Malissimo, male, benino.
Difficile esprimere un giudizio sulle ultime 3 sessioni di allenamento. 3 sessioni da 50 minuti l’una svolte tra sabato, lunedì e ieri sera, 3 sessioni diversissime tra loro.
Sabato ho avuto tanti problemi tra cui il più grave il ripresentarsi di episodi di tachicardia che hanno praticamente minato quasi tutto l’allenamento, lunedì complice il fortissimo vento contrario è stato un vero calvario correre gli ultimi 20 minuti, ieri sera invece pareva quasi che i problemi delle due sessioni precedenti non si fossero mai verificati, avevo comunque vento, ma nel complesso è andata discretamente.
Tra le sensazioni più evidente di queste ultime sessioni, sopratutto di ieri sera, è il grande affaticamente alle gambe, in particolare ai quadricipiti.
Devo anche sottolineare che ormai sono 20 giorni che non ho il cardio e non sono assolutamente abituato a correre senza, spero entro la prossima settimana di risolvere anche questa cosa in modo da tenere più sotto controllo lo sforzo.
Per quanto riguarda le prestazioni al momento ho una velocità media di poco superiore ai 9 km/h, ancora lontata dal mio obiettivo di almeno 11 km/h però è da notare come si sia progressivamente alzata negli ultimi 3 allenamenti. Sempre in termini di medie, perchè al momento è l’unico modo che ho per effettuare calcoli e valutazioni, il tempo sul chilometro è di circa 6 minuti e 30, anche qui l’obiettivo è quella di abbassarlo intorno ai 5 minuti al chilometro.
Infine per quanto riguarda il peso, non ho ancora notato variazioni degne di note, posso dire che nel dall’inizio della preparazione ho perso poco più di un chilo, ottime invece le risposte dal battito a riposo, ormai sotto le 50 pulsazioni.
Domani prima sessione da 55 minuti, ormai siamo alla soglia della fatidica ora, vedremo…
Spesso quando viene a mancare qualcuno di caro si cercano le parole giuste per esprimere, per comunicare, per interagire.
Spesso però qualunque parola venga usata risulta vuota o comunque priva di quell’efficacia che si pensa invece abbia.
Quindi non voglio spendere inutili parole per ricordare un amico, sarebbero parole essenzialmente per me, ed io già le so, quindi inutile riperterle.
Inutile anche raccontare di come questa vita aggiunga dolore al dolore ed ingiustizia ad ingiustia, pare quasi il solito discorso fatto e preconfezionato.
Dato che la morte è una di quelle poche cose effettivamente definitive in questa nostra vita, è necessario guardare oltre senza per questo perdere la memoria di quello che è stato, memoria che nessuno può e deve offuscare o cancellare. Oggi non è il tempo delle parole ma dei fatti, del resto quando si dice “vale più un gesto di mille parole” si rende manifesta non solo l’evidenza di un gesto concreto e tangibile come più riconoscibile della parola, ma anche e sopratutto che noi, quali esseri umani, non saremo mai pronti ad affrontare l’ultimo passo; quindi non rimane altro che il mantenere il silenzio di fronte al “grande mistero“, come viene chiamato, della nostra ed altrui dipartita.
Ed è proprio il silenzio che permette a noi che siamo ancora qui, di stringerci gli uni con gli altri, abbattendo quelle barriere che la diversità di vita e di esperienze erigono naturalmente.
Non rimane che ringraziarti per quello che hai saputo darci e darmi in questi 34 anni, un caro saluto, ciao Francesco.

Ieri sera veramente un ottimo allenamento.
40 minuti corsi senza grossi problemi, ma sopratutto ottime sensazioni sia dalle gambe, anche se il quadricipite destro ha sofferto un po’, che dal respiro, regolare per quasi tutta la corsa.
Inoltre lentamente ma progressivamente, sto alzando la velocità media della corsa che attualmente è a ridosso dei 9 km/h, l’obiettivo prima della fine del primo step della preparazione è quello di stabilizzarla almeno intorno ai 10 km/h.
Unica nota negativa riguarda il cardio che a metà seduta è morto, domani parte per la sostituzione delle batterie, speriamo sia una cosa breve.
Grazie Elisa per averci fatto scoprire in quella bellissima domenica di luglio nell’ormai lontano 2007 la carne salada!
Ieri facendo la spesa all’Esselunga quasi per caso l’abbiamo trovata tra i banchi, non ci abbiamo pensato molto e ne abbiamo messe 2 confezioni nel carrello. Non ti dico che cena sfiziosa ci siamo fatti ieri.
Ecco i dettagli:
- cuocere sulla griglietta la carne per pochi secondi;
- servire la carne accompagnata con scaglie di grana, rucola e olio extravergine;
- su consiglio di Lavi anche un po’ di limone non guasta.
Sabato sera, complice il nostro sesto anniversario, abbiamo deciso di saltare il solito menù tradizionale a base di unti e fritti e ci siamo buttati sul giapponese, per noi seconda esperienza.
Al di la del locale forse non proprio adatto visti gli enormi spazi e le luci forse non proprio perfette, il cibo in compenso è stato assolutamente delizioso.
Ed è proprio il cibo che in questa occasione risulta veramente la chiave
Infatti tra le tante cose che abbiamo ordinato, figurava un piatto di Tempura che, per chi non lo sapesse, è un piatto a base di verdura e pesce che una volta impastellati vengono fritti. Non voglio nemmeno dire quanto era buono questo piatto, una cosa veramente incredibile. Ma la cosa veramente buffa è che proprio nel momento in cui il cameriere ci serviva il piatto, ci sentiamo rivolgere la parola da un nostro vicino di tavolo che ci chiede: “Scusate, quel piatto che avete appena preso, come si chiama? Temperatura? Perchè ci ispira molto.”
Non vi dico le risate che ci siamo fatti, non che noi non facciamo mai figure di merda, ma per una volta che sono gli altri a farle, beh non vedo perchè non se debba godere
Primo libro letto di Asimov e devo dire che nonostante i dubbi iniziali si è rivelato estremamente interessante.
La prima cosa che ho notato è come tanti libri di quel periodo (’40 e ’50) riletti oggi ci danno lo spunto per discutere di come si immaginava il mondo 60, 70 anni fa e come invece ce lo ritroviamo oggi sotto i nostri piedi. Diversità e uguaglianze che rendono gli scrittori, Asimov sicuramente uno di questi, quasi dei veggenti o visionari a seconda dei casi.
Un libro che a mio parere ha essenzialmente 2 concetti molto importanti.
Il primo riguarda il rapporto uomo-macchina e l’illusione dell’uomo, anzi no, di alcuni uomini, di descrivere, decidere, raccontare, manipolare, ecc. la vita dell’uomo e le sue complessità attraverso le macchine. Sempre di più lo scenario di macchine onnipresenti si fa larga nelle visioni future ed ogni volta questo connubio risulta se non nocivo almeno penalizzante per l’uomo.
Il secondo invece riguarda i concetti molto importanti di evoluzione e libero arbitrio. Concetti che vengono toccati marginalmente a livello di analisi ma che sono presenti fin dalla prima pagina. Molto importante il passaggio finale di Noys che spiega, se ma ce ne fosse stato bisogno, come l’appiattimento della Realtà nei suoi estremi (positivi e negativi) alla lunga abbia portato l’umanità a vivere non solo in pace, ma completamente apatica tanto che lo scenario finale è proprio l’estinzione. Questo concetto credo sia strettamente relazionato a quello di libero arbitrio che, anche se mai esplicitamente nominato, è costantemente presente negli interventi di Mutamento. Se è vero che la nuova Realtà rimane comunque scelta tra una delle probabilità concesse dal fato, è altresì vero che non sono le persone direttamente interessate a compiere la scelta in quanto questa risulta essere sempre e comunque l’unica via.
Il risultato di tutto questo è chiaramente una specie di schiavitù dorata nella quale miliardi di individui credono di vivere liberamente la loro vita, ma invece seguono un percorso che risulta nel lungo periodo l’unico possibile.

Acquista La fine dell'EternitÃ
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