Oct 25, 2007
La sottile linea scura
Un’intensa panoramica degli anni ’50 nel sud degli Stati Uniti. Una storia che sa di altri tempi e che a me in particolare ricorda per certi versi la mia infanzia. Forse è proprio questo aspetto che mi ha catturato di più, infatti nei miei ricordi le avventure con i miei amici di quel tempo, le emozioni e l’intensità con cui si viveva mi ricordano molto alcuni passaggi del libro. Noi non avevamo il drivein o la segheria o il quartiere di colore, ma avevamo la piccola stazione ferroviaria del paese, territorio assolutamente incontrollato e quindi “di nostra pertinenza”.
Un’altro aspetto molto interessante è crescita e cambiamento che accompagna l’intero libro, non solo verso Stanley, ma verso tutti i componenti della famiglia che in modo o nell’altro vedono cambiare la loro vita nell’arco di un’estate.
Da un punto di vista puramente superficiale, questo libro si legge di filata senza grandi problemi, è il primo che leggo di Lansdale e devo dire che il suo stile mi piace, semplice, diretto e scorrevole. Da leggere.
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