Sep 1, 2009
Il primo apostolo [recensione]
La famiglia Hampton ha da poco acquistato una vecchia cascina alle porte di Roma con l’intenzione di lasciare definitivamente la City per il caldo sole italiano. Quando la moglie viene trovata morta in casa, apparentemente per un banale incidente domestico, Mark Hampton si affida al suo migliore amico, l’ispettore Chris Bronson, in forza alla polizia del Kent, per assisterlo nel difficile momento del riconoscimento. Nonostante per la polizia italiana il caso sia chiuso, Chris sospetta che ci sia altro dietro la morte di Jackie. Scopre così che durante i lavori di ritrutturazione della cascina Jackie, insieme con i muratori, aveva rinvenuto un’antica ed enigmatica iscrizione latina sopra il caminetto. Prende il via quindi un’indagine che porterà Chris e la sua ex moglie Angela, già restauratrice del British Museum, a rischiare la loro vita per seguire una serie di antichi indizi. Loro malgrado si scontreranno con un terribile segreto che viene celato negli archivi del Vaticano e del quale solo pochi eletti ne sono a conoscenza da quando, nel VII secolo d.C., papa Vitaliano redasse quello che all’interno di questa ristrettissa cerchia è conosciuto come il “Codice Vitaliano 
Un thriller a sfondo religioso che sulla carta ha tutti gli elementi per diventare un bestseller, ma che ‘cade’ su alcuni dettagli quanto meno discutibili. Se infatti gli aspetti storici – sia quelli reali che quelli di pura fantasia – sono orchestrati in maniera magistrale da Becker e inducono nel lettore quel senso di curiosità che spinge ad immedesimarsi nell’azione del libro, nascono però alcuni dubbi. Ad esempio, la presenza di un mafioso di nome Rogan lascia alquanto a desiderare; sia Chris Bronson che Angela Lewis appaiono più come due maghi che come due persone normali, estraendo dal loro cilindro nozioni e capacità al limite dell’assurdo ogni volta che si trovano in un vicolo cieco. Insomma l’idea che si ha del romanzo al termine della lettura è un po’ quella di aver letto un racconto interessante ma come tanti ce ne sono in giro, che fa cardine sulle contraddizioni della religione cristiana, un racconto che a parti pochi sprazzi di tensione, lascia il lettore abbastanza indifferente. Consigliato agli amanti del genere.
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