Siamo pronti per affrontare la kermesse natalizia.
Ieri sera abbiamo finalmente concluso l’album di matrimonio di Silvia e Max che consegneremo questa sera.
Sempre ieri abbiamo acquisto il nostro albero di natale rigorosamente vero con in più 2 stelle di natale e 3 ciclamini.
Ultimo weekend via da casa poi ci dedicheremo anima e corpo al Natale 2007. Gli addobbi fremono per essere montati.
Eh sì, un bellissimo gadget chiamato BookGem permette di tenere un libro leggermente sollevato ed aperto senza l’uso delle mani, questo si rivela estremamante utile per chi è solito leggere durante i pasti; infatti in questo modo è possibile mangiare e contemporaneamente leggere avendo le mani libere.

Se invece vi accontentate di averne solo una di mani libere, potete provare il Thumb ring, io ce l’ho anche se non l’ho mai usato, un pratico aggeggio che infilato nel pollice permette di leggere con un’unica mano.

Ieri sera per festeggiare il ritorno di mia sorella dall’Inghilterra per qualche giorno, abbiamo pensato bene di dedicare la cena al culto dei piatti tipici.
Complice un ristorantino conosciuto da poco e assolutamente fantastico, ci siamo decisamente abbuffati.
Io, come sempre accade in queste occasioni, ho superato il limite e come sempre il mio piccolo stomachino si è incazzato come una iena.
Nell’ordine mi sono concesso:
- antipasto composta da: 1 pomodoro al gratè, salsiccia in umido con fagioloni, qualche patata al forno;
- 1 primo con risotto al radicchio rosso;
- 2 primo con pappardelle ai funghi;
- 3 gramigna con ragù di salsiccia;
- 4 primo gnocchetti al pomodoro;
- 5 primo tortellini alla panna;
- 1 fetta industriale di crostata;
- 1 caffè
Il risultato è stato un livello vicinissimo al troppo pieno col rischio di trabocco, fortunatamente, e non so come, sono riuscito a contenere il tutto, facendo anche un’ottima dormita.
Ora dopo una trentina di vasche in piscina sono completamente nuovo a parte qualche rutto che sa ancora di gramigna, ma insomma questi sono i piccoli inconvenienti che bisogna aspettarsi da prestazioni come queste.
Sabato insieme a Cesco giornata dedicata alla fotografia al Lucca Digital Photo Festival.
Nonostante gli oltre 300 chilometri di appennino e il pessimo tempo in quel di Lucca, ci siamo sparati 8 mostre.
Tante foto tutte molto diverse tra loro, la conferma che il bianco e nero regno incontrastato nelle esposizioni, la conferma di un fotografo come Erwitt, e non c’era certo bisogno di venirlo a vedere per saperlo, la grande sorpresa di Trent Parke che con i suoi scatti a luce radente ci ha veramente sorpreso!
Il resto delle mostre si è poi dimostrato abbastanza mediocre per quanto ci riguarda. Tolta la mostra di Mary Ellen Mark che lascia veramente un gusto amaro in bocc; di fronte alla certezza che gli Stati Uniti sono il ricettacolo della ricchezza e del benessere dove ogni problema in pratica non sussiste, le foto di Mary Ellen sono veramente un pugno nello stomaco. E’ veramente un’America sconosciuta quella che presenta nella sua mostra. Assolutamente da vedere.
Un’altra delusione quest’anno è venuta dal World Press Photo, personalmente non ho visto niente di nuovo, le solite immagini di guerre e soprusi, sofferenze e ingiustizie, niente altro. Non so, mi aspetterei forse qualcosa di più da un premio di questo calibro.
Nel complesso comunque la formula dell’iniziativa, con un biglietto cumulativo per tutte le esposizioni, è veramente interessante; ti permette di andare a zonzo per la città alla ricerca della location successiva senza preoccuparti ogni volta di dover fare un nuovo biglietto. Formula già sperimentata questa primavera a Reggio Emilia nella Settimana fotografica Europea.
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