May 28, 2007
Il cobra di Formigine!
Pomeriggio televisivo quello di ieri, alternato tra la tristezza del gran premio di formula 1 e il tappone dolomitico; non poteva che essere quest’ultimo la scelta obbligata per me che si apprezzo il ciclismo, ma che soprattutto amo le montagne, le dolomiti in particolare. Se poi ci mettiamo che l’arrivo è in quel regno nel quale mi sono formato e sono cresciuto, beh non potevo mancare l’appuntamento.
Erano anni che non assistevo ad una tappa così emozionando, anni in cui non si vedeva qualcuno rompere sti benedetti schemi e tattiche di gara, come se ognuno fosse obbligato a recitare un ruolo prefissato ancor prima della partenza, riprova di questo un’intervista volante fatta ad responsabile di una squadra che sottolineava il comportamento non “logico” di qualche corridore. Veramente triste sta cosa.
Per fortuna che a volte le cose non vanno nel verso che tutti si aspettano e quindi eccolo questo ragazzo, mio compaesano, che ricalca le gesta di personaggi del recente passato ormai scomparsi, ma che non ha nulla da invidiare a loro per carattere e fibra morale. Non è certo un Pantani dei giorni migliori, ma la gamba è piuttosto buona, e vederlo arrancare su per i tornanti delle 3 Cime, io che li ho fatti a piedi e in macchina e so quanto tira quella maledetta strada, vedere quella smorfia di sofferenza e dolore, immaginare il bruciore dei polpacci ad ogni pedalata, insomma è stata un’emozione veramente intensa, una di quelle emozioni che lo sport centelline con il contagocce e che risulta quasi un peccato perdersela.
Sono contento di aver visto questa tappa, contento di poter mantenere un ricordo di un qualcosa fuori dal comune.
Vai Riccò, la tua strada è appena iniziata.
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