Azkaban, un posto come un altro dove vivere

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Un altro mito è caduto

Dopo la serata di ieri sera al circolo direi che ho definitivamente preso coscienza che ormai il suo tempo è superato.
Continuerò ad assicurare la mia presenza, ma non più così assiduamente come negli ultimi 3 anni, è arrivato ormai il momento di migrare verso nuovi lidi.
Peccato perchè in questi anni mi è servito veramente tanto, ma ormai non riesce più a stimolarmi, spesso le serate sono sterili e sento il bisogno di crescere, cosa che in quell’ambiente non è possibile fare.
Detto questo, il prossimo autunno vedremo un po’ che fare, nel frattempo mi godo l’estate.

International marriage

Già proprio così, questo weekend grande appuntamento internazionale per il matrimonio della sorella di Lavi.
Si parte giovedì notte verso le 2, cazzo che ora!!!!! Per l’appuntamento con l’areo alle 6,45, arrivo previsto intorno alle 9 italiane, o almeno mi sembra di ricordare così, e poi via con il programma ufficiale.
Venerdì baracca, sabato matrimonio civile, domenica matrimonio religioso e lunedì in un qualche modo cercheremo di tornare in Italia.

Un film già visto

Dopo le disavventure del film The Day After Tomorrow, è uscito ieri un articolo sul Corriere della Sera con questo fantastico titolo: “Atlantico meno salato, pericoli per il clima“.
Riporto un passaggio:

“La Corrente del Golfo, così come paventato da un kolossal hollywoodiano, potrebbe scomparire alla fine del secolo, causando una brusca transizione dal caldo torrido al freddo glaciale nell’emisfero Nord. E’ l’ultimo numero della rivista internazionale Science a riportare i dati inattesi, raccolti da ricercatori americani ed europei in anni di spedizioni oceanografiche nel grande bacino idrografico Nord e, in particolare, nell’Atlantico settentrionale. «Accurate misure, effettuate fra il 1965 e il 1995, indicano che l’apporto di acque dolci nel Nord Atlantico è stato di 20 mila chilometri cubici, una quantità equivalente a circa la metà della portata media annua di tutti i fiumi del mondo – riferiscono Ruth Curry della Woods Hole Oceanographic Institution del Massachusetts, e Cecile Mauritzen del Norwegian Meteorological Institute di Oslo -. Questo fenomeno non mancherà di avere ripercussioni sulla circolazione oceanica globale. Non siamo ancora sulla scala del disastro, ma se continua così immaginiamo di assistere a sconvolgimenti prima di diventare tanto vecchi da non potere più andare a fare misure dirette, cioè verso la fine del secolo»”


Leggi l’articolo integrale

Il premio

Quanto è bello quando la gente ti sorride?
A me piace molto, e così ho immortalato sulla pellicola (anzi, era un supporto digitale… ma poco conta), un istante della vita di uno sconosciuto che mi ha sorriso!
Poi, mi sono fatta coraggio, e ho partecipato ad un piccolo concorso di fotografia, e stupore la mia foto si è guadagnata un inaspettato terzo posto.
Sono contenta che vivere accanto ad uno che di fotografia se ne intende… abbia dato i suoi frutti!

Libro bianco

Finalmente ha visto la luce il Libro bianco sulle aree protette redatto da WWF Italia con lo scopo di analizzare la situazione attuale sul territorio ma anche e soprattuto per essere uno strumento propositivo nei confronti verso tutti i soggetti che sono interessati direttamente o indirettamente dal contesto.

Nel Belpaese sono presenti oltre un terzo delle specie animali distribuite in Europa e quasi il 50% della flora europea.


Da una prima analisi emerge che sì l’Italia può vantare un bel 10% del territorio nazionale destinato ad area protetta, ma spesso e volentieri la situazione non è molto buona.

Riporo un passaggio tratto dall’articolo sul sito www.wwf.it che personalmente mi da da fare, anche in virtù della situazione locale nella quale vivo, che vede forti sbilanci di investimento per quanto riguarda l’edilizia residenziale a fronte di un zero in aree verdi nuove o per lo meno in mantenimento di quelle esistenti.

Ma il capitolo più triste riguarda i finanziamenti:il grafico mostra una linea in caduta verticale, a fronte dell’istituzione di otto nuove aree protette nazionali che avrebbero dovuto richiamare un aumento di fondi. Nel 2005 sono stati stanziati 57.851.000 euro con un taglio sensibile di 1 milione di euro, rispetto a quanto previsto per il 2005 nella Finanziaria 2004, ammontante a 58.672.000 euro. Con l’ulteriore riduzione decisa quest’anno si arriva ad una contrazione progressiva dei finanziamenti destinati alle aree protette di 4 milioni di euro: nel 2001 lo stanziamento ammontava a 62.491.284 euro. C’è da segnalare che già nei primi atti di insediamento del Governo in carica, con l’art. 21 della Legge finanziaria 2002 si decise il primo taglio del 10% di questa voce.

Constatavo proprio ieri per l’ennesima volta come nel parco di Villa Gandini ormai sono decenni che non vengono inserite nuove piante. Senza considerare che negli ultimi 10 anni, in seguito a due avvenimenti eccezionali di trombe d’aria, buona parte del patrimonio floreale è stato compromesso e non ultimo il crollo proprio un anno fa della quercia secolare, già simbolo del comune, che per ironia della sorte era in cura da esperti.

Senza voler fare della sterile polemica, è innegabile che l’atteggiamento dei più verso il patrimonio forestale, inteso nel suo più ampio significato, trova come sempre l’ultimo posto negli interessi delle amministrazioni, e se un parco ha per forza di cose bisogno dell’intervento dello stato, perchè invece nessun privato interviene in veste di sponsor per la tutela di aree verdi più ristrette?

Libro Bianco WWF sulle Aree Protette
Un articolo uscito su Corriere della Sera in merito all’argomento

L’utilità delle cose

Che utilità può avere una spugnetta da lavare i piatti in una borsetta da donna?
Domande difficili con risposte impossibili.
Forse che sia sadomaso ed usi l’attrezzo per strofinare pene e passera?
Forse che abbia il complesso della massaia e quindi debba avere con lei sempre un ricordo tangibile della vita da casalinga?
Questioni che io da solo non sono in grado di risolvere.
Rimarrà un mistero irrisolto.

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