Azkaban, un posto come un altro dove vivere

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Gap

Cosa rimane dopo aver fatto il giro del mondo?
Qualcosa dovrà pur entrare dentro di noi dopo 1 anno passato a ciondolare per i vicoli della terra.
Non ho girato molto, un po’, e leggendo il diario di Stefano ed Elisa mi rendo conto della distanza abissale che separa me, che sto qui a sedere nella mia sedia d’ufficio cercando di far giornata, e loro che la giornata la vivono in mezzo al mondo.
Prospettive diverse che penso si riflettano in un modo di pensare diverso, sicuramente diverso dal mio che sono qui.
Aver toccato con mano, conosciuto di persona, visto con i propri occhi, una parte seppur piccola, anche se immensa, di questo mondo, ti cambia dentro, ti rende più umano, ti ridimensiona.
Mi rendo conto in questo momento di come sono indietro con la mia mentalità del cazzo, rinchiuso in provincia nella speranza di un’ancora di salvezza che mi strappi da queste radici a cui per altro sono attaccato con grande amore e alle quali non rinnegherò mai la mia appartenenza.
Ma nonostante ciò, sento il bisogno di muoversi da questo standby forzato, causa essenzialmente si una situazione economica a dir poco vergognosa, al limite della sopportazione psicologica.
Sento il bisogno di rincorrere, di colmare quel gap, di dar sfogo alle mille idee che mi turbinano nella testa.
Non bastano più i libri per viaggiare, sì a volte sono un sostituto non male, un po’ come il metadone per un drogato, ma non sono, non potranno mai essere la vera droga, il vero succo che ti soddisfa, che ti lascia senza parole, che ti permette di assaporare con mano tua il mondo.

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Category: Vita da strada

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