Azkaban, un posto come un altro dove vivere

Icon

 

Una vita senza caffè

Il caffè è buono!

La mattina, quando arrivo presto in ufficio e la luce ha ancora quel colore metallico e freddo, sento l’odore del caffè ancora prima che venga fatto.
Il caffè non è gusto, il caffè è odore!

Ben presto, come tante cose della mia vita, anche il caffè, o meglio, il momento del caffè è stato elvato da semplice azione a rituale.

Ogni luogo ha le sue peculiarità.

A casa, in ufficio, al bar. Luoghi diversi con altrattanto diverse modalità di consumo.

A casa ad esempio, prima di tutto compare il macina caffè. Si tira fuori il sacchetto, si carica il contenitore, si frulla. L’odore del caffè appena macinato ha un chè di primordiale. È come ritrovarsi gettati in una piantagione del sud america. Un’altra macinata mentre il gatto incuriosito dal rumore insolito guarda con interesse quello che sto fancendo. Si carica la moka, si accende il gas, la condensa che presto evapora scaldata dalla fiamma.

Ora si attende. Ma non è ozio. Scelgo la tazzina, il cucchiaino, lo zucchero. Una sguardo ai binari dietro casa ed uno ai monti che sorvegliano la pianura.

Poi arriva quel rumore unico al mondo, il caffè sta lentamente salendo in un’apoteosi di suoni sempre più acuti accompagnati da quell’odore inebriante ed avvolgente.

È un momento magico.

Ora tutto questo non c’è più. O per essere precisi, è relegato a pochissimi giorni nell’arco di un mese. Complice una pressione un po’ troppo ballerina sono dovuto intervenire su più fronti dell’alimentazione per mettere dei freni. Del resto il caffè nella normale vita lavorativa era diventato il surrogato di quasi ogni cosa, sfiorando a volte le dieci tazzine al giorno.

E così, da un giorno all’altro, ho deciso di eliminare quasi completamente questa bevanda dalla mia vita.

Difficile rimanere saldi in certe circostanze. Ma fino ad oggi sono soddisfatto di come vanno le cose. Certo, mi mancano alcuni momenti “sacri”, ma in fondo se ne può fare a meno.

Quello che manca più di ogni altra cosa è quell’odore intenso del caffè macinato, un’odore che sa di preistoria e di istinti primordiali.

Il registratore

Ieri sera in preda alla svogliatezza più acuta nessuno aveva voglia di cucinare e così abbiamo vagliata la lista dei risto ed affini limitrofi per finire nella fauci del Roadhouse Grill.

Era veramente un sacco di tempo che io volevo andarci e credo che quella di ieri sera non solo sia stata la prima ma anche l’ultima volta.

Non nascondo la nostra delusione. Tralasciando l’aspetto economico, il tutto mi ha lasciato una tristezza incredibile. Un insieme indistinto di famiglie bambinate con urla e scorrazzamenti e frasi del tipo: “mamma guarda questo c’è anche da Mc Donald’s”. Non mi sono sentito a mio agio. Non ho goduto del cibo che ho mangiato.

Insomma un ambiente asettico privo di ogni sensazione positiva.

L’unica nota esilarante della cena è stata concessa dal check-in eseguito in seguito al quale abbiamo vinto un registratore vocale della Coca Cola. Mentre venivamo a casa ci siamo divertiti a registrare e risentire i nostri rutti. Risate a gogo. Ecco la nostra serata al Roadhouse Grill.

Cosa sto leggendo

Dove siamo stati…

Time post

January 2012
M T W T F S S
« Dec   Feb »
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
3031