May 8, 2007 0
La porta proibita
Leggendo questo libro di Terzani mi sono imbattuto in un passaggio, che secondo me dovrebbe far riflettere, che oggi mi fa sorridere, ma che pensando ad alcuni miei amici mi fa rabbridire.
I giovani di oggi fanno troppe domande, parlano troppo della loro libertà e non capiscono i principi, dice un funzionario del partito di Shengyang. Dalla morte di Mao, e dopo il completo rovesciamento delle sue politiche, la pratica dell’indottrinamento e delle frequentissime riunion, in cui gli slogan del momento venivano martellati nella testa della gente, è rallentata, e ora davvero la gente pone, anche in pubblico, domande che un tempo sarebbero state assolutamente impensabili.
“Se il socialismo è così buono, com’è che non riusciamo mai a raggiungere il mondo capitalista?” chiede un lettore in una lettera indirizzata al Quotidiano dei Lavoratori. E un altro: “Gli operai nel capitalismo sono sfruttati, si sa, eppure vivono meglio di noi che non siamo sfruttati. Loro hanno macchine, frigoriferi, televisori, e noi no. Perchè?”
Il giornale dei sindacati ha dovuto reagire a queste domande poste dagli operai, e in un editoriale intitolato Solo il socialismo può salvare la Cina, affisso nelle bacheche di tutte le fabbriche, si legge: Non fosse stato per le immense distruzioni causate dalla Banda dei Quattro nei diaci anni di caos, la differenza fra noi e i paesi occidentali sarebbe minima.

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