Azkaban, un posto come un altro dove vivere

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Terra del Fuoco, di Coloane Francisco

Mi aspettavo un libro diverso, invece mi trovo un libro di racconti inusuali.

Sullo sfondo ovviamente la Terra del Fuoco sempre presente ma mai ingombranti. Rispetto ad altri libri letti su queste zone, Coloane incentra le sue storie non sul paesaggio ma sull’uomo.

I suoi racconti infatti narrano episodi più o meno interessanti di uomini di inizio secolo, non so se veri o inventati, ma in fondo non è molto importante questo; quello che veramente è interessante è l’onnipresenza di questa terra, con i suoi colori, i suoi animali, i suoi elementi, una presenza che passa quasi inosservata e che solo al termine della lettura ci si chiede “Ma, la Terra del Fuoco…?” e ci si rende conto che è sempre stata lì, ferma ed immobile a scrutare e vigilare su suoi possedimenti, mentre noi uomini insignificanti abbiamo vissuto, lottato ed infine siamo morti tra le sue braccia.

La città della gioia, di Lapierre Dominique

Difficile credo rimanere indifferenti ad un libro come questo. Gli spunti sono tanti, forse troppi.

Quello che è certo è che più di ogni altra cosa, il messaggio che emerge da questo libro è un messaggio di amore.

Personalmente ho intuito due chiavi di lettura differenti.

La prima, la più ovvia, è il concetto ed il valore di un qualsiasi oggetto materiale che, se nella nostra vita diventa la proiezione di noi stessi di quello che siamo e di quello che valiamo, nelle società “povere”, il concetto di “mio” esiste certo, ma lascia ampio spazio al dono verso chi sta peggio di me.

Infatti più di una volta sono rimasto sorpreso nel constatare come alcuni personaggi del libro pur non possedendo niente sono disposti a regalare quel niente a chi in quel momento ne ha più bisogno. Che si tratti di una ciotola di riso, piuttosto che di una stuia non è importante, quello che conta è il gesto.

Questo ci porta alla seconda chiave di lettura che per quanto mi riguarda si incentra sulla capacità di questa gente di sopportare.
Sopportare non solo le ingiustizia di una vita, ma qualunque cosa a partire dal dolore degli altri, sono infatti spesso i primi a soccorrere i bisognosi, a portare una parola di conforto o anche solo la loro presenza.

Noi che siamo sempre così “attaccati” a qualunque cosa, materiale o no che sia, questo stile di vita risulta completamente agli antipodi, come pure quel senso di “poteva andare peggio” o “c’è sempre qualcuno che sta peggio”, concetti per noi molte volte estrenei.

Un libro che consiglio di leggere a tutti, soprattutto agli adolescenti.

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