Azkaban, un posto come un altro dove vivere

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The Khmer Chronicles / Issue Nr 3: Arrest of Ieng Sary

L’arresto di Kim Trang, alias Ieng Sary, e di sua moglie Ieng Thirith.

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11/11/1989

E’ bene ricordare sempre da dove veniamo.

The Berlin Wall (Fell this day, 1989)

Tutto molto bello

Quando la mattina il sole è basso all’orizzonte è tu lo puoi guardare dritto negli occhi e riminare il suo colore rosso intenso.

Quando esci per strada è non c’è più l’asfalto, ma un tappeto di foglie secche che ti accolgono.

Quando il vento non ancora gelido ti sferza il volto e ti sconpiglia i capelli.

Quando le cime sono bianche ma i prati ancora verdi.

Quando sei sdraiato a letto, nel buio della notte, e fuori piove, e godi di quel rumore lento ed incessante.

Che stagione stupenda l’autunno.

Un regalo di compleanno diverso

Già il fatto che qualcuno di chieda cosa vuoi come regalo per il tuo compleanno non è poi cosa così frequente, se poi questo qualcuno è Henri Cartier-Bresson la cosa diventa quanto meno interessante.

Martine Frank racconta sul blog della Magnum questo aneddoto in occasione di un suo compleanno, che dire, un po’ di invidia direi che sia il minimo, a parte questo, il post è tutto da leggere, ma sopratutto è interessante guardare la fotografia allegata…

Il genio dei numeri

Un libro, come quasi tutti quelli che trattano di matematica e/o matematici, interessantissimo. Credo che uno dei spunti più importanti presentati sia, oltre che ovviamente le qualità indiscusse di Nash in campo matematico, gli abissi che la mente umana può raggiungere.

Rispetto al film A Beautiful Mind, che personalmente, pur restando un ottimo film, non rende assolutamente quanto il libro, vengono presentate tutte le fasi della vita di Nash con una dovizia di particolari sorprendente. Si coglie quasi con mano la passione che deve aver accompagnato la stesura di questa biografia, l’intensità di alcuni passaggi è veramente unica.

Non posso nascondere che alla lunga la lettura risulta un po’ monotona, vuoi per la mancanza di fatti importanti, tolto il Nobel del ’94, gli ultimi capitoli lasciano un po’ a desiderare, ma rimane comunque un interessantissimo libro attraverso il quale è possibile avere uno spaccato di come gli Stati Uniti e il loro sistema accademico si siano evoluti nel novecento.

Gomorra

Sono nato e cresciuto in questo paese che si chiama Italia. Nei miei 33 anni di vita ho visto tante cose, non tutto certo, ma tante cose.

Il terrorismo rosso, le catastrofi naturali, i rapimenti, le bombe, tangentopoli e tanto tanto altro. Cosa posso dire di questo libro, certo da una determinata angolazione è una novità che in un testo dato alle stampe si facciano riferimenti precisi, con nomi cognome date indirizzi e quant’altro, ma dall’altro insomma non è che ci siano poi questi elementi di novità come invece credevo. Perchè dico questo? Semplicemente perchè per uno sguardo ed una mente curiosa è sempre tutto a portata di mano, ma ovviament e costa fatica, la fatica di dover cercare personalmente le notizie e di metterle insieme, interpretarle, insomma rielaborarle senza prendere per buono quello che vomita la TV.

Certo il punto di vista di Saviano è quello di una persona che ha vissuto in primo piano, sulla pelle, le cose che scrive, questa è la novità secondo me importante, uno scrittore che scende in strada per vivere, anche a costo della propria sicurezza, la “vita”.

Non posso dire di aver trovato un capitolo più interessante di altri, diciamo che rispetto alle informazioni che fanno parte del mio bagaglio culturale, la lettura apre le porte verso certe “questioni” che diversamente sarebbero difficili da affrontare, credo che al di la di quello che si presenta nel libro, che è il presente, la cosa veramente fondamentale, l’insegnamento da trarre da questa lettura è che bisogna guardare con preoccupazione al futuro, si perchè se per certi temi ormai triti e ritriti quali la violenza, lo spaccio di stupefacenti, il pizzo, ecc. secondo me due questioni saranno all’ordine del giorno, ma non tra qualche anni, ma domani.

Da una parte la questione cinese e la dilagante espansione che stanno avendo in tutto il mondo, ma in particolare in Europa ed in Italia, dall’altra la questione ecologica in quanto se un tempo le attività illecite potevano riassumersi in attività prettamente “economiche”, oggi la questione ecologia-rifiuti, porta ad interessare tutti, non solo i poveri cristi che vivono nel meridione, ma anche noi, anche chi vive in Europa. Perchè se i boss inquinano i campi nei quali si produce cibo che poi viene esportato è chiaro che tutti siano coinvolti in prima o seconda battuta.

Insomma gente, meditate.

Gli eroi di Formigine: Robocop

Di Robocop non si conosce l’età, ma certo, qualunque essa sia, non fa onore al suo fisico.
Infatti quello che caratterizza questo eroe, è proprio la prestanza fisica, i suoi pettorali, ed i suoi quadricipiti sono le parti che più si notano in un corpo che comunque appare perfetto ed invidiato.

Robocop inizia la sua carriera oramai oltre 15 anni fa, quando abbagliato dalle competizioni di Triathlon si dedica anima e corpo alla preparazione fisica. Voci incontrollate lo presentano come una roccia massiccia che corre veloce per le vie del paese con una leggiadria quasi impareggiabile.
In breve tempo le prestazioni diventano importante, ma al momento sono ancora all’oscuro circa i risultati agonistici.

Quello che è certo è questo:

  1. la preparazione aerobica lo vede corridore instancabile, tanto che nel parco di Villa Gandini in brevissimo tempo ha scavato un solco profondo 30cm che segna il suo abituale percorso, inoltre voci non confermate lo danno come instancabile tanto che qualcuno dice di averlo visto correre 3 giorni senza mai fermarsi;
  2. la preprazione delle due route lo vede agile e scattante su una bicicletta fatta su misura per i suoi 190cm ed oltre. Completamente in titania si dice che sia ricavata dagli scarti delle combustioni dell’inceneritore di Modena;
  3. la prerazione acquatica lo vede presentarsi in piscina munito solo di un piccolo zainetto, meno di 15 lt sicuramente, tanto che molti si chiedano cosa contenga uno zaino così piccolo. Impossibile farci stare un asciugamano, al massimo contiene un custuno ultra-anfibio ad alte prestazioni di scorrevolezza, un paio di occhialini ricavati da un lungo procedimento che trasforma le alghe in una speciale plastica leggerissima, l’immancabile cuffietta d’ordinanza anch’essa ultra-anfibia in grado si dice di aiutarlo nella respirazione grazie ad un ingegnoso innesto di alga branchia. Alcuni dicono di averlo visto uscire dalla vasca completamente asciutto, ma sono voci non confermate.

A completare la figura quanto meno mitica sono i capelli biondi tendenti all’arancione e il classico portamento da supereroe in grado di affrontare qualunque sfida con il classico aplomb britannico.

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