Azkaban, un posto come un altro dove vivere

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Considerazioni sull’uso del water

Spesso entrando nel bagno dell’ufficio ho constatato che la tavoletta del cesso era abbassata e nell’aria aleggiava un inesorabile odore di merda del dopo cagata.
Ogni volta che ho riscontrato questa configurazione di cose ho sempre avuto come un tarlo in testa che mi diceva: “qualcosa non va”.
Poi pensandoci su ho capito cos’era, ed in effetti si tratta di un aspetto interessante da dibattere.
Insomma la questione è: perchè dopo aver cagato si chiude il cesso con la tavoletta?
La prima considerazione che mi è balzata in mente è che probabilmente chi caga pensa che abbassando la tavoletta la puzza non esca, però tecnicamente la cosa è impossibile perchè se ci pensiamo bene la puzza comincia a farsi sentire appena lo stronzo esce dal culo, quindi l’unico sistema per evitare che la puzza si espanda nell’ambiente è cagare in un cesso sottovuoto, oppure in alternativa, bisognerebbe inventare un water a tenuta stagna in modo che una volta seduti non sia più possibile avere un corridoio di aria tra il buco del culo e l’esterno.
Detto questo, mi chiedo quindi cosa elaborano le menti di quelle persone che inesorabilmente abbassano la tavoletta, potrebbe denotare un qualche problema psicologico?!
Da notare che più la cagata è puzzolente e più la tavoletta verrà abbassata, è come una legge matematica.

Sarebbe interessante fare un’indagine approfondita sull’argomento.

La Garpite

Letture di GarpEcco non avrei mai pensato che la semplice partecipazione ad un club di lettura, per quanto adori leggere, potesse creare già nelle prime settimane sindromi dai risvolti decisamente preoccupanti.
Come si vede dalla foto, la necessità di terminare il libro entro il 12 ottobre ha costretto alcuni dei partecipanti a dedicarsi alla lettura del libro in ogni momento libero, ecco quindi che una pausa durante un trekking si può rivelare assolutamente propedeutica alla cosa.
Se non fosse poi che le gesta del mitico Garp hanno generato inesorabilmente la Garpite, quella malattia insomma che ti porta ad indentificare con la parola Garp, qualunque cosa, siano oggetti che azioni che esclamazioni.
Un comportamente decisamente infantile direte.
Io non ne sarei così convinto, infatti se andiamo a fondo a scavare nella storia del personaggio vedremo che ognuno di noi ha un po’ di Garp dentro di se, basta saperlo ammetere ed il mondo sarà migliore.

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