Feb 7, 2011 1
ITIS Galileo
Io che sono di estrazione non certo classica venendo da un ITIS, ho sorriso allegramente alle battute iniziali sui liceali classici. Un inizio spumeggiante, un proseguo interessante, un finale sottotono. Ecco in tre parole tre quello che mi è parso di portare a casa ieri pomeriggio dopo aver visto “ITIS Galileo” di Marco Paolini.
Per me era la prima volta che vedevo Paolini dal vivo e avevo, non lo nascondo, molte aspettative. Devo dire che uscito da teatro la prima impressione è stata quella di una grande coerenza di emozioni e sentimenti tra il “visto in tv” e il “visto dal vivo”, nel senso che fatte le inevitabili distinzioni (pro e contro) tra televisione e teatro, per quanto mi riguarda ho notato nelle mie reazioni una identica reazione indipendentemente dal mezzo e questo non può che farmi piacere. Ovvio che la tv offre un qualcosa in più in termini di visibilità espressiva, il teatro di contro ti permette di averlo lì, a un tiro di schioppo per così dire.
Sono quindi estremamente soddisfatto dall’esperienza dell’uomo, forse un po’ meno da quella dello spettacolo.
E’ evidente che non si può fare un paragone con alcune pietre miliari di Paolini, sarebbe ingiusto, ma è altre sì evidente che il confronto viene spontaneo. Quindi se elimino l’entusiasmo per la “prima volta” della persona, lo spettacolo in se presenta alcuni punti morti, sopratutto verso la fine (non nascondo che mi sono mezzo addormentato), anche se il contenuto è di sicuro interesse.
Le similitudini della nostra società con quelle del seicento si sprecano e reputo questo spettacolo assolutamente attuale. Diciamo che mi è rimasto un retrogusto amaro e confermo come giustissima la scelta di non vedere “Ausmerzen” prima di questo spettacolo, lo avrebbe sicuramente surclassato come Vajont e Il Sergente.
Insomma, bravo, anzi, bravissimo Paolini a cimentarsi su terreni impervi, come sempre una verga di sarcasmo ed ironia sapientemente dosate, rendono il tutto piacevole. Quel sentimento di leggera tristezza che ogni suo spettacolo lascia negli animi è ormai un suo “marchio di fabbrica”.

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