Questa mattina in bretella ho superato un tizio che mentre guidava, leggeva un libro e contemporaneamente si scaccolava.
Non male.
Io pensavo di averle viste tutte o per lo meno di averne viste tante, ma quello che mi è capitato di vedere sabato negli spogliatoi della piscina mi ha veramente colpito.
Anzi di più, mi ha colpito talmente tanto che ho deciso d’ora in avanti di raccogliere un po’ tutti quei fatti strani e curiosi che avrò l’occasione di vedere in piscina. Ovviamente il giudizio e la catalogazione sono assolutamente personali quindi ai più potrebbero anche non interessare o apparire normali, non me ne vogliate quindi se io verrò sorpreso o indignati di volta in volta, del resto questo è un blog personale e quindi ci sta che il punto di vista sia strettamente il mio.
Ma veniamo ai fatti, sabato pomeriggio vado in piscina per la mia razione di vasche e terminato l’allenamento torno negli spogliati per la doccia. Terminato il lavaggio torno nello spogliatoio e non posso fare a meno di notare ai lavandini un ragazzo che si sta depilando. Allora guardo meglio ed è proprio vero, il tizio si sta depilando il petto con lametta e schiuma da barba, roba da non credere. Già io non sono proprio amante della depilazione, ma per di più fatta in un lavandino della piscina mi sembra veramente assurdo. Terminata la sua operazione me lo vedo arrivare di fianco, lo guardo. È un nanerottolo bello abbronzato e tutto ben definito dove occorre: pettorali, bicipiti ecc. Insomma il prototipo del macho moderno.
Tristezza.
Però poi cerco di capire, insomma ci sarà un motivo se ti depili prima di entrare in piscina.
Penso che forse sto tizio farà oltre 100 vasche e l’attrito dei peli con l’acqua, insomma, beh ci siamo capiti, senza peli è più aerodinamico, ma mi pare un po’ assurda come motivazione.
Forse è venuto per una vasca in piscina, ma è impossibile perchè alle 18 del sabato pomeriggio ci sono quasi solo uomini e bambini.
Forse non lo so proprio, rimarà un mistero.
Il nuovo anno porta tra le altre cose un po’ di attività fisica.
Per il primo semestre quindi ho calendariato un po’ di cosette da fare e la settimana tipo che ne esce non è niente male.
Dal 2 gennaio abbiamo ripreso la piscina e conto in questo mese di riguadagnare un po’ di “forma in vasca” perchè al momento sono veramente poco performante (fatico a fare 20 vasche!).
Ma il clou inizierà con febbraio quando si affiancheranno tutti e 3 gli sport e in pratica tutti i giorni della settimana avranno un impegno. Impegno che al massimo vedrà la concomitanza di due discipline.
Quindi, i giorni fissi lunedì e mercoledì + partita volley; dalle 2 alle 3 volte corsa, in tutti gli altri giorni escluso il giovedì e quando non sono presenti già 2 attività nuoto. Insomma direi niente male.
Più di tutti quest’anno voglio puntare sulla corsa visti anche gli ottimi risultati raggiunti l’estate scorsa (ho raggiunto i 45 minuti consecutivi) e ottimo risultato nel test da sforzo autunnale. Obiettivo principale: raggiungere l’ora di corsa. Poi dopo si vedrà, nel senso che non voglio fermarmi all’ora, ma al momento è inutile pensare troppo avanti.
Per quanto riguarda il nuoto invece mi accontenterei di raggiungere e stabilizzare le 40/60 vasche, che per uomo di terra sono un risultato strepitoso.
Per concludere con il volley che rimane fino ad aprile l’attività più impegnativa ma che inevitabilmente andrà a sparire appena avrà termine il campionato, visto anche il poco impegno di diversi giocatori.
Spero di sopravvivere prima di ogni altra cosa, poi vedremo tra un mesetto la situazione.
Mi trovo in difficoltà nel giudicare questo libro perchè per oltre la metà ho continuato a chiedermi come mai tutto questo baccano intorno a lui, insomma, parliamoci chiaro, oltre ad una lettura piacevole poco più.
Ed invece proprio nel finale ho dovuto ricredermi, nel senso che le ultime 100 pagine sono un condensato di emozioni e passioni veramente intense, quasi eccezionali, ho ritrovato quella bramosia della lettura che pochi, pochissimi, libri sanno darmi.
Per quanto mi riguarda, il termine che più di tutti riassume questo libro è “poetico”. Nonostante il forte messaggio di speranza che viene lanciato dalle sue pagine, quello che più mi ha lasciato sul palato è la poesia che racchiude. Delicata come una sonata di Mozart, mai ingombrante o mielosa, ma pur sempre puntuale.
Parigi, rue de Grenelle numero 7. Un elegante palazzo abitato da famiglie dell’alta borghesia. Ci vivono ministri, burocrati, maitres à penser della cultura culinaria. Dalla sua guardiola assiste allo scorrere di questa vita di lussuosa vacuità la portinaia Renée, che appare in tutto e per tutto conforme all’idea stessa della portinaia: grassa, sciatta, scorbutica e teledipendente. Niente di strano, dunque. Tranne il fatto che, all’insaputa di tutti, Renée è una coltissima autodidatta che adora l’arte, la filosofia, la musica, la cultura giapponese. Cita Marx, Proust, Kant… dal punto di vista intellettuale è in grado di farsi beffe dei suoi ricchi e boriosi padroni. Ma tutti nel palazzo ignorano le sue raffinate conoscenze, che lei si cura di tenere rigorosamente nascoste, dissimulandole con umorismo sornione. Poi c’è Paloma, la figlia di un ministro ottuso; dodicenne geniale, brillante e fin troppo lucida che, stanca di vivere, ha deciso di farla finita (il 16 giugno, giorno del suo tredicesimo compleanno). Fino ad allora continuerà a fingere di essere una ragazzina mediocre e imbevuta di sottocultura adolescenziale come tutte le altre, segretamente osservando con sguardo critico e severo l’ambiente che la circonda. Due personaggi in incognito, quindi, diversi eppure accomunati dallo sguardo ironicamente disincantato, che ignari l’uno dell’impostura dell’altro, si incontreranno solo grazie all’arrivo di monsieur Ozu, un ricco giapponese, il solo che saprà smascherare Renée.

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