il resto, e non esagero dicendo così, vale assolutamente la pena di essere visto.

Un mix tra tradizione ed innovazione sia nella musica che nei costumi, fanno di questo show un’esperienza fantastica.

Il bagno sotto la cascata

Non so se ne avremo il coraggio ma questo weekend saremo ospiti di Silvia e Max e tra le altre iniziative che hanno organizzato c’è proprio il bagno sotto la cascata :D

A Verona con Carmen di Bizet

Stasera gran serata.

Porto la mia dolce metà all’opera!

Ebbene si, stasera si va all’Arena di Verona per assistere a Carmen. (opera che ho gai visto 2-3 volte nel mio paese d’origine).

Purtroppo per lui, quando abbiamo comprato i biglietti, non avevamo sotto mano il programma dei mondiali, e cosi, invece di stare spaparanzati sul divano a guardare 22 cosiddetti sportivi strapagati che rincorrono un pallone, ci faremo un po’ di cultura musicale (che non fa mai male).

I binocoli ci sono (da dove saremo seduti è l’unica maniera per capire cosa succede sul palco). Dobbiamo solo procurarci un paio di cuscini e siamo a posto.

Non vedo l’ora di vedere un’opera nel contesto dell’arena. Anche perché questo è un mio desiderio da qualche anno.

Per me, che vengo da una capitale, è molto difficile non avere a portata di “mano” certe facilità che solo una grande città ti può offrire. I teatri costano sempre moltissimo, e la scelta è veramente limitata. Non ci sono offerte per i giovani, o per gli studenti. Ecco un altro motivo per il quale mi manca molto il mio paese.

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