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Il bar delle grandi speranze, di J.R. Moehringer

Grandioso.

Un libro pieno di passione, pieno di amore, pieno di sentimenti, questo è “Il bar delle grandi speranze”. E se il titolo non rende appieno la traduzione dall’originale il lettore verrà comunque avvolto completamente dall’abientazione di questa autobiografia.

Sono quasi 40 anni quelli racchiusi in queste pagine, anni ormai che lasciano ricordi sbiaditi di un sogno, quello americano, che ormai, ahimè, non c’è più. Anni di “grandi speranze”, anni di estremo ottimismo in quello che era l’America del sogno. Le diversità, inevitabili, tra persone, venivano limate fino quasi a scomparire nell’invisibilità davanti ad un bancone di un bar, davanti ad un bicchiere di alcool. Ed era, e forse lo è ancora, quella tavola liscia che metteva tutti sullo stesso piano, l’ancora di salvataggio in una società impietosa che garantiva la sopravvivenza di chi ormai sentiva l’acqua sfiorare la propria gola.

Un libro questo che ripercorre con gli occhi di un bambino prima e di un ragazzo poi, le paure, le speranze, gli amori e gli odi di tutti noi. Sullo sfondo la città delle città: New York, i suoi palazzi, la sua gente, la sua vita. Un libro che ha la capacità di avvolgerti e coinvolgerti così a fondo da cataputalti a fianco del protagonista/scrittore, un’onda di emozioni che raramente ho avuto la gioia e la possibilità di provare attraverso semplici pagine scritte.

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Category: Club di lettura, I libri letti

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