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La biblioteca dei morti [recensione]

La biblioteca dei mortiLuglio 777, isola di Vectis, Inghilterra. Nasce Octavus, ennesimo figlio maschio di una povera famiglia contadina. Solo cinque anni più tardi si scoprirà che nasconde una capacità tanto eccezionale quanto misteriosa nel momento in cui, senza insegnamenti, comincerà a scrivere una serie infinita di nomi e date. Febbraio 1947. Nonostante Winston Churchill sia uscito di scena dopo le ultime elezioni politiche, il Governo britannico in carica lo richiama in servizio e gli affida un compito delicato ma al tempo stesso atroce, una missione della quale solo pochi al mondo sono a conoscenza, tra questi il presidente degli Stati Uniti Harry Truman. Maggio 2009, New York. Will Piper è un brillante profiler dell’FBI con all’attivo quasi vent’anni di onorato servizio. Grazie alle sue speciali attitudini di analisi, in passato è stato in grado di risolvere alcuni dei più difficili e complessi casi di serial killer. Oggi è alle porte della pensione e con una carriera ormai stroncata da una relazione sentimentale sbagliata con una sua precedente collega, Will vive nella pigrizia e nell’alcool con un unico obiettivo: arrivare alla pensione. Non sempre i piani però vanno come si vorrebbe, e da un giorno all’altro l’agente Piper si ritrova tra le mani uno dei casi più scottanti e difficili degli ultimi anni. Infatti, nelle ultime settimane, un misterioso serial killer sta terrorizzando le strade di New York. All’apparenza tutte le vittime non hanno niente in comune se non una cartolina a loro inviata sulla quale è stampata solo una data e il disegno di una bara. È il momento per l’agente Piper di dimostrare che il suo fiuto e le sue capacità di analisi non sono ancora svaniti. Comincia così un’indagine estenuante alla ricerca di un legame tra le vittime che possa ricondurre all’assassino, che pare sempre imprendibile. Ostacolato dai “poteri forti” dell’apparato statale, l’agente Piper si ritroverà ad infrangere le regole di un gioco molto più grande di lui, al termine del quale farà un’amara scoperta: la vita che miliardi di persone hanno vissuto o che stanno attualmente vivendo è un senso unico nel quale qualche entità superiore ha già deciso tutto a tavolino…
Presentato come il caso letterario dell’anno, La biblioteca dei morti non delude le aspettative. È un fanta-thriller che coniuga sapientemente elementi esoterici con elementi prettamente polizieschi, il tutto farcito da un grande mistero che per quanto riguarda il soggetto principale del romanzo viene completamente svelato, ma che apre le porte al suo sequel – già in via di scrittura - la cui uscita è prevista per il 2010. Da un punto di vista prettamente narrativo, questo romanzo tiene letteralmente incollato il lettore alle pagine: nonostante qualche fisiologico calo di tensione, la narrazione segue un crescendo di emozioni e misteri dosati sapientemente che culmina con un finale al cardiopalma. Dal punto di vista dei contenuti invece vi sono alcuni deja-vu e non mancano i cliché – dai quali l’autore non riesce a scostarsi: in particolare la figura del profiler Will Piper e le dinamiche prettamente americane del suo personaggio sono sicuramente cose già viste. La psicologia dei personaggi è delineata forse in modo un po’ superficiale e frettoloso, ma questo però va indiscutibilmente a vantaggio del ritmo del plot. La questione sul tavolo è il libero arbitrio. Concetto questo che al termine della lettura assumerà un significato piuttosto diverso da quello a cui siamo abituati a pensare. Per chi ha voglia di andare oltre la semplice lettura di un romanzo, questo aspetto merita sicuramente un appronfondimento e il libro di Glenn Cooper potrà rappresentare un ottimo punto di partenza. Per chi invece desidera soltanto perdersi tra le pagine di un libro e dimenticarsi del mondo che lo circonda, La biblioteca dei morti è quello che ci vuole.

Il primo apostolo [recensione]

Il primo apostoloLa famiglia Hampton ha da poco acquistato una vecchia cascina alle porte di Roma con l’intenzione di lasciare definitivamente la City per il caldo sole italiano. Quando la moglie viene trovata morta in casa, apparentemente per un banale incidente domestico, Mark Hampton si affida al suo migliore amico, l’ispettore Chris Bronson, in forza alla polizia del Kent, per assisterlo nel difficile momento del riconoscimento. Nonostante per la polizia italiana il caso sia chiuso, Chris sospetta che ci sia altro dietro la morte di Jackie. Scopre così che durante i lavori di ritrutturazione della cascina Jackie, insieme con i muratori, aveva rinvenuto un’antica ed enigmatica iscrizione latina sopra il caminetto. Prende il via quindi un’indagine che porterà Chris e la sua ex moglie Angela, già restauratrice del British Museum, a rischiare la loro vita per seguire una serie di antichi indizi. Loro malgrado si scontreranno con un terribile segreto che viene celato negli archivi del Vaticano e del quale solo pochi eletti ne sono a conoscenza da quando, nel VII secolo d.C., papa Vitaliano redasse quello che all’interno di questa ristrettissa cerchia è conosciuto come il “Codice Vitaliano”…
Un thriller a sfondo religioso che sulla carta ha tutti gli elementi per diventare un bestseller, ma che ‘cade’ su alcuni dettagli quanto meno discutibili. Se infatti gli aspetti storici – sia quelli reali che quelli di pura fantasia – sono orchestrati in maniera magistrale da Becker e inducono nel lettore quel senso di curiosità che spinge ad immedesimarsi nell’azione del libro, nascono però alcuni dubbi. Ad esempio, la presenza di un mafioso di nome Rogan lascia alquanto a desiderare; sia Chris Bronson che Angela Lewis appaiono più come due maghi che come due persone normali, estraendo dal loro cilindro nozioni e capacità al limite dell’assurdo ogni volta che si trovano in un vicolo cieco. Insomma l’idea che si ha del romanzo al termine della lettura è un po’ quella di aver letto un racconto interessante ma come tanti ce ne sono in giro, che fa cardine sulle contraddizioni della religione cristiana, un racconto che a parti pochi sprazzi di tensione, lascia il lettore abbastanza indifferente. Consigliato agli amanti del genere.

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