Aug 29, 2006
Tutto il mondo è paese
Lunedì 21 agosto 2006, siamo di nuovo a Barcelona dopo aver attraversato tutto il centro dello stato da Toledo a Valencia e poi su su fino al El Masnou, nostro ultimo campo base.
Ieri il viaggio verso Valencia si è rivelato estremamente semplice, attraverso la nuovissima autopista AP36 ci siamo mangiato oltre 350 chilometri in poco più di 4 ore, un vero spettacolo.
La tappa valenciana è dovuto in quanto visitiamo Micol che ormai da qualche mese vive lì.
Lasciamo il camper parcheggiato sotto casa, vigilato attentamente da una vicina che dal balcone non si perde una virgola di quello che succede.
Ci lasciamo accompagnare da Micol per le vie del centro, interessante e da vedere, per concludere con una frugale cena a base di paella. Il ritorno al camper riserva la sgradita sorpresa di una multa per divieto di sosta, ma non si capisce molto bene il motivo visto che divieti non ce ne sono e oltretutto altre macchine sostano indisturbate. Forse che il camper sia segno di un qualcosa che non va bene? Probabilmente si vista la guardia della vicina che alle 9 di sera pattuglia ancora dal balcone tutta la via.
Scazzo generale, per lo meno per me. Non mi va più di passare la notte qui, decidiamo quindi di partire con calma verso Barcelona
Ormai sono 2 settimane che non guidiamo di notte, è strano.
Sosta benzina appena entrati in autopista, la 7 per la cronaca, e poi lentamente cominciamo la risalita.
Poco dopo la mezzanotte siamo veramente stanchi e decidiamo di dormire in autogrill, che tra parentesi la maggioranza appartengono all’Autogrill italiana.
5 ore di sonno non sono male anche se non sono molte, alle 6 sveglia e poi partenza al volo per ritrovarci alle 8,15 all’ingresso del camping.
La giornata trascorre finalmente tranquilla, prima la spesa per rimpinguare il frigo e poi in spiaggia accompagnati da un vento veramente molto teso ed onde altissime.
Lo spettacolo è veramente fantastico, ma come in tutte le cose belle il tempo passa rapidamente.
Questa sera è il turno del ristorante e casualmente sediamo a fianco di italiani, e ancora più casualmente impariamo che sono di Modena, assurdo.
Veramente tutto il mondo è paese, l’importante è che non sia il proprio.
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