Azkaban, un posto come un altro dove vivere

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Divano

Torta appena sfornata, siamo seduti sul divano in questo 31 dicembre 2011 in attesa che la fame si mostri.

In tv carrelliamo svogliatamente tra una chiacchiera e l’altra. Una videochiamata su skype per salutare gli suoceri.

A memoria non ricordo un ultimo dell’anno così tranquillo. Mattinata passata in casa poi la spesa e nel pomeriggio una vasca in centro a Modena. Credo fossero 2 mesi che non andavamo… Un bagno di folla. Veramente notevole il volume di gente a passeggio.

Questo 2011 sta scivolando sempre più velocemente in archivio, le ore diventano minuti e secondi.

Lavi ed Anca sono in cucina a preparare la cena avvolte in una miriade di sms che Anca riceve praticamente in continuazione.

Che dire, la vita è meravigliosa.

E alla fine eccoci qui

Pian piano, un giorno dopo l’altro, ci siamo arrivati anche quest’anno.

Oggi è il 30 dicembre e tra poco più di 30 ora sarà finito questo 2011.

Un altro anno alle spalle ed uno in meno davanti.

Che dire di questi 365 giorni? Sono successe tante cose. Alcune sono sempre le stesse da anni, altre invece sono state novità gradite. Credo che tutto sommato sia stato un buon anno questo 2011. Sì certo, abbiamo il cetriolone che spinge da dietro, ma a parte questo il resto è stato tutto nella norma.

E domani che si fa? Beh come succedeva da qualche anno, domani sera ce ne stiamo a casina, cenetta a base di pesce, divano, magari un filmetto e un calice di buon vino. Onestamente siamo troppo stanchi anche solo per pensare di alzarci dal divano per sprofondare in una delle tante feste succhia soldi. Preferiamo di gran lunga una serata di chiacchiere ad un volume umano. Una serata senza l’assillo del divertimento a tutti i costi.

Credo proprio che il termine che più di ogni altro ci ha accompagnato nell’anno che sta per finire sia proprio questo: stanchezza!
Giuro che mai come quest’anno abbiamo attraversato periodo anche piuttosto lunghi nei quali un’ameba aveva più forze di noi. Sarà la vecchiata? Spero di no altrimenti siamo messi veramente male.

E l’anno nuovo? Non sono solito fare propositi per gli anni a venire, ma potendo scegliere punterei il dito su alcune cose:

  • continuare a vivere in questa simbiosi con mia moglie;
  • leggere molto di più di questo 2011;
  • crescere ancora fotograficamente;
  • riprendere a correre con continuità;
  • andare al lavoro in bici più giorni possibile.

Il resto, come si dice qui, è tutto grasso che cola.

Ora non rimane che fare la spesa per domani sera e concludere gli ultimi impegni di questo 2011.

La Casa

Ieri ho visto una casa. Una di quelle case che si può chiamare Casa, quelle con C maiuscola, quelle che ormai non ci sono più.

Va beh non era proprio una casa, ma un appartamento, ma il concetto è chiaro.

Locali ampi, soffitti alti, pareti tappezzate di librerie, luce ovunque dalle finestre. Già siamo al 18esimo piano nel centro di Milano. Vista intrigante verso la stazione centrale con il Pirellone lì a fianco a fare da quinta.

Seduto sul divano della sala ascolto le parole fluire dalle labbra degli interlocutori. Mi guardo intorno. Faccio fatica a distogliere lo sguardo dalle finestre, non capita tutti i giorni una prospettiva su Milano di questo tipo. Ci sono troppe cose che mi piacciono tutte insieme e devo comunque prestare attenzione a ciò che viene detto.

Sembra di essere stati proiettati in un film degli anni 70, ma non quello con vista tangenziale…

Una stretta di mano, una visita alla cucina (lasciamo perdere), un tunnel libri nell’ingresso.

Giusto il tempo di un’ora e siamo fuori.

Belle cose, tante belle cose e tanta luci, non faccio fatica a capire il perchè si presti così bene a fare da set.

Un grazie a Matteo che mi ha permesso di entrare, anche solo in punta di piedi, in questo mondo e in questo santuario della cultura culinaria.

Magari le parole avranno un seguito di fatti, noi siamo qui, sempre pronti.

E’ arrivata la kermesse

Eh sì, dicembre è iniziato alla grande.

Le cene ed i pranzi si sprecano per celebrare quell’amicizia che tanto viene osannata e sbandierata ai quattro venti, ma che in fondo, ma proprio in fondo, alla fine frega poco. Perchè non si può essere amici di tutti, e quando ne hai pochi, buoni, ecco quelli sì che sono amici.

Altro che il marasma della compagnia o del social network di turno. Alla fine si tratta solo di un contatore che pare debba per forza fare +1 ad ogni secondo in virtù di una classifica non meglio identificata di popolarità.

Quanto più gli eventi sono importanti tanto più si capisce chi ci importa veramente.

E come ogni Santo Natale, anche quest’anno il regalino è arrivato. Il caro Mario ha elargito a destra e a manca i suoi doni regali, magari qualcuno è rimasto a bocca asciutta e forse sarà il più contento. Noi nel frattempo perseveriamo, calcolatrice alla mano, nel vivere il nostro mese ormai diventato unità di misura temporale di riferimento. Perchè è sul mese che si fanno i conti. Le somme, le sottrazioni e le divisioni. Le moltiplicazioni le lasciamo ad un’altra generazione.

E quindi si osanna il meccanico quando ci comunica che per il cambio della cinghia possiamo aspettare il 2013: OLE’

Si investe qualche risparmio sulle biciclette, probabilmente futuro mezzo di locomozione per le prossime vacanze estive.

Si taglia tutto il tagliabile: cutter, forbici, coltello o coltellino svizzero poco importa. Prima pezzetti piccoli poi, via via, sempre più grandi.

Non abbiamo futuro e non lo vogliamo, noi viviamo alla giornata e più in là non ci andiamo, saremmo degli scriteriati.

E nonostante tutto la kermesse natalizia è arrivata. Le luci sono accese. I SUV sfrecciano. I negozi impacchettano. I locali traboccano. Tutto è bello e colorato.

Finalmente possiamo dire che la crisi è arrivata e con lei il Natale, quello Santo, quello Vero, quello del Cetriolone impachettato a dovere sotto l’albero, di chi lo possiede; chi verde, chi blu. Chi piccolo, chi grosso. W il Natale.

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