In questo luglio infuocato vi sono delle fasce orarie nella quali si pensa che nessuno sia in grado di muovere anche solo un dito.
La notte ho sempre pensato fosse uno di quei momenti, ma invece mi sbagliavo di grosso.
Ieri notte sono rientrato verso l’1,20 e dopo aver fatto la doverosa quanto necessaria doccia pre-letto, mi sono piazzato sul balcone per godermi un po’ di fresco, del resto i 26 gradi del balcone erano sicuramente meglio dei 32 della camera da letto.
Con mia grande sorpresa scopro che vi tutto un mondo in movimento durante queste notti di inferno.
Tralasciando gli immancabili gatti che in questa stagione danno il meglio di se la notte, quello che mi ha sorpreso è ad esempio la vicina che stende sul balcone, o le decine di finestre illuminate a giorno dalle lampade (non so come facciano con le zanzare). Insomma il mondo della notte mai come d’estate è attivo ed indaffarato.
Grazie grazie grazie ad Elisa e Stefano per la splendida ospitalità in quel di Molveno.
Se ripenso a tutto quello che abbiamo, anzi che ho, mangiato mi viene da star male.
Sabato dopo ben 4 ore di code interminabili sull’A22, riusciamo a raggiungere Molveno. Devo essere sincero, non sono mai stato un grande amante di queste zone, ma in questo momento, in questi giorni nei quali a Modena pare di essere sempre dentro un forno crematorio, qualunque alternativa mi appare come la soluzione ad ogni male. Ed eccoci quindi sulle rive di questo lago dal colore verde-azzurro a goderci qualche ora per lo meno ad una temperatura accettabile.
La sera del sabato è stata una vera e proprio mattanza. Al pentolone di polenta che faceva bella mostra di se, si sono affiancate 3 padelle ricolmente rispettivamente di ragù di salsiccia, panna e funghi. Un bel piatto di formaggi tipici con carne salada e per terminare un cabaret di pasta/torte assortite che non guasta mai.
Dato che domenica qualcuno aveva ancora un buco, ci siamo sparati gli spaztl con panna e speak seguiti da carne salada e strudel.
Il mio contributo al progetto di Valentira Furri – Window Project 2010.
Every time I enter in a room the very first action that I always do is to go to the nearest window and look outside.
I don’t know why I do that. Maybe is a “security action†to understand if I can escape as quickly as possible from the invisible prison that rooms can sometime be. It may sound crazy and strange but is like that.
Notte veramente difficile quella appena passata. Mi sarò svegliato almeno 5 volte prima della sveglia ufficiale delle 5,15. Giuro che quando è partita la radio l’avrei martellata! Credo sarà molto dura arriva alle 17…
Nel frattempo cerchiamo di svegliarci con qualche video.
Sono passati solo alcuni giorni da quello che ormai non è più solo il nostro matrimonio, ma l’evento!
Non credo di peccare di superbia a chiamarlo in questo modo dato che i commenti, tutti unanimi da parte di amici e parenti, sono stati tutti tra il capolavoro e l’incredibile.
Quello che però ci preme di più, a me e Lavi, è ringraziare tutti, ma proprio tutti, quelli che anche solo per 1 secondo hanno partecipato, fisicamente o solo con il pensiero, alla nostra festa.
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