Dec 27, 2009
L’ultimo Junker [recensione]
Paul Ludwing von Hindenburg è un eroe tedesco della Prima Guerra mondiale, è il simbolo di quell’aristocrazia prussiana che da sempre fornisce ufficiali prima alla Prussia, poi all’impero tedesco. Le sue gesta vengono ricordate nel tempo grazie alle vittorie memorabili contro i russi a Tannenberg e ai Laghi Masuri. Ci viene presentata la sua dimora di Neudeck, tipico villaggio della Marca Brandeburghese. Un vecchio signore che nonostante l’estrazione nobile non disdegna qualche parola ai contadini. La sua giornata trascorre placida, quasi noiosa. Dapprima la lettura della posta seguita da una breve passeggiata. Fa seguito la gestione di alcune pratiche inerenti l’azienda agricola. Venuto il pomeriggio, una piccola siesta che prepara ai ricevimenti del pomeriggio. Ma qual è stata la carriera di von Hindenburg da quel primo trionfale giorno del 1915 nel quale il suo nome venne definitivamente accostato alla parola vittoria? Nonostante la sconfitta finale della Germania, von Hindenburg scala le gerarchie militari, ma siamo in tempo di pace e quindi il tran tran è sempre quello “ogni primavera il primo verde del Tiergarten [...]; a Pentecoste una gita a Kalmus o a Birkenreiser; il vecchio Moltke, il vecchio Kaiser”. La sua scalata verso l’alto termina con la più alta carica possibile Presidente della Repubblica di Weimar, l’ultimo Presidente, l’ultimo vero Junker…
Il quadro che Giovanni Ansaldo delinea va oltre il semplice profilo di un uomo, apre uno spiraglio su un intero periodo nel quale la figura dell’ufficiale dell’esercito si associava quasi sempre ad un titolo nobiliare, mantenendo così inalterata quella relazione di sudditanza tra la ‘carne da macello’ rappresentata dal popolino, e i figli delle buone famiglie in abito da ufficiale. Con la morte di Hindenburg, e quindi dell’ultimo Junker, sembra quasi che si dia l’addio ad un concetto di guerra ancora – forse – romantico. Nonostante la carneficina della Prima guerra mondiale, è proprio questo il profumo che si respira leggendo questo libretto. Un romanticismo spazzato via senza speranza dal secondo conflitto mondiale. La scomparsa di Hindenburg rappresenta quindi lo spartiacque tra due epoche, e azzardando un pochino, è il primo passo verso la modernità .
Recent Comments