Azkaban, un posto come un altro dove vivere

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Apocalisse nera

Ho appena terminato il terzo libro di quella che credo essere la prima trilogia meteo-thriller italiana. Una conclusione forse meno catastrofica di quello che speravo, ma nel complesso anche questo capitolo è stato decisamente appassionante.
A chi è appassionato di meteo consiglio vivamente di leggere tutta la trilogia!

1- Apocalisse bianca
2- Apocalisse rossa
3- Apocalisse nera

Di seguito la trama dell’ultimo libro:
Il mondo attende con angoscia le ultime eruzioni vulcaniche previste dal professor Bjorklund e intanto le forze della natura continuano a mettere in ginocchio la Terra: tempeste di vento abbattono le foreste del Nord Europa, mentre un’eccezionale ondata di calore uccide uomini e animali, provocando siccità, migrazioni di massa, invasioni di insetti impazziti. Quali interessi economici e militari, quali forze politiche si nascondono realmente dietro il complotto? In un paesaggio da fine del mondo, la redazione di MeteoLive TV indaga tra Europa e Stati Uniti per smascherare chi ha fatto impazzire gli equilibri naturali.

A volte mi faccio paura

Eh sì, mi sono talmente intrippato con sto libro sui numeri primi che leggendo scopro una cosa bellissima: come il SETI program (SETI@HOME) anche qui esiste un programma simile di calcolo distribuito che si preoccupa di verificare i numeri di Mersenne.
Cosa sono?
Beh in pratica Mersenne affermò che se 2n -1 è un numero primo, allora n è primo.
Ovviamente questo era vero solo in parte, soprattutto fino alla fine dell’ottocento quando il calcolo “a mano” di 2n si fermò a 2127. Solo con l’avvento dei calcolatori CRAY iniziò la vera corsa ai primi da record.
Ovviamente per poter verificare effettivamente che il numero ricavato è un numero primo, prima nel 1870 da Lucas e successivamente nel 1930 da Lehmer, è stato sviluppato un test di verifica sui numeri di Mersenne.
Ad oggi è stato trovato il 43esimo numero di Mersenne pari a 9,152,052 di cifre, impressionante!!!

Al momento ho installato il programmillo che sta effettuando i primi test per controllare il perfetto funzionamento, in pratica cpu costante tra il 60% e il 99% di utilizzo: non male.
Al momento sembra funzionare correttamente, vedremo poi, visto che lo farò lavorare solo di notte, la cosa però è veramente intrigante. :)

Scoperte

Qualche giorno fa leggendo i fascicoli sui fotografi della Magnum, ho scoperto questo personaggio di cui ignoravo l’esistenza: Raymond Depardon.
Tra i pensieri da lui riportati questo mi è piaciuto particolarmente:

La delusione: è il primo elemento del viaggio.
Bisogna aspettarsela questa delusione, arriva da un momento all’altro, passando per l’euforia, l’entusiasmo, le luci dell’inizio, l’aeroporto e poi eccola qui, arriva, ci sentiamo delusi. E allora?
Come sempre, quando si arriva in basso, non si può che risalire. Si risale molto lentamente e poi il viaggio comincia davvero: ecco le cose che non avevamo visto e le foto si animano. E si comincia a riprendere vita.
Le luci non ci sembrano male, la gente, i suoni, i gesti… E’ un viaggio. Ancora una volta il viaggio forse è solo un nome. Si tratta di un paesaggio che ci corre accanto mentre noi restiamo fermi, oppure il contrario?

Il Re è tornato

Sabato 1 aprile si organizza a casa nostra la maratona del Signore degli Anelli.
A distanza ormai di 3 anni dall’evento che vide io, Lavi e Bortolo partecipi al Medusa di Bologna, abbiamo pensato di rivivere quell’esperienza, questa volta però sul divano.

Il ritrovo è fissato per le 11 di sabato mattina a casa nostra, inizio proiezioni ore 12.

Se qualcuno vuol partecipare con salatini e compagnia bella, è ben accetto.
Ricordo a tutti di venire in tuta e portarsi le ciabatte da casa.

:D

Ma tutte le volte…?!

E’ già da qualche tempo che seguo la situazione degli scontri in quel di Parigi, l’ultima, la notte scorsa, ha visto l’arresto di 212 studenti e il ferimento di 35 agenti della polizia, noi tra meno di un mese saremo la e la cosa non è che mi preoccupi più di tanto, perchè al massimo si faranno delle foto interessanti, quello che mi fa pensare è che tutte le volte che si organizza qualcosa finisce sempre che in quel posto o in quel periodo ci sono dei casini.
Tutto questo è veramente assurdo! E’ come se ci fosse una regia superiore della sfiga.

Intanto siamo a -28.

L’apocalisse …..capitolo secondo me

Mercoledì mattina…. Apro gli occhi ….. che ore sono…non lo so, ma so che dormirei ancora tanto. Non mi sono ripresa dalla maratona di lunedì e martedì.
Scendo dal letto e mi vesto…. Sento male sul 80 % del corpo, ho le vesciche ai piedi, mi bruciano gli occhi e faccio fatica a respirare per via del naso chiuso. Tutto questo perché? Perché ho passato due giorni e una notte fuori davanti ad un ufficio postale.
Filo ha gia raccontato questa avventura come l’ha vista lui. Adesso proverò a raccontala come l’ho vissuta io.
Lunedì mattina trovo per sbaglio che le code davanti alle poste si stanno già formando… Ma come, non era domani che si potevano deporre le richieste?
Cosa faccio?….panico più totale. Non potevo prendermi 2 giorni di ferie…uno può andare…ma due!
Alla fine il mio titolare è stato molto ragionevole e mi ha incoraggiata a non lasciarmi perde l’occasione. E così mi sono messa sulla lista ed è cominciata l’attesa.
Ci sono già quelli che hanno preso in mano la situazione. La lista……i numeri…gli appelli….. sì, si fanno appelli ogni ora per evitare che la gente si iscriva per poi andare via.
Inutile stare a raccontare tutte le tappe di questa follia…. La gente si da i cambi, ma visto che io non ho nessuno che mi dia il cambio entro a far parte del “comitato organizzativo”…. prendo giù i nomi, spiego le regole… cose del genere.
Dopo un pranzo a base di panini portati da Filo… comincio a pensare a questa cosa come ad una scampagnata… tanto ho tutto quello che mi serve: un sacco a pelo, una coperta in pile, un termos pieno di thè caldo (che non potrò bere per via della pipi).
Guardo l’orologio… è quasi l’una e mezzo… che bello, però dopo mi ricordo che solo fra 25 ore si aprirà l’ufficio postale per la consegna.
Comincio ad ascoltare le conversazioni della gente. Un ganese, figlio di un padre con 3 mogli, sta cercando di portare in Italia 6 dei suoi 34 fratelli. E’ convinto che le donne vadano picchiate per ricordare il loro ruolo in società. Non riesco a capire di che religione è, perché mi parla della Bibbia, del matrimonio in chiesa, ma anche del fatto che quando tornerà nel suo paese si prenderà qualche altra moglie. Cerco di farmi dire perchè la donna vale meno dell’uomo, ma è così e basta. Dopo un po’ mi si avvicina chiamandomi “amica” e mi chiede di presentare una delle sue domande (perché una persona ne può presentare solo 5). Ma come… le donne possono presentare questa domanda…… ah ho capito, io sono prima di lui sulla lista e cosa non si fa per la causa !!!!!!!!
Sono arrivati anche i carabinieri. Hanno preso giù dei dati e ci hanno raccomandato di non fare casino, perché nella località vicina, hanno già stracciato una lista per riportare l’ordine tra la gente.
Certamente non ci siamo fatti mancare neanche l’italiano che pur avendo preso un numero la mattina, non si era più fatto vedere per tutta la giornata. Certamente pensava che essendo italiano poteva andare tranquillo a fare le sue cose! Tanto le regole valgono solo per gli extracomunitari, non per gli italiani. Purtroppo per lui non è stato così, e si è ritrovato in fondo alla lista.
E poi è arrivata la notte. Dopo una pizza calda, seduti ad un tavolino, ritorniamo (io e Filo) per l’appello delle 21.00
Un altro giro dei carabinieri arrivati in tempo per mandare via un gruppo di albanesi con voglia di litigare.
Verso mezzanotte Filo è tornato a casa. E io sono rimasta a dormire in macchina.
E’ passato anche l’appello delle 2 e poi quello delle 4, quando ci siamo messi in fila.
La fila è resistita solo per mezzora dopo di che la gente è tornata a dormire ognuno dove poteva.
Ed è arrivata anche l’alba del 14. Sconvolta e mezzo congelata (la macchina, anche se accesa, scalda solo fino ad un certo punto) mi preparo per le prossime 8 ore.
Filo mi porta dell’altro thè caldo che non ho coraggio di bere (sempre per via della pipi).
Verso le 8 faccio colazione, e quando chiedo dove si trova il bagno, la barista mi raccomanda di lasciare in bagno pulito….. devo somigliare ad una sporca zingara se si sente di darmi questo “consiglio”……
La mattinata è passata meglio di quello che mi aspettavo. Niente risse, niente discussioni. Solo uno dei albanesi della notte prima è arrivato per tastare la situazione, per vedere se poteva fare un pò il bullo. Ma alla fine si è arreso anche lui.
Mi chiedo perché ho fatto tutto questo… lo so, l’ho fatto perchè voglio lavorare, non perché non sarei in regola qua. Il permesso di soggiorno che ho adesso mi da la possibilità di studiare… ma non di lavorare.
Anche se la cosa non va in porto, non credo che affronterò un’altra volta questo calvario. La natura ha vinto… io non sono fatta per notti passate in bianco al freddo!

Ho detto che se non va bene stavolta, do un annuncio al giornale per trovare un marito! Anche Filo è d’accordo con me sul non rifare questa pagliacciata, ma lui ha proposto (come soluzione a tutti questi problemi) di spostarci in un altro paese………………. Spero solo che sia uno caldo!
C’è anche qualcosa che mi consola, le persone che mi hanno chiamato per sostenermi moralmente, il personale della posta che è stato molto operativo, e il mio titolare che mi ha chiesto scusa da parte degli italiani per il trattamento subito.

L’Apocalisse

Oh sì, questa volta abbiamo proprio superato il limite.
Oggi è il fatidico 14 marzo, giorno di presentazione delle domande per la richiesta dei permessi di soggiorno. Quest’anno è toccata anche a noi, anzi a dire bene è toccato a Lavi mettersi in “fila” per presentare la domanda di conversione del suo permesso.
Ma veniamo alla cronaca.
Ieri mattina, come tutti i giorni, guardo la prima pagina della Gazzetta di Modena, e noto un titolo quanto meno allarmante: “Immigrati: prime code già nella giornata di ieri.”
Ma come, ieri era domenica, che cazzo ci fa la gente già in coda?!#%$
Chiamo Lavi e le racconto la cosa: panico!
Alle 10 circa arriva in posta a San Vito e ovviamente coda, per fortuna essendo un paesino di qualche anima, il numero è limitato, posizione numero 12, in quella che diventerà la lista, anzi la Schindler’s List!

Ogni 2 ore chiamate all’appello e depennamento degli assenti, roba da vero terzo mondo, fortunatamente un buon samaritano (italiano), anche lui ovviamente interessato in prima persona, si è prestato a gestire la trafila della lista, fare i biglietti, chiamare la gente, spiegare.
Ieri a pranzo vado la per mangiare un panino con Lavi e ovviamente bordello, il solito italiota che la mattina presto aveva preso il numero si era ovviamente defilato fino alle 13 pensando così di mantenere il posto, ma niente da fare, la legge è uguali per tutti, eliminato dalla lista.
Gran casino ovviamente, nel frattempo arrivano i Carabinieri che minacciano di sfollare i listaioli, ma poi il tutto si esaurisce.

La giornata prosegue tra appelli e controappelli, il sole cala e con lui la temperatura. Alle 7 torno la e dopo la chiamata corriamo a casa per mangiare una pizza in 5 minuti, cambiarci ed essere di nuovo presenti per presidiare il posto, non si sa mai, prossima chiamata ore 23,00.
Il freddo è veramente pungente, c’è gente di ogni nazionalità: senegalesi, marocchini, indiani, filippini, albanesi, rumeni, un bailame di lingue nel quale è difficile spiegare alla gente come e quando; il buon samaritano da gli orari, cerca di spiegare ma spesso le sue parole si perdono negli sguardi indecifrabili della gente, non capisci se hanno recepito il messaggio oppure no; qualcuno scherza ma il freddo è veramente forte, ci saranno 3 gradi, fortunatamente la nevicata di domenica non ha lasciato molti strascichi.

Alcuni imprenditori si alternano con gli extracomunitari per fare la fila, anche sta gente avrà pure una famiglia. Qualcuno arriva tardi perchè il bimbo stava male, altri se ne stanno seduti su qualche sedia da giardino, piccoli gruppetti parlano fitto, ognuno nella sua lingua, una piccola babele di culture che in fondo in questi momenti si compatta nella difficoltà del momento.
Qualche buon modenese non capisce il perchè di questa organizzazione dentro la disorganizzazione più completa, azzarda qualche soluzione personale, altri, imprenditori, espondono le loro esigenze di poter assumere/regolarizzare quando se ne ha bisogno e non una volta l’anno, insomma come sempre accade, da buon italiani, ognuno è portatore della soluzione del problema.
Le ore passano seduti in macchina, ogni tanto passano i Carabinieri per un controllo, impariamo che a Sassuolo si sono accoltellati, ottimo direi, in fondo qui si sta bene, la lista conta un centinaio di iscritti, figuriamoci in paesi più grandi.
A mezzanotte dopo l’ultimo appello vado a casa per una dormita veloce, Lavi invece dorme in macchina, alle 2 ci sarà la chiamata successiva e come da accordi alle 4 tutti in fila dentro le transenne.
Alle 5 mi alzo, barba e doccia e poi torno la, Lavi mi aspetta infreddolita, c’è poca gente, sono appena le sei meno dieci, stiamo un po’ in macchina per scaldarci, alle 6,30 ci salutiamo e vado al lavoro, adesso comincia la vera avventura.

Facendo un rapido calcolo sui 170000 posti a disposizione spalmati sui 5500 uffici postali circa, in media ogni ufficio postale raggiunto il trentesimo utente ha esaurito il suo compito, nel senso che i restanti fanno solo da comparsa, se poi pensiamo che si può presentare fino a 5 domande per utente, questo numero diminuisce drasticamente.
Però come sempre la speranza è la vera forza che fa andare avanti sto mondo.

Preparativi

Manca poco più di una settimana al grande evento di St. Patrick’s Day.
Ieri sera quindi si è pensato bene di scaldare i muscoli con qualche pinta, in verità io solo 2, ma è sempre meglio di niente.
Devo anche dire che la risposta del motore è stata più che ottima ed ha retto benissimo l’impegno.

Pub decisamente vuoto ieri, quindi abbiamo pensato di animare la serata con una gara di freccette, vero sport nazionale irlandese, e prossimo sport dimostrativo alle olimpiadi estive del 2008. La gara è stata decisamente combattuta e a parte qualche tiro scagliato pericolosamente in giro per il pub, il tutto si è concluso senza troppi danni a cose o persone.
Vincitore è risultato Checco con oltre 100 punti segnati sul tabellino.

Ora è necessario un ultimo step prima di venerdì 17, per arrivare pronti con il giusto fondo e poter reggere all’impatto Guinness. Quindi mercoledì prossimo nuovo appuntamento con il bancone del Johnny Fox.

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