Sep 29, 2009
La lunga notte dell’imperatore [recensione]
Polonia 1812. Alla vigilia della grande invasione della Russia da parte dell’esercito napoleonico, il tenente Perez, in forza al 22esimo Cavalleggeri, viene investito di una missione di estrema importanza: consegnare nel più breve tempo possibile un’importantissimo dispaccio direttamente nelle mani dell’imperatore. Quando, dopo cinque giorni di cavalcata ininterrotta e dopo aver attraversato tutta l’Europa, giunge finalmente al quartier generale dell’esercito, la situazione che gli si presenta è tutt’altro che chiara. Dopo poche ore dal suo arrivo, il tenente Perez si rende conto infatti che sta accadendo qualcosa di strano all’interno dello Stato maggiore: prima l’assassinio di un generale, poi il progressivo incarceramento di quasi tutti gli ufficiali da parte di un gruppo non ben identificato della Gendarmeria. Si ritrova così quasi involontariamente al centro di un complesso intrigo politico-militare del quale fatica a comprenderne le dinamiche. Ligio al suo dovere, il giovane tenente si vede costretto ad allearsi con la più impensabile delle persone, un’affascinante spia russa già Contessa Dobrugova. Scopo della missione: recuperare il dispaccio, che nel frattempo è andato perduto, e cercare di far luce sui misteri che si nascondono tra i corridoi dello Stato maggiore. Sarà la notte più lunga della sua vita quella che attende il tenente Perez: nelle sue mani si gioca la partita più importante per l’Impero…
Chi conosce un po’ la storia di Napoleone non potrà che rimanere affascinato dalla trama presentata da Lapo Sagramoso. Infatti Napoleone, tra le altre cose, era famoso per la sua grande capacità di inganno e dissimulazione, caratteristiche che si sposano perfettamente con il grande intrigo immaginato dall’autore che ne tesse i fili con un duetto che vede contrapposti il tenente Perez e la Contessa Dobrugova: alternandosi nelle loro storie portano inevitabilmente il lettore a schierarsi con l’uno o con l’altra nella speranza che uno dei due prevalga sull’altro. Questo romanzo storico combina elementi di pura fantasia con situazioni e personaggi realmente esistiti. Una nota particolare a questo riguardo la merita sicuramente uno degli oggetti più contesi durante questa storia, ovvero la grande mappa tattica utilizza dallo Stato Maggiore di Napoleone per visionare la disposizione delle truppe. Nella realtà si trattava della più grande carta d’Europa dell’epoca disegnata dal barone Bacler d’Albe, una mappa che in mano nemica avrebbe fatto la fortuna di qualsiasi esercito e che, in questo romanzo, viene presentata come un mistero del quale si intravedono solo piccoli pezzi aumentando così la curiosità verso questo oggetto. Da ammirare il grande lavoro di ricerca svolto da Sagramoso e che permette al lettore, grazie anche ad un folto numero di note, di approfondire quegli aspetti prettamente storici che danno ad ogni storia lo spessore necessario per apparire veritera.
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