Azkaban, un posto come un altro dove vivere

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Gli eroi di Formigine: Cavallo Pazzo

La pazzia nasce dal desiderio incontrollato di correre!
Sì è proprio questo che fa di lui il nostro eroe.

Correre, correre e ancora correre. Forrest Gump, vi ricordate quando prese a correre attraverso gli Stati Uniti, avanti e indietro, avanti e indietro, comunque lui era un piccolo bambino in confronto a Cavallo Pazzo.
Cavallo Pazzo corre ogni giorno dell’anno, corre con ogni tempo, corre con ogni festa, e sopratutto corre solo al parco.

Anche lui come Robocop, ha il suo itinerario prestabilito, chilometri e chilometri macinati ogni giorno hanno creato un salto profondo 40 centimetri, il comune più di una volta è devuto intervenire per rimpire quello che ormai era un fossato più profondo di quello del Castello.
Dopo qualche anno il Comune ha cercato di correre ai ripari e ha rimpito di acqua ed alligatori il fossato di Cavallo Pazzo, ma l’unico risultato è stato quello di un coro di proteste da parte di alcune madri che hanno visto i loro piccoli finire nelle fauci dei coccodrilli.

Ora, dopo anni di incuria, il fossato si è progressivamente abbassato, tanto che quando Cavallo Pazzo corre, lo si vede solo dalla cintola in su.

Alcuni amici hanno provato a dissuaderlo, altri hanno cercato di coinvolgerlo nel corpo dei Bersaglieri, che per definizione corrono sempre, ma non c’è stato verso, Cavallo Pazzo ha votato la sua vita alla corsa al parco.

Come tutti gli eroi che si rispettino, anche lui ha la sua fila di proseliti, schiere di piccoli pony che ogni primavera cercano di emulare il proprio idolo, ma non c’è niente da fare: la classe non è acqua!

Noi amiamo Cavallo Pazzo perchè ormai fa parte del Parco, anzi è fauna autoctona dal Parco stesso. Il Comune infatti sta pensando di inserirlo negli opuscoli informativi che ogni anno vengono stampati per promuovere Villa Gandini e il suo Parco.
Ma lo amiamo anche perchè ormai è una certezza! Una presenza su cui si può sempre contare.

Grazie Cavallo Pazzo, non lasciarci mai!

P.S.: se un giorno il fossato diventerà così profondo da non vederti più, non preoccuparti faremo una colletta noi cittadini per ripristinare il corretto livello del suolo.

Google Maps aggiunge il layer terrain

Google Maps ha aggiunto un nuovo layer in overlay: il terrain.
In pratica è possibile visualizzare i rilievi del territorio, veramente interessante.
Mancano ancora i riferimenti sulle altitudini, ma credo sia solo questione di tempo.

googlemaps.jpg

Le competenze queste sconosciute

Che senso ha che in un’azienda venga assoldato un consulente informatico, con anni di esperienza e non nella cantina dei genitori, ma dal buon vecchio Bill, che ignori il concetto di alias e di casella di posta? Che pretenda un manuale del pannello di controllo di postfix, che tra l’altro non esiste, che descriva il funzionamento di 6 link, tra qui uno è logout.

Sono basito! Non riesco a trovare altro termine che: incapacità conclamata!!!!

Quanto costa dire no?

Da sempre si ritiene che il mestiere di genitore sia il più difficile di questo strano mondo. Niente di più vero, per lo meno dal mio punto di vista. Ma che cos’è che lo rende così difficile?
Personalmente non ne so molto perchè non rientro ancora in questa schiera, ma ripensando alla mia infanzia e guardando il mondo che mi circonda qualche conclusione posso tirarla.
La presenza di bambini nelle coppie/amici che frequentiamo sta iniziando ad essere numerosa e diventa anche più semplice poter fare dei confronti tra i diversi metodi educativi, si spazia da 1 anno a 6 anni, quindi è già possibile vedere i risultati di una certa impostazione piuttosto che un’altra.
Dopo la serata di ieri, direi che la prima lezione, anche se onestamente non ce n’era bisogno, ma evidentemente non è così per tutti, è che il NO risulta fondamentale nell’economia dell’educazione infantile. Il porre dei limiti, il far capire che oltre non si può andare, che la misura è colma, che insomma è ora di basta, è essenziale.
Ieri sera a confronto 2 famiglie diversissime fra loro, anche nei risultati. 1 anno di una contro 4 e 6 dall’altra. Da una parte pochissima attenzione e nessun limite alle azioni ed ai comportamenti (1 anno), dall’altra poche parole per riportare all’ordine, frutto sicuramente di un’educazione imposta fin da subito.
Mi pare che l’atteggiamento comune sia: “adesso fai quello che vuoi poi quando sarà il momento ci penso io a te!”, come del resto mi espresse qualche anno fa il buon AP. Personalmente niente di più sbagliato, come si può anche solo lontanamente pensare di recuperare imponendo il NO, o più in generale qualche limite, in un bambino che per anni ha fatto quello che voleva? Io credo sia impossibile.
E allora po, come succede ieri sera, si sentono frasi del tipo: “che fortunati che siete voi, le bimbe vi ubbidiscono subito.”, per forza, penso io, loro hanno fin da subito imposto un modello chiaro, lottando probabilmente tutti i giorni, ed è lì secondo me la grande difficoltà, nel “tutti i giorni”, quando torni a casa stanco dal lavoro, quando il sabato vuoi fare i cavoli tuoi, quando la sera vuoi uscire con gli amici, ecc.
Ma tutto questo ovviamente rimane nella sfera delle mie considerazioni personali, ognuno in fondo sa di casa sua, e non sta certo a me o ad altri giudicare l’operato altrui, certo è che quando si sta insieme viene naturale esprimere il proprio pensiero e fare confronti.

Vedremo poi nei prossimi anni cosa porterà questo modo di fare, chi vivrà vedrà.

Era solo questione di tempo…

prima che arrivasse anche qui. Credo che questo potrebbe preludere ad una grande carriera politica, ovviamente di voi sapete chi.

E’ ufficiale sono partiti!

13:21 Hanno lasciato ufficialmente il suolo natio per terre straniere e lontane. Un lungo ponte da Milano e Christchurch(Ōtautahi) che si concluderà solo nella giornata di sabato.
Nemmeno Harry Potter è riuscito a dissuadere Stefano dal partire, eppure ha provato a lanciare uno schiantesimo contro di lui ma Tinez, dimostrando doti fino ad ora sconosciute, l’ha bloccata prontamente e il tutto si è risolto in un nulla di fatto.

Vediamo qui Stefano a tu per tu con HP dopo lo scontro. Ragazzi fate buon viaggio e salutateci i Maori, ci rivedremo a Natale 2008.

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Thanksgiving Day

Oggi è il giorno del ringraziamento, per lo meno negli Stati Uniti.
Personalmente questa giornata evoca ricordi di freddo, neve, caldo di casa, e tavole imbandite. Tutti ricordi elaborati dai film che nel corso degli anni ho visto. Certo è che negli States questo giorno riveste un’importanza notevole, in passato serviva a celebrare la fine della stagione dei raccolti, la data di inizio risale al 1623, oggi serve essenzialmente per riuniune la famiglia intorno al tacchino, il vero re di questa festa.

carve-turkey.jpgA tal proposito il New York Times ha pubblicato una simpatica guida su come tagliare il tacchino che vi invito se non a leggere almeno a visionare. La guida è correlata da foto e da video sulle operazioni principali.
Immancabile poi il todo-list sia in preparazione, ma ormai è un po’ tardino, che quello per la giornata e il “the day after”. Vediamo cosa prevede l’organizzazione:

  • Don’t forget breakfast.
    Your family will be happier sitting down to an afternoon feast if their stomachs aren’t completely empty.
  • Make the stuffing in the morning and stuff the turkey right before it’s ready to go in the oven.
  • Enlist helpers to set the table before guests arrive.
    Those who are not setting the table can arrange the vegetable plate or other pre-dinner platters. Encourage reluctant children (and adults) to pitch in by announcing that the worst sourpuss will have to scrub the turkey pan at the end of the night.
  • Remove prepared side dishes from the freezer.
    Just before roasting the turkey, combine stuffing ingredients or place in an oven safe dish or foil.
  • Roast the turkey.
  • Within two hours after roasting, remove stuffing from turkey and carve meat off bones.
    Then, chill in refrigerator before wrapping for storage. Once chilled, wrap turkey and stuffing separately.
  • Once guests start to arrive, give each child an assignment.
    Such as greeting the guests at the door, taking people’s coats, making a new member of the family feel at home, or getting the younger kids prepared for dinner.
  • The table’s set, the guests have arrived, and it’s still a while before dinnertime?
    Suggest that everyone write thank-you notes to family members and friends who couldn’t be with you on this night, telling them why you’re grateful that they’re a part of your life and that you’re thinking of them. Have extra stationery, pens and stamps so guests can join in.
  • Have a great Thanksgiving!
    Be sure to send your guests home with leftovers.

Proseguendo nelle attività giornaliere, non poteva mancare America’s Thanksgiving Parade®.

Per chi invece ha nostalgia di tempi antichi, esiste un audio book gratuito nel quale William Bradford, George Washington e Abraham Lincoln proclamano la giornata del Thanksgiving.

Thanksgiving su Wikipedia (US)
Thanksgiving su Wikipedia (IT)
Butcher’s Method Takes Carving Off the Table (NYT)
Thanksgiving Day Checklist

Il futuro? Grigio anzi no, forse nero

Un interessante articolo uscito su NewScientistEnviroment, e riportato anche dal Corriere della Sera, illustra le correlazioni tra i cambiamenti climatici e l’avvento di guerre negli ultimi 500 anni.
Il messaggio è molto chiaro, secondo gli ultimi studi nei prossimi anni la fase di forti cambiamenti climatici che stiamo vivendo porterà sicuramente problemi, si cita a tal proposito l’attuale guerra in Darfur, che secondo il segretario delle Nazioni Unite, deve, in parte, il suo inasprimento alla scarsa presenza di risorse sul territorio, la desertificazione e il degrado ecologico.

Un altro capitolo viene riservato a quelli che ormai vengono definiti “i nuovo rifugiati“, ovvero tutte quelle popolazioni che a causa dell’innalzamento del livello del mare si vedranno costretti ad abbandonare la propria casa, i propri averi, insomma tutto.

Un’altra evidenza che deriva poi dall’innalzamento delle temperature sarà la maggior difficoltà nella produzione di cibo, e il conseguente, ovvio, aumento di prezzi per procurarsi i minimi mezzi di sussistenza, ma non solo, meno cibo uguale più morti; meno cibo uguale più tensioni a livello sociale; meno cibo uguale conflitto, a diversi livelli, più frequenti.

Insomma ci sarà da divertirsi.

New Scientist Enviroment web site

-6 to go

Ieri sera, complice l’incontro del Club di Lettura, eravamo a casa dei Vagabondi, ambiente completamente sottosopra ad una settimana dalla partenza, del resto è il minimo che ci si possa aspettare. Chiacchere vaghe e scomposte ci raccontano gli ultimi aneddoti prima della partenza, come la sparizione e ricomparsa del passaporto di Stefano, insomma clima disteso, ma non troppo.

Oggi hanno in programma il ritiro dei pacchi, ovvero la spedizione dei loro 2 metri cubi di roba in terra neozelandese, 40 giorni di viaggio per mare sfidando interperie e pirati.

Domenica ultimo saluto, quello ufficiale, quello con tutti, alla Fattoria del Parco, un film già visto più di una volta, ma che è sempre un piacere rivedere; un po’ di amarezza, ed invidia, ma in fondo sono i nostri amici e non possiamo che volere tutto il loro bene.

Nel frattempo prende forma l’idea della trasferta nella terra dei Maori per il prossimo Natale, chissà….

So già che domenica sarà una pessima giornata, quindi è qui che vi faccio i miei saluti: in bocca al lupo a tutti e 3, vi vogliamo veramente molto bene, ciao.

Lucca digital photo fest 2007

Calendario ricchissimo di appuntamenti quest’anno. Tra le mostre che più mi interessano segnalo:

LUCCADigitalPHOTOFest

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