Azkaban, un posto come un altro dove vivere

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Non è mai troppo presto

Eh sì, questa è un po’ la nostra filosofia, sopratutto quando si parla di viaggiare. Tanto basta che abbiamo appena acquistato gli aerei per la prossima estate.

Le destinazioni prevedono una settimana, quella di ferragosto, a Bucarest, mentre la successiva in quel di York.

Ovviamente il grande vantaggio di acquistare con 6 mesi di anticipo è quello del risparmio, questione che a noi ovviamente preme molto. Per il resto, come sempre, ci affideremo un po’ al caso, con la fortuna di alloggiare in entrambi i casi presso parenti, ci concentreremo sul “cosa fare” e sul “cosa vedere”.

Next step guida dell’Inghilterra (alla fiera del libro il prossimo maggio) e l’inmancabile to-do list :)

L’Eretico, di Alan D. Altieri

Difficile e complesso, ecco la prima impressione che ho avuto leggendo le prime pagine di questo libro.

Una sensazione che nel corso della lettura non tende certo a diminuire. Difficile perchè lo stile di scrittura dell’autore mi è completamente nuovo, mi sono trovato fin da subito senza punti di riferimento, perso in uno stile che non mi è congeniale, uno stile che richiede attenzione nella lettura e che obbliga a concentrarsi attentamente, non permette assolutamente una lettura veloce.
Scarso di dialoghi e ricchissimo di personaggi, a tratti risulta veramente complesso da gestire. Da una parte non ero più abituato ad una struttura di capitoli nella quale ognuno di esse è parte a se stante dell’intera storia, solo oltre la metà, le strade dei personaggi principali si incrociano e lasciano trasparire qualcosa di quello che sarà; ricordo che questo è il primo libro di una trilogia.

Quello che invece ho apprezzato veramente tanto, del resto fa parte delle letture mie preferite, è l’ambientazione assolutamente fantastica.
Siamo nelle terre germaniche da poco usciti dal Medioevo, in un periodo di transizione con lo sfondo della guerra tra luterani e cattolici, una guerra senza esclusione di colpi.
Un affresco nudo e crudo della società del tempo falcidiata da una parte dalla peste e dall’altra dalle violenze inaudite e spesso gratuite verso qualunque individuo, soldati, donne, bambini, religiosi. Un libro cinico, a tratti quasi insostenibile per la sua brutalità, ma è proprio la violenza che attira, che affascina, che cattura.

Vorrei andare più nel dettaglio della storia, ma onestamente dopo aver terminato questo primo libro, non mi sento in possesso di tutte le informazioni necessarie per poter dare un giudizio di contenuto.

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