Mar 23, 2005 0
Sulla via del ritorno
Chi ha viaggiato conosce bene quella sensazione che ti assale all’avvicinarsi del ritorno.
Si viene presi da una sorta di frenesia accompagnata da apatia verso quello che ci circonda, spesso la mente vaga a ritroso ripercorrendo i momenti di un viaggio che ormai volge al termine e che brutalmente ci riporterà alla realtà , alla quotidianità di una vita fatta di gesti ripetuti ogni santo giorno in attesa di una nuova partenza.
Ora io non so cosa si provi al rientro da un viaggio intorno al mondo, ma posso immaginare che queste sensazioni siano amplificate notevolmente fino a far perdere la nozione del tempo, permettono di aggrapparsi ferocemente a qualunque cosa pur di non lasciarsela scivolare tra le mani, sicuramente non deve essere una bella sensazione.
Immagino quanti pensieri, quante domande, quante apprensioni, sopratutto di fronte al milione di domande tutte uguali che verranno poste, io faccio parte di quelli che faranno le stesse, scontate, domande del cazzo, ma che per noi poveri umani costretti ogni giorno a trascinare questo corpo da casa al lavoro e dal lavoro a casa, godiamo di queste risposte date, di queste storia raccontate, assorbiamo morbosamente ogni singola parole che esce dalla bocca del nostro interlocutore, quasi a doverci sfamare, di più, a doverci immedesimare talmente tanto nel protagonista che quasi quasi saremmo in grado noi stessi di raccontare ad altri queste esperienze da noi ascoltate e da altri vissute, con un patos che solo chi ha provato di persona certe cose può trasmettere.
Penso quindi a Stefano ed Elisa in questi ultimi giorni sulle vie del Messico, li vedo gustare questi ultimi momenti di libertà , questi ultimi attimi di una fuga che ormai dura da diverso tempo, i più diranno 8 mesi, ma chi è più attento sa che sono già qualche anno che i ragazzi fuggono in giro per l’Europa alla ricerca di qualcosa che solo loro sanno, che rimane un segreto proprio di chi viaggia.
Io personalmente aspetto Stefano impaziente, aspetto di rivedere quello che forse è il mio migliore amico, tralasciando la mia personale visione di amicizia, aspetto di vedere le foto in silenzio, aspetto di sentire la voce di un racconto, ma aspetto sopratutto di vedere lo sguardo. Sì perchè come ho già scritto in un post precedente, un viaggio ti cambia sempre, è inutile, è vero che c’è viaggio e viaggio, ma io dico che a meno di non vivere rinchiusi in un villaggio turistico, che allora tanto vale andare a Milano Marittina, un viaggio ti segna dentro, e se tu al ritorno da un qualunque viaggio non sei cambiato, non hai ricevuto niente, beh allora è meglio che la prossima volta stai a casa.
Caro Stefano ti aspetto per un abbraccio ed una serata in compagnia ed una buona bottiglia di vino, anche se sarà dura accontentare il tuo palato dopo aver assaporato i gusti del mondo, ma dai una rimpatriata non è poi così compromettente.
Ciao.

Recent Comments