Quando vivi in un appartamento di 40 metri quadri non hai tante possibilità di sbizzarrirti in spostamenti o robe similari, diciamo che è qui che si vede la scienza dell’ottimizzazione e della razionalizzazione dello spazio, e domenica Lavi ha dato prova di grandi capacità in questo senso.
Abbiamo praticamente rivoltato l’unica stanza in cui viviamo creando una soluzione veramente ottima, sia in termini di sfruttamento dello spazio che di abitabilità .
Fatto questo cambiamento ormai le abbiamo girate quasi tutte le soluzioni, una delle ultime rimane la mia, quella cioè di soppalcare il tutto per creare un vuoto spinto, per il momento ci gudiamo questa nuova sistemazione poi vedremo in autunno.
Sono rimasto semplicemente senza parole di fronte ai panorami visti ieri sera nel film Io non ho paura.
Vien voglia di partire e lasciare tutto questo grigiore per stabilirsi in mezzo ai quei campi di grano picchiati dal sole, che spettacolo.
Bello, bellissimo!

Io non dico più niente. Le foto parlano da sole.
Era un casino che non mi divertivo così, e la scimmia che mi porto oggi appresso, non mi pesa affatto!
A pranzo ho bevuto un po’ di birra e mi ha fatto molto bene!
Così, adesso mi preparo a prendere la mia dolce metà dal lavoro. Spero che la piccantissima bruschetta che ho in mente per stasera lo rimetta presto in sesto.
Per il momento non riesco ad articolare bene la lingua e le mani, aspettiamo qualche ora a vedere se passa un po’ la scimmia.
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Ci siamo!
Mancano solo 12 ore alla “gran fondo” di Guinness.
Quel bastardo di Bortolo ha già cominciato a fare il fondo per stasera io invece sono completamente a digiuno da alcool da settimane e sinceramente sono un po’ preoccupato.
Sto gironzolando sul sito della Guinness per trovare qualche spunto per la serata e ho scoperto una divertente paginetta dal titolo “Guinness Personality“. Voi in quale vi immedesimate?
Io mi immedesimo pesantemente nel numero 5:
Anally retentive
Hunched over his pint as if it was drinking him, the drinker often positions his glass on a solid surface but holds on to it for reassurance. His monthly computer magazine is invariably in close proximity. Such drinking demeanour is highly successful in warding off potential invites to interact with other drinkers… except perhaps those who position their pints in similar fashion. Think lonely, think no mates.
Giusto per onore della cronaca se qualcuno ancora non conosce la Guinness, ecco qui l’anatomia della birra per definizione.

Non rimane che contare velocemente le ore che ci separano dal bancone!
Have a nice St. Patrick’s Day. Good Luck.
Sì ormai ci siamo, mancano solo 2 giorni all’appuntamento clou!
Questo giorno per me è diventato un simbolo della rinascita, di una nuova vita.
2 anni fa dopo una storia finita così nel nulla ed una che stava iniziando prepotentemente, si presenta l’occasione di far visita a Stefano ed Elisa, all’epoca domiciliati in quel di Dublino, e quasi a farlo apposta scegliemmo proprio questo periodo: un vero spettacolo.
La gente, la festa, la birra tutto bellissimo: quel viaggio mi è rimasto nel cuore.
Insieme a Dumbo e Bortolo rinchiusi nei pub di Dublino a scolare fiumi di Guinness tra una risata e l’altra, chiacchere confuse stipati ad un bancone stracolmo di pinte, mi manca quell’atmosfera.
Mi ero ripromesso di ritornare quest’anno, ma il tempo proprio non lo abbiamo trovato anche perchè cadendo di giovedì diventa difficile prendersi qualche giorno di ferie adesso, ma il prossimo anno potrebbe essere quello del grande ritorno.
Detto questo, giovedì si festeggia alla grande, non so chi verrà , ma io sicuramente voglio scolarmi almeno 3 pinte!
Non ci saranno i soliti truccatori, ma noi ci accontentiamo. Ci mancherà decisamente la sensazione di uscire da un pub alle 3 del pomeriggio e stupirsi che sì, c’è la luce è ancora giorno, a volte la birra gioca brutti effetti. Ma nonostante tutto lo spirito che ci accompagna in questa festa è nel più puro senso irlandese: baracca e fiumi di birra.
A questo punto rivolgo un pensiero a Stefano ed Elisa che in questo momento sono in Argentina e non possono festeggiare con noi, un augurio di terminare il viaggio senza nessun incidente di sorta. Berremo alla vostra salute ragazzi!
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Sabato mattina in coda ad uno dei tanti discount.
La cosa è apocalittica, tre casse, tutte piene, e fila che mi porta fin nel profondo degli scaffali.
Davanti a me due pezzi di armadio a 4 ante, probabilmente russe, entrambe bionde e alte almeno 1,75, vestita alla cavallerizza e balcone in bell’evidenza.
Ci precedono due turchi, o almeno così dicono loro, ingiachettati da belli figurini al sabato sera, ovviamente ci provano con le russe.
Più avanti vediamo qualche esponente del sud Italia e qualche nord africano.
Siamo tutti tranquilli in coda quando dalle casse comincia a scaldarsi la situazione, 3 di colore, (2 uomini ed una donna) stanna scaricando 3 carrelli stracolmi di roba, volano parole grosse, una cassiera accusa uno degli uomini di rubare, questo tipo, che da vedere dal mio posto fa un po’ paura, sembra quasi un boxer professionista, manda chiaramente a fanculo la cassiera oltre a darle della napoletana.
Questa si mette a ridere perchè tra tutte le napoletane alle casse lei è l’unica nostrana.
Le russe indiignate eslamano: “Ah bell’educazione!!! Sì sì!”
Apprendo quindi che oltre alla madrelingua spiaccicano anche l’italiano.
Il tutto poi si esaurisce in una bolla di sapone dopo pochi minuti.
La cosa che mi fa riflettere è che in tutta questa accozzaglia di gente l’unico modo che hanno per comunicare fra loro è l’italiano. Non so perchè ma sta cosa mi fa ridere.
Io continuo da imbottirmi di novalgina, non so se fa male, ma a me fa bene.
Ieri pomeriggio ho preso una boccata d’aria urbana.
Erano anni che non prendevo un autobus, e ieri, motivo blocco del traffico a Modena, ho comprato il mio bel biglietto “ecologico� e mi sono lasciata trasportare verso l’università .
E’ strano dopo tutto questo tempo ritrovarmi circondata da gente… ognuno con la sua borsina, ognuno con i suoi pensieri “ecco vedi, la abito io, la dove c’è il tappeto rosso… adesso sono molto più vicino a scuola!�
Poi guardare dal finestrino… tutti gli negozi che scorrono velocemente, per un secondo mi sono ricordata della mia città natale. Bella sensazione!
Non avevo mai visto Modena da questo punto di vista, mi è quasi piaciuta.
Il ritorno è stato però drammatico. L’autobus questa volta era molto più scomodo, e l’autista non aveva più voglia di guidare. Venti minuti di strappi, accelerazioni improvvise e fermate brusche mi hanno sconvolto lo stomaco. Infatti appena scesa mi sono fermata un po’ per respirare e cercare di calmare la sensazione di vomito che mie era venuta.
Arrivata a casa mi sono chiesta… a che cosa serve questo blocco del traffico se soltanto un autobus inquina come 10 macchine diesel. Per non parlare del fatto che nelle 8 ore di blocco il traffico cala solo di 8, 9 %. Ma se quelli del comune pensano che questo sia l’unico modo per abbassare il tasso d’inquinamento, noi ci adegueremo.
Ancora pochi giorni e sarò di nuovo tempo di acquilone.
Farlo librare nell’aria è come lasciarsi andare al nulla, libera la mente come se ogni pensiero ed emozione corresse su quel filo fino a volare libera nel cielo azzurro lasciandoti una pace dentro.
Senti l’energia che passa attraverso le mani catalizzata là in alto, ad ogni giravolta ne scappa un po’, ma è un bene per il cuore e per la mente.
Forse che questo weekend che sta arrivando mi riservi qualche sorpresa? Forse.
Non c’è niente di meglio che stare all’aperto dopo un intero inverno passato chiuso e legato alla sedia dell’ufficio, respirare a pieni polmoni, lasciar scorrere lo sguardo verso la pianura senza incontrare nessun ostacolo, lasciarsi accarezzare e cullare dal vento.

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