Oh sì, questa volta abbiamo proprio superato il limite.
Oggi è il fatidico 14 marzo, giorno di presentazione delle domande per la richiesta dei permessi di soggiorno. Quest’anno è toccata anche a noi, anzi a dire bene è toccato a Lavi mettersi in “fila” per presentare la domanda di conversione del suo permesso.
Ma veniamo alla cronaca.
Ieri mattina, come tutti i giorni, guardo la prima pagina della Gazzetta di Modena, e noto un titolo quanto meno allarmante: “Immigrati: prime code già nella giornata di ieri.”
Ma come, ieri era domenica, che cazzo ci fa la gente già in coda?!#%$
Chiamo Lavi e le racconto la cosa: panico!
Alle 10 circa arriva in posta a San Vito e ovviamente coda, per fortuna essendo un paesino di qualche anima, il numero è limitato, posizione numero 12, in quella che diventerà la lista, anzi la Schindler’s List!

Ogni 2 ore chiamate all’appello e depennamento degli assenti, roba da vero terzo mondo, fortunatamente un buon samaritano (italiano), anche lui ovviamente interessato in prima persona, si è prestato a gestire la trafila della lista, fare i biglietti, chiamare la gente, spiegare.
Ieri a pranzo vado la per mangiare un panino con Lavi e ovviamente bordello, il solito italiota che la mattina presto aveva preso il numero si era ovviamente defilato fino alle 13 pensando così di mantenere il posto, ma niente da fare, la legge è uguali per tutti, eliminato dalla lista.
Gran casino ovviamente, nel frattempo arrivano i Carabinieri che minacciano di sfollare i listaioli, ma poi il tutto si esaurisce.
La giornata prosegue tra appelli e controappelli, il sole cala e con lui la temperatura. Alle 7 torno la e dopo la chiamata corriamo a casa per mangiare una pizza in 5 minuti, cambiarci ed essere di nuovo presenti per presidiare il posto, non si sa mai, prossima chiamata ore 23,00.
Il freddo è veramente pungente, c’è gente di ogni nazionalità : senegalesi, marocchini, indiani, filippini, albanesi, rumeni, un bailame di lingue nel quale è difficile spiegare alla gente come e quando; il buon samaritano da gli orari, cerca di spiegare ma spesso le sue parole si perdono negli sguardi indecifrabili della gente, non capisci se hanno recepito il messaggio oppure no; qualcuno scherza ma il freddo è veramente forte, ci saranno 3 gradi, fortunatamente la nevicata di domenica non ha lasciato molti strascichi.
Alcuni imprenditori si alternano con gli extracomunitari per fare la fila, anche sta gente avrà pure una famiglia. Qualcuno arriva tardi perchè il bimbo stava male, altri se ne stanno seduti su qualche sedia da giardino, piccoli gruppetti parlano fitto, ognuno nella sua lingua, una piccola babele di culture che in fondo in questi momenti si compatta nella difficoltà del momento.
Qualche buon modenese non capisce il perchè di questa organizzazione dentro la disorganizzazione più completa, azzarda qualche soluzione personale, altri, imprenditori, espondono le loro esigenze di poter assumere/regolarizzare quando se ne ha bisogno e non una volta l’anno, insomma come sempre accade, da buon italiani, ognuno è portatore della soluzione del problema.
Le ore passano seduti in macchina, ogni tanto passano i Carabinieri per un controllo, impariamo che a Sassuolo si sono accoltellati, ottimo direi, in fondo qui si sta bene, la lista conta un centinaio di iscritti, figuriamoci in paesi più grandi.
A mezzanotte dopo l’ultimo appello vado a casa per una dormita veloce, Lavi invece dorme in macchina, alle 2 ci sarà la chiamata successiva e come da accordi alle 4 tutti in fila dentro le transenne.
Alle 5 mi alzo, barba e doccia e poi torno la, Lavi mi aspetta infreddolita, c’è poca gente, sono appena le sei meno dieci, stiamo un po’ in macchina per scaldarci, alle 6,30 ci salutiamo e vado al lavoro, adesso comincia la vera avventura.
Facendo un rapido calcolo sui 170000 posti a disposizione spalmati sui 5500 uffici postali circa, in media ogni ufficio postale raggiunto il trentesimo utente ha esaurito il suo compito, nel senso che i restanti fanno solo da comparsa, se poi pensiamo che si può presentare fino a 5 domande per utente, questo numero diminuisce drasticamente.
Però come sempre la speranza è la vera forza che fa andare avanti sto mondo.
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