Jan 29, 2010
I numeri di Satana [recensione]
Il monastero di Leyre sorge a sud est di Pamplona nella regione della Navarra. La tranquilla e silenziosa vita monastica dei frati benedettini viene sconvolta quando l’abate, Pello Urrutia, scompare misteriosamente insieme ad alcune ostie consacrate trafugate dal tabernacolo del monastero. Il mistero si infittisce quando al Vescovo della diocesi viene recapitato un dito dell’abate insieme ad una quantomeno singolare richiesta di riscatto: i rapitori infatti vogliono un antico e preziosissimo reliquiario conservato gelosamente nella cattedrale di Pamplona contenente un frammento della croce del Cristo. Il giudice Lola MacHor, affiancata dall’esperto Juan Iturri, già ispettore dell’Interpol, viene incaricata delle indagini quando vengono rinvenuti due cadaveri brutalmente sfigurati alle porte di Mendigorría un piccolo paesino situato nel cuore della Navarra. Il mistero che avvolge gli omicidi cela un’inconfessabile verità che è stata nascosta negli ultimi dieci anni e coinvolge gli esponenti di spicco della diocesi…
Finalmente un thriller nel quale il colpevole rimane celato fino all’ultimo. Il grande pregio di Reyes Calderón è proprio quello di costruire una fittissima rete di particolari ed indizi tali da rendere estremamente complicata, ma al tempo stesso intrigante, la trama. I colpi di scena e la suspence non mancano di tenere il lettore sul filo del rasoio e gli elementi esoterici che più di una volta si affacciano durante l’indagine contribuiscono a rendere ancora più misteriosa l’ambientazione.Non è però tutto oro quello che luccica: infatti è proprio l’eccessiva complessità a rendere la trama in qualche frangente troppo macchinosa, con il risultato per il lettore di perdersi tra le pagine di un’indagine che è sì assolutamente intrigante, ma che risulta al contempo paradossalmente soporifera quasi alla noia. Questo non pregiudica l’efficacia complessiva del romanzo, che risulta comunque piacevole ed accattivante, ma ne delinea i limiti. Spesso è la soluzione più semplice quella da prediligere, e non quella più astrusa.
Recent Comments