Feb 19, 2010 0
Test
Primo post da Blackberry
Feb 18, 2010 0
Sillabazione/Fonetica: [sin-go-là -re]
Etimologia: Dal lat. singula¯re(m) ‘pertinente al singolo’, deriv. di singu°lus ‘isolato, uno’
Definizione:
ant. singulare, agg.
1 (lett.) proprio di una sola cosa o persona; individuale | scendere, venire a singolar tenzone, (ant. , scherz.) battersi, confrontarsi con qualcuno | punto singolare (o singolarità ) di una curva, (mat.) punto di una curva che si distingue dagli altri per le particolari relazioni tra la funzione che rappresenta quella curva e le sue derivate in quel punto (p. e. cuspide, nodo)
2 unico nel suo genere; particolare, insolito, straordinario o anche strano, originale: un uomo, un tipo singolare; un fatto, un caso singolare; una donna di singolare bellezza; un atteggiamento singolare, un modo di vestire singolare
¶ agg. e s. m. si dice di forma grammaticale che indica una sola cosa o una sola persona: numero singolare; aggettivo, sostantivo singolare; il singolare di “dei” è “dio”
¶ s. m. (sport) nel tennis, partita disputata tra due giocatori
§ singolarmente avv.
1 a uno a uno, individualmente: rispose a tutti singolarmente
2 particolarmente, straordinariamente: un caso singolarmente strano; un uomo singolarmente ricco | originalmente: vestire singolarmente.
Il Comune di Formigine organizza un corso di cucina per i papà con bambini al nido definendolo “singolare”.
Si tratta di un’iniziativa singolare: in pratica, un laboratorio di cucina dedicato a tutti gli uomini che vogliono mettersi alla prova e partecipare all’organizzazione della vita familiare.
Io però non capisco perchè una cosa che ad esempio il Comune di Modena ha già organizzato per il secondo anno consecutivo, debba essere definita singolare?
E’ sempre più difficile dare il giusto peso e il giusto significato alle parole sob.
Feb 13, 2010 0
Una cerimonia che mi ha emozionato ma non entusiasmato, merita comunque di essere vista.
Feb 10, 2010 0
Feb 10, 2010 0
“Una delle massime autorità in questione, l’FBI, ritiene serial killer un assassino che ha compiuto almeno cinque omicidi spinto da un movente sessuale, e i cui omicidi siano separati da un periodo di inattività più o meno lungo”. Più di venti biografie di assassini seriali che nel corso dell’ultimo secolo hanno funestato il quieto vivere della Gran Bretagna. Dalla Scozia all’Inghilterra passando per il Galles una serie impressionante di delitti che spesso sorprendono per la loro efferatezza e per la loro insensatezza. La fantasia nel perpetrare l’omicidio fa di questi killer la massima espressione dell’assassinio. C’è chi utilizza l’acido per sciogliere le sue vittime, chi, come se si fosse in una normale macelleria, procede a dissezionare i cadaveri per liberarsene nello sciaquone, chi archivia la propria collezione di corpi sotto le assi del pavimento tirandone fuori di tanto in tanto qualcuno per rimirarlo e poi riporlo nell’apposito scompartimento, chi usa le proprie mani per sopprimere la vita e chi invece utilizza oggetti di uso comune: una corda, un coltello, la prima cosa che capita tra le mani sul momento. In questo girone infernale di violenza, spesso è la semplice casualità a restituire gli assassini alla giustizia, una casualità che appare tanto più terribile in questo contesto nel quale intere famiglie vengono distrutte non solo dal dolore, ma anche dall’impossibilità di piangere un corpo che pare sparito nel nulla…
Chirurgico, asettico, preciso, infallibile, spietato. Così ci appare il serial killer tipo che Emiliano Di Marco illustra in questa raccolta di biografie. Una ricerca approfondita che lascia il lettore senza parole di fronte agli abissi nei quali l’uomo è capace di sprofondare. Una discesa verso l’inferno nella quale la quotidianità e la routine di gesti familiari si alternano a gesti di inaudita violenza. Sprazzi di assoluto terrore, quasi come strappi laceranti dell’anima. Appaiono così questi momenti di follia che ogni serial killer vive a suo modo ma che poi tutti, senza esclusione alcuna, vengono ricondotti ad un unico comune denominatore: l’omicidio. Una sequela di morte e sangue che giunge fino ai giorni nostri e di cui noi italiani poco o niente abbiamo appreso dai mezzi di informazione, una realtà , quella inglese, che se ridotta alle pagine di questo libro potrebbe indurre il lettore a pensare ad una nazione di folli, ma in fondo ogni luogo ha i suoi casi di pazzia, chi più e chi meno. In Gran Bretagna pare che uno studio abbia messo in relazione le fasi di stagnazione economica con i picchi di omicidi, un accostamento che visto i tempi attuali appare ancora più sinistro. Possiamo solo immaginare cosa possa covare negli animi e nelle menti distorte di serial killer potenziali o di fatto in questi ultimi anni così duri.
Feb 4, 2010 0
Non so perchè, ma questa cosa mi ricorda vagamente Ninja Warrior.
Qui però mi pare si soffra molto di più!
Feb 2, 2010 0
La cronaca nera non è certo un genere alto, e deve il suo successo più che altro alla tendenza di sfruttare i più bassi istinti voyeristici del pubblico. Tuttavia, ogni tanto assolve a una funzione meritoria: i ricorda che non esiste un’azione talmente spregevole da non essere compiuta, e che il troppo orribile per essere vero non è un’obiezione che si può applicare al mondo reale.
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