Azkaban, un posto come un altro dove vivere

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Lo zio coso

Viaggiando su un treno diretto in Ungheria, il protagonista apprende che la seconda guerra mondiale non si è mai svolta, e, dopo essersi convinto, riceve una bastonata in testa. Era partito per far visita allo zio di Ungheria, di cui ora, grazie al colpo, non ricorda più il nome. Curiosa coincidenza, perché dallo zio voleva farsi raccontare proprio ciò che era successo alla loro famiglia durante la guerra, qualcosa che ha a che fare con un posto chiamato Auschwitz. Il colpo, dice, ha provocato uno “mnemomoto”: buffe amnesie, certo, ma anche la capacità di raccontare terrori nascosti e taciuti, che lo zio – lo zio Coso, appunto – come moltissime vittime ha rimosso per sopravvivere. Alessandro Schwed è il vero nome dello scrittore satirico Giga Melik.

Non ho molto da dire su questo libro, ho fatto veramente molta fatica a finirlo, la prima parte è molto interessante, sopratutto perchè si è invogliati a scoprire questo mistero del Dott. Oscar, però alla lunga la lettura diventa pesante, insomma personalmente non è stata una gran lettura.

Come passare il tempo

Una domenica pomeriggio passata al caffè è una cosa nuova, forse vecchia, per me è sicuramente nuova.
Complice la gran voglia di cioccolata, ieri pomeriggio siamo andati di nuovo in quello che ormai è già diventato un punto di riferimento, almeno per me e Lavi, il Caffè Livre in centro a Modena.
Un luogo diverso dal solito bar, diverso dal solito Caffè Concerto, che onestamente è invivibile, insomma un posto alternativo dove spendere il proprio tempo.
Libro alla mano, si discute tra un sorso di cioccolata ed un pezzo di torta; è una sensazione bellissima poter vivere dentro un luogo che non sia il tuo solito facendo quello che più di piace: leggere e discutere.

Non so perchè ma ho voglia io stesso di realizzare un luogo come questo, sicuramente con molto diffirenze, insomma ho una mia personalissima idea di come dovrebbe essere un caffè letterario.
Luogo di incontro, luogo di vita, un punto di partenza più che di ritrovo, deve pizzicare l’animo e la curiosità, deve essere uno stimolo per le menti e per il cuore, insomma uno dei tanti miei sogni.

Questa mattina ovviamente mi sono buttato in rete alla ricerca di situazioni simili e tra le varie proposte questo mi ha veramente colpito: Caffè letterario di Roma.

Inoltre la prossima partenza per Parigi non fa che alimentare questa ricerca di luoghi in cui poter confrontarsi con qualcuno o qualcosa, sì sono d’accordo che è un concetto un po’ vago, ma in questo momento la lettura occupa veramente un posto di primissimo piano nella mia vita, e se onestamente faccio un’analisi degli ultimi tempi, penso che abbia quasi superato la passione per la fotografia. Non so, bisogna pensarci.

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