Un libro irriverente.
Tralasciando i molti punti veramente incompresibili nei quali il protagonista, Coffin, si esprime ai suoi massimi livelli con parole composte sopratutto da Z, il libro è una lettura piacevole, densa di gag veramente esilaranti, forse troppe per potersele gustare tutte.
Infatti credo che questo libro vada letto con tranquillità perchè richiede una buona dose di concentrazione. L’assenza poi di capitoli e la presenza di una miriade di paragrafi richiedono impegno e sopratutto una lettura abbastanza assidua, da sconsigliarsi quindi per letture pre-dormita.
I personaggi sono assolutamente assurdi, ma vengono orchestrati da Fisher veramente con sapienza. Di contro alcuni passaggi, sopratutto quando Coffin ricorda il suo passato, risultano piuttosto lenti e difficili da seguire, forse l’autore su questo ci ha giocato parecchio, facendo emergere la vera natura del protagonista.
Traslasciando i due protagonisti principali, Coffin ed Hubert, che spiccano in tutta la durata del libro, anche il lato buono, impersonificato dall’ispettore corso, risulta assolutamente ridicolo se non irriverente, divenendo motivo di scherno per l’intera polizia francese.
L’ultima chicca reputo sia il finale. Una conclusione nella quale i “cattivi†vincono ed i buoni, la polizia nella fattispecie, ne risultano assolutamente perdenti.
Un libro da leggere con calma e su cui filosofeggiare tra una bottiglia e l’altra nel più classico stile del Prof.

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