Azkaban, un posto come un altro dove vivere

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Pomeriggio

E’ appena passato un dirigibile…
Comincia a tuonare, tra un po’ pioverà, che bello!

Sogni notturni

Raramente mi capita di ricordare i sogni che faccio durante la notte, ma stanotte forse complice un po’ il freddo, non ho dormito profondamente e solo pochi minuti fa mi sono ricordato che ho sognato Tinez al ritorno dal viaggio.
Un po’ mi manca, anzi forse molto più di un po’, ricordo che stavo semi-nascosto dietro una siepe mentre tutti gli amici gli correvano incontro e lo abbracciavamo quasi a togliergli il respiro, ma poi vedo il Tinez che lascia il gruppo e mi viene incontro.
Ci abbracciamo, quasi mi viene da piangere.
Mi manca Tinez, ma ormai l’ora della fine è prossima.

Pezzetti di qualcosa

Ieri sera concentrato di fritto misto, la cena di tutti gli sportivi di Modena, il Mitico che si prenseta alle 22:59, lampi e tuoni, acqua sugli scuri, freddo sotto le coperte.
Il primo temporale di stagione arriva sempre inaspettato e lascia un po’ con il fiato sospeso, dopo un’inverno nel quale ci si dimentica come sono fatti i lampi e quanto può vibrare una finestra con un tuono, ci si risveglia a primavera alla luce delle saette, bellissima serata quella di ieri.
Prima o poi comunque il compagno arriverà ad arrendersi.

Viaggio in Romania

Finalmente ci siamo, dopo aver rimandato almeno 10 volte la partenza questa è la volta buona.
Partenza il 5/6 agosto salvo imprevisti, ma speriamo di no.
Questo secondo viaggio in Romania è veramente una passione perchè negli ultimi mesi a ripetizione abbiamo cercat voli low cost in quasi tutti i periodi e alla fine per un motivo o per un altro abbiamo sempre dato forfait.
Stavolta, accantonati in partenza i voli, abbiamo deciso per l’automobile, tanto alla fine come costi siamo lì, e la libertà di movimento in loco sicuramente è impareggiabile al confronto della carretta del babbo di Lavi o del pericolo della strada numero 1 di Bucarest, Razvan.

Il tragitto

La scelta del tragitto non presenta molte possibilità, o passare dall’Austria, oppure dalla Serbia, per velocità e costi abbiamo optato per la seconda via Slovenia/Bosnia/Serbia/Bulgaria, un tour de forse di dogane che metterà alla prova la mia atavica paura degli uomini in uniforme.
E’ un sacco di tempo che non faccio itinerari così lunghi, 1500 km e rotti da fare in 18 ore, almeno questo è l’obiettivo che ci siamo dati, considerando quindi le pessime condizioni delle strade rumene, si parla di almeno 6/8 dal confine a Bucarest, significa che il restante sarà da fare in 10 ore.
L’unica mia preoccupazione in questo senso è il micidiale tratto di austrada che da Mestre porta a Trieste.
Negli ultimi 2 anni alcuni amici si sono avventurati per quelle strade giusto nel mio periodo, e solo a pensare ai km di coda oltre che al tempo passato a cazzeggiare in macchina mi viene male. Ma bisogna pensare in positivo: w le partenze intelligenti.

Modena – Venezia ormai è nel mio dna e ho come record di percorrenza circa 2 ore e mezza, quindi il massimo sarebbe in 4 ore togliersi la pratica Italia. Vedo già una partenza in tarda serata, io voto per le 22/23.

Ricordi di Bucarest

Bucarest I fiammiferi di Bucarest dal 7° piano della casa di Lavi
Bucarest Uscita dal metrò
Bucarest Spalaneve a mano, da noi ce lo sogniamo infatti i marciapiedi sono sempre pieni di neve
Bucarest Una boutique di marca

Pochi uomini?

Ho letto in un giornale rumeno, che la popolazione maschile sta diminuendo. Praticamente la proporzione tra femmine e maschi, oggi è equivalente a quella della fine della Seconda Guerra Mondiale.
I sociologi dicono che gli uomini non riescono ad adattarsi al periodo di transizione. Però la morte non è l’unica che fa scomparire i maschi, la partenza verso terre straniere in cerca di fortuna è un’altra causa per la diminuzione del loro numero.
Non capisco però perchè tutta questa preoccupazione, ci sono tanti di quegli italiani che ormai vivono in Romania…..
Tanto la storia si ripete sempre. Duemila anni fa, i Romani hanno conquistato la Dacia, si sono accoppiati con le nostre femmine e hanno così creato un nuovo popolo. Oggi fanno più o meno la stessa cosa, anche se non mi sembra che sono molto vogliosi di dar vita ad una nuova generazione. Loro amano conquistare e andare avanti!

Verona

Non di solo amore vive l’uomo, ma di amore solo muore.

Buona Pasqua

Domenica festeggeremo la Pasqua cattolica!
E’ bello essere un’ortodossa in un paese di cattolici!
Ho scritto un articolo in lingua rumena a questo proposito, ma mi dispiace, non lo posso tradurre.
In questo momento esatto mi sto guardando il seno, che si lascia intravedere dalla mia maglietta, e tutta l’ispirazione religiosa si è dispersa in fumo. Mi devo concentrare.
Oggi è venerdì, ancora per poco, e stando alle statistiche 15 milioni di italiani si sono già messi in viaggio. Gran parte di loro passeranno il ponte nel seno della famiglia, in altre parole tutti si spostano da nord a sud! I pochi che se lo possono permettere se ne vanno più o meno lontano… beati loro!
Io, io andrò finalmente all’Acquario di Genova. Non vedo l’ora. E’ cosi tanto che ci voglio andare!
Passerò una giornata intera circondata da acqua e da tutti tipi di pesciolini e pescioloni.
Al ritorno, per parcondicio e in funzione di quanto saremo distrutti, accompagnerò la mia dolce metà in chiesa. Sarà un esperienza nuova, perchè non ho mai assistito alla messa cattolica per la Resurrezione. Non so ne anche se si chiama così, ma tanto si capisce lo stesso. E se per caso qualcuno ha qualcosa da obbiettare, basta che me lo dica!
Domenica, si mangia! Io farò il coniglio con le patate al forno e gli altri faranno il resto!
Ecco un altro motivo per quale mi piace festeggiare qua. Per la vostra Pasqua mangio il coniglio, e per la mia mangerò l’agnello! Sono carnivora e me ne vanto!
Buna Pasqua a tutti quanti!

Per favore, ridateci il silenzio dei boschi

Ho appena aperto l’ultimo numero dello Scarpone, la rivista del CAI edita per i soci, e in copertina fa sfoggio un titolo a caratteri cubitali “Ridateci il silenzio dei boschi“.
Io che sono un amante sfegatato della solitudine, del silenzio e della pace soprattutto quando si fa trekking sono corso subito a leggermi l’articolo e devo dire che sono quanto meno sconcertato!
Leggo nell’articolo che 10 anni fa vennero varate le Tavole di Courmayeur, un codice di autoregolamentazione delle attività sportive in montagna elaborate da esperti ambientalisti del CAI e da illustri alpinisti con la benedizione della Fondazione Courmayeur, della CIPRA e del Club Alpino Accademico Italiano.
Ora a distanza di tempo la situazione è completamente fuori controllo, da una parte la solita latitanza normativa che non disciplina queste attività, dall’altra il fai da te regionale con situazioni ad hoc per ogni zona, hanno creato un far west e ovviamente chi ci rimette è sempre e solo la natura.
Ora sembra che un disegno di legge che prevede e in qualche modo ufficializza il passaggio delle moto da trial sui sentieri mette a dura prova lo spirito naturalista del CAI e più in generale di tutti gli escursionisti/alpinisti.
Personalmente penso sia uno scandalo permettere l’uso delle mulattiere e/o sentieri di montagna a mezzi motorizzati, figuriamoci essere in mezzo ad un bosco a 1800 metri e sentire come sottofondo il rumore delle moto invece di quelli della natura: non voglio nemmeno pensarci.
Dico solo che l’uomo dovrebbe pensare con la testa e non con il cazzo, ma su questo penso ci sarebbe da discutere troppo.

Quando andiamo per i boschi stiamo in silenzio ad ascoltare le voci degli alberi (sono tante e fanno un coro al Creatore); siamo rispettosi nel nostro andare perchè è come essere in un grande tempio. Un luogo dove il pensiero si può raccogliere e sviluppare in meditazione sulla vita, sulla bellezza del Creato, sulla nostra fuggevole esistenza.
Mario Rigoni Stern

Tavole di Courmayeur
CIPRA
Club Alpino Accademico Italiano
Club Alpino Italiano

Sulla via del ritorno

Chi ha viaggiato conosce bene quella sensazione che ti assale all’avvicinarsi del ritorno.
Si viene presi da una sorta di frenesia accompagnata da apatia verso quello che ci circonda, spesso la mente vaga a ritroso ripercorrendo i momenti di un viaggio che ormai volge al termine e che brutalmente ci riporterà alla realtà, alla quotidianità di una vita fatta di gesti ripetuti ogni santo giorno in attesa di una nuova partenza.
Ora io non so cosa si provi al rientro da un viaggio intorno al mondo, ma posso immaginare che queste sensazioni siano amplificate notevolmente fino a far perdere la nozione del tempo, permettono di aggrapparsi ferocemente a qualunque cosa pur di non lasciarsela scivolare tra le mani, sicuramente non deve essere una bella sensazione.
Immagino quanti pensieri, quante domande, quante apprensioni, sopratutto di fronte al milione di domande tutte uguali che verranno poste, io faccio parte di quelli che faranno le stesse, scontate, domande del cazzo, ma che per noi poveri umani costretti ogni giorno a trascinare questo corpo da casa al lavoro e dal lavoro a casa, godiamo di queste risposte date, di queste storia raccontate, assorbiamo morbosamente ogni singola parole che esce dalla bocca del nostro interlocutore, quasi a doverci sfamare, di più, a doverci immedesimare talmente tanto nel protagonista che quasi quasi saremmo in grado noi stessi di raccontare ad altri queste esperienze da noi ascoltate e da altri vissute, con un patos che solo chi ha provato di persona certe cose può trasmettere.
Penso quindi a Stefano ed Elisa in questi ultimi giorni sulle vie del Messico, li vedo gustare questi ultimi momenti di libertà, questi ultimi attimi di una fuga che ormai dura da diverso tempo, i più diranno 8 mesi, ma chi è più attento sa che sono già qualche anno che i ragazzi fuggono in giro per l’Europa alla ricerca di qualcosa che solo loro sanno, che rimane un segreto proprio di chi viaggia.
Io personalmente aspetto Stefano impaziente, aspetto di rivedere quello che forse è il mio migliore amico, tralasciando la mia personale visione di amicizia, aspetto di vedere le foto in silenzio, aspetto di sentire la voce di un racconto, ma aspetto sopratutto di vedere lo sguardo. Sì perchè come ho già scritto in un post precedente, un viaggio ti cambia sempre, è inutile, è vero che c’è viaggio e viaggio, ma io dico che a meno di non vivere rinchiusi in un villaggio turistico, che allora tanto vale andare a Milano Marittina, un viaggio ti segna dentro, e se tu al ritorno da un qualunque viaggio non sei cambiato, non hai ricevuto niente, beh allora è meglio che la prossima volta stai a casa.
Caro Stefano ti aspetto per un abbraccio ed una serata in compagnia ed una buona bottiglia di vino, anche se sarà dura accontentare il tuo palato dopo aver assaporato i gusti del mondo, ma dai una rimpatriata non è poi così compromettente.
Ciao.

The Y Project Collection

No two creatures are created equal. We are, each one of us, as different as two sunsets, as unique us our fingerprints. So it is with the female sex flower. It is as diverse as our very existence. It is life’s most vital organ.

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