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La bambina con i sandali bianchi [recensione]

CopertinaMalika nasce nella bidonville di Nanterre, nella regione dell’ÃŽle-de-France, da genitori algerini emigrati in Francia. Settima di nove figli, deve affrontare non solo i fratelli ma anche la madre che con lei in particolare ha fin da subito un rapporto quasi inesistente. Da qui Malika impara in fretta a rendersi invisibile per non suscitare le ire dei familiari, vivendo un’infanzia di solitudine nella quale amore e dolcezza rimangono solo parole astratte. Come se questo non bastasse, Malika sprofonda negli abissi quando, all’età di appena quattro anni, rimane vittima di un tremendo incidente.
Comincia così un’odissea costellata di sofferenza e dolore che durerà anni, anni nei quali si ritroverà a vivere la sua infanzia tra ospedali e centri di riabilitazione. Scopre però anche un nuovo mondo nel quale, oltre al dolore, c’è anche tante affetto ed amore, sentimenti che lei ritrova attraverso il personale medico che ogni giorno la segue. Quei sentimenti che sua madre non è mai stata in grado di darle…
Un libro semplice ma non per questo meno efficace.

Una lettura che scorre veloce tra le strade della bidonville di Nanterre, dove Malika ci racconta di come si vive di niente, ci racconta i suoni e gli odori di una cultura araba che sempre di più è presente tra di noi. Ma ci racconta anche dei colori degli ospedali, il bianco dei soffitti contrapposto al verde dei camici. Una storia questa che descrive il sogno di una bambina che non vuole arrendersi e porta il lettore a combattere lui stesso contro quelli che per Malika sono i suoi “mulini a vento”. Per chi ama il sentimento di rivincita, questo libro rappresenta la prova concreta che chiunque può farcela. Si può sfuggire alla povertà. Si può trovare l’amore. Si può trovare una carriera. Si può in definitiva “vincere”. Un messaggio forte e chiaro quello che lancia l’autrice: nella vita, se veramente si vuole una cosa, la si può ottenere. Sarà lungo e impegnativo il percorso da affrontare, tanti i dubbi che ogni giorno ci assaliranno, ma se terremo duro allora tutti noi potremmo farcela, ognuno con il suo obiettivo.

Sapori assassini a Bombay

Ai miei genitori, nelle loro nozze d’oro.

Il Brasile per le strade

“Certe città d’Europa
si addormentano con dolcezza nella morte;
quelle del Nuovo Mondo
vivono febbrilmente in una malattina cronica;
giovani in perpetuo, senza tuttavia essere mai sane”.

MI2009: #6

Mi verrebbe da dire “ora non si torna più indietro“, ma non è proprio così. Fatto sta che da oggi sono ufficialmente iscritto.

MI2009: #5

Dopo una serie di allenamenti veramente deprimenti, tra cui l’ultimo la settimana scorsa e domenica con la prima gara ufficiale, entrambi interrotti, ieri finalmente un allenamento degno di questo nome.
Innanzitutto ho raggiunto la fatidica soglia dell’ora di corsa, in più ottime sensazioni quelle di ieri, nonostante la velocità non sia stata niente di eccezionale, 8,8 Km/h di media, è andato tutto nel migliore dei modi. Nessun episodio di tachicardia, gambe non troppo pesanti, recupero ottimo, insomma forse sono definitivamente uscito dal tunnel?
Non lo so, vedremo nelle prossime 2 settimane, che tra l’altro precedono l’inizio delle ripetute, come andrà la stabilizzazione dell’ora.

La bambina con i sandali bianchi

Qualunque sia la difficoltà
che la tua giovinezza deve sopportare,
lascia che si espanda, quella benedetta ferita
che gli angeli neri ti hanno fatto in fondo all’anima;
niente ci rende più adulti di un grande dolore.
Ma per esserne colpiti, io non credo, o poeta,
che la tua voce quaggiù debba restare muta.

I canti più belli sono quelli più disperati,
ne conosco di immortali
che sono veri singhiozzi di pianto.

Alfred De Musset
La Muse

Tutto inutile

Abbiamo un nuovo sindaco, il vecchio sindaco: che tristezza!!!

Altri 5 anni di inutilità ci aspettano.

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